GIRO ROSA. VOS: «RAMPA PAZZESCA, IL TRAGUARDO ERA SEMPRE LI'...»

DONNE | 13/09/2020 | 18:41
di Giorgia Monguzzi

 


La Cannibale è tornata, viene proprio da dirlo, vedendo i metri finali della tappa odierna con arrivo ad Assisi su uno strappo di 400 m. Altra giornata dura per le ragazze della carovana che solo ieri erano state protagoniste di un’incredibile sfida sullo sterrato.


«Quella di ieri è stata una tappa incredibile, ci ha messo veramente a dura prova, all’inizio della tappa abbiamo cercato di recuperare un po’ le fatiche, poi nel finale abbiamo dato tutto. Devo dire che anche io ero parecchio provata, ma ho visto l’occasione e l’ho presa subito al volo - racconta Marianne Vos a tuttobiciweb poco prima di salire sul palco delle premiazioni - devo ammetterlo, sono parecchio emozionata».

L’arrivo è stato caratterizzato da un testa a testa tra l’atleta olandese, Elisa Longo Borghini e Cecilie Ludwig Uttrup che poco alla volta sono apparse dal rettilineo finale.

«Gli ultimi 600 metri sono stati veramente pazzeschi. Devo dire che non conoscevamo molto bene questa salita, così con la squadra abbiamo deciso che in ogni caso la migliore scelta da fare sarebbe stata prenderla davanti e restare unite in modo tale da non permettere a nessuno di evadere, il mio team ha fatto un lavoro pazzesco - prosegue la fuoriclasse olandese -. Elisa è stata la prima a muoversi, la sentivo di fianco a me e ho tentato di tenerla sotto controllo, poi però Cecile ha guadagnato un paio di metri e io l’ho inseguita. Per certi versi devo dire che sia stata anche una fortuna vederla partire in quel modo perché così, nel tentativo di inseguirla sono riuscita ad avere un punto di riferimento e a non bloccarmi»

Ma ancora più incredibili sono stati i 50 metri finali. «La rampa è stata pazzesca, ad un certo punto credevo che il traguardo non arrivasse più, lo vedevo lì davanti ma non riuscivo a raggiungerlo. È stato letteralmente come scalare una parete rocciosa, è un miracolo se non ci siamo ribaltate indietro.» 

È solo la terza tappa, ma quasi sicuramente Marianne non si accontenterà di questo unico assolo. «Per il momento mi godo questa vittoria, ma si sa il giro è lungo e insidioso e mai dire mai….».

(foto Flaviano Ossola)

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COMMENTI
Troppo duro.
13 settembre 2020 20:19 maurop
Questo Giro donne mi pare anche troppo duro, ieri uno sterrato che ha costretto a mettere piede a terra anche la campionessa del mondo e ha visto decine di ragazze arrivare con più di mezz'ora di ritardo, oggi un arrivo spaccapolmoni sulla rampa di Assisi, domani 170 chilometri...penso alle molte ventenni costrette a confrontarsi con Voss Van Vleuten e compagnia. La ricerca dello spettacolo a tutti i costi non può sottoporre il gruppo a stress eccessivi, senza contare che un buon percorso deve dare la possibilità di esprimersi anche alle passiste veloci.

STRANE COSE
13 settembre 2020 23:16 jaguar
Marianne Vonn ha 33 anni e da un po' di tempo ( un paio di anni) non brillava più, di contro la sua compagna di Nazionale Van Vleuten ha ben 37 anni e vola stracciando le avversarie....mahhhhhh

Per Jaguar
14 settembre 2020 12:16 Monti1970
La differenza tra la Vos e la Van Vleuten è che la Vos ha iniziato a vincere tutto all’età di 19 anni Invece la Van Vleuten a 33.
Quindi mentalmente è molto più vecchia la Vos

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