CYCLISSIME.COM: MARC HIRSCHI, IL NUOVO FENOMENO

PROFESSIONISTI | 10/10/2020 | 08:00
di Enrico Cavedine

 


È un’onda fresca che sprizza gioventù quella che si è abbattuta sul ciclismo. Un’onda che ci porta atleti poco più che ventenni che già alle prime stagioni si portano via tutto. Ne arriva uno e non c’è nemmeno il tempo di abituarsi all’idea di aver scoperto un nuovo talento che ne salta fuori subito un altro.


Partiamo dalla stagione scorsa. Egan Bernal, a 22 anni , alla sua terza stagioni tra i professionisti e alla sua seconda partecipazione vince il Tour de France. È il secondo vincitore più giovane della storia del Tour de France dietro ad Henri Cornet che nel 1904 vinse a 19 anni. Una settimana dopo il Tour de France si disputa la Classica di San Sebastian e la vince Remco Evenepoel di anni 19. Il suo iter prima di giungere al ciclismo è ormai cosa nota.  A 16 anni gioca ancora a calcio, poi smette, ed inizia a correre in bici. Dopo un anno, nel 2018,  diventa campione del mondo tra gli juniores, nella prova in linea e a cronometro, salta la categoria U23  e passa subito professionista. Arriviamo così al 2020. Il belga parte la stagione alla grande vincendo la Vuelta San Juan e la Vuelta Algarve, poi arriva il lockdown, ma appena si riparte lui vince Vuelta a Burgos ed il Giro di Polonia. Nel frattempo  di Bernal non si parla più, o se ne parla meno, tutte le attenzioni sono su Remco, il nuovo Eddy Merckx. Tutto fila liscio fino alla discesa del muro di Sormano dove il forcing di Nibali induce all’errore Evenepoel che cade e finisce giù da un ponte. Ci pensano i Santi del ciclismo ad evitare il peggio ed i danni sono relativamente contenuti, ma la stagione per Remco finisce lì.

Con il belga fuori gioco sulle strade del Tour de France esplode Tadej Pogačar. È  alla prima partecipazione, e con una naturevolezza disarmante fa sua la corsa più prestigiosa al mondo. A Bernal, che ha dovuto abbandonare la corsa per problemi fisici, soffia anche il secondo posto tra i vincitori più giovani. Nel giorno dell’incoronazione sui Campi Elisi lo sloveno ha 21 anni e 364 giorni contro i 22 e 197 giorni del colombiano l’anno precedente.

Con la consacrazione dello sloveno potevamo ritenerci soddisfatti. Con Bernal, Evenepoel  e Pogačar il divertimento è garantito, siamo a posto così. Ma no, stiamo scherzando? Non è finita qui. Non c’è due senza tre ed il “quarto” vien da sè: si chiama Marc Hirschi. Con un pedigree che annovera il mondiale under 23 passa professionista nel 2019. A San Sebastian lo scorso anno centra il terzo posto, un risultato eccezionale per un neo professionista, ma in quell’occasione passa in secondo piano, oscurato da Evenepoel che vince.

Arriviamo al Tour di quest’anno. Il giovane svizzero vince un tappa, ne sfiora una seconda e fa suo il premio di “super combattivo”. Ma anche in questa occasione si parla più dell’altro fenomeno, lo sloveno, che oltre alle tappe vince anche la maglia, scusate le maglie: gialla, bianca e a pois. Si arriva Mondiale di Imola ed Hirschi fa terzo dietro ad Alaphilippe e Van Aert. Come compagno di squadra ha Enrico Gasparotto, l’italiano con cittadinanza  svizzera che con 2 Amstel Gold Race in bacheca non ha mai trovato spazio in azzurro, misteri del ciclismo.

Il “Gaspa” a 38 anni si mette al servizio del giovane compagno che ripaga la squadra con una medaglia pesante. Tre giorni dopo il mondiale arriva la Freccia Vallone. Il finale con il muro di Huy dà poco spazio ai tatticismi, lì vince sempre il più forte  ed Hirschi vince. Alla Liegi è lì a giocarsi la vittoria con i migliori, è in scia ad Alaphilippe che ne combina di tutti i colori ed Hirschi perde le sue ciance di vittoria ma poi da terzo diventa secondo.  E così ora ce lo troviamo in testa alla nostra classifica del trofeo Cyclissime con 170 punti, davanti ad Alaphilippe (106 punti) e al trio Roglic, Fuglsang, Van Aert.  Ah si, Van Aert, c’è anche lui. Dopo le vittorie a Strade Bianche, Sanremo, una tappa al Tour e un doppio secondo posto al mondiale ora arrivano le sue corse, quelle del pavè. E su quelle strade incontrerà il compagno di mille battaglie: Mathieu Van der Poel. L’olandese, venticinquenne, è decisamente più avanti d’età rispetto a Pogačar, non ha ancora vinto un Tour, ma nonostante tutto proprio scarso non è.

Perdonatemi questo filo d’ironia ma questa overdose di ciclismo e fenomeni post lockdown rischia di dare alla testa. Ed ora? Il divertimento  con le grandi classiche continua, nel weekend arrivano Gent-Wevelgem e Parigi-Tours. L’Amstel era prevista sabato 10 ottobre ma il virus è tornato a farsi sentire e la splendida corsa olandese è stata annullata, seguita in questa decisione - purtroppo - dalla Parigi-Roubaix. Nel nostro concorso a premi, l’utente BRUNO e pomapietro45 hanno trionfato nei pronostici legati a Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi. BRUNO guida anche la classifica generale con 280 punti. Amici delle grandi classiche, continuate a giocare con noi e a divertirvi con Cyclissime Game! Un saluto e a presto.

 

 

 

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COMMENTI
Giovani
10 ottobre 2020 08:50 Anbronte
Guardate l ordine di arrivo del Piccolo Giro di Lombardia e vedrete noi italiani come siamo messi.

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