IO RILANCIO IL GIRO AD AGOSTO

TUTTOBICI | 27/05/2020 | 07:50
di Gian Paolo Ormezzano

Nel balletto delle date, dei propositi buoni o interessati (di rado però i due aggettivi coabitano bene nei riguardi dello stesso soggetto) per quel che riguarda il calendario nuovo del ciclismo sotto vi­rus, più o meno tutto il mondo della bicicletta si deve essere re­so conto che ci sono due mondi: quello del Tour de France e quello di tutto il resto del pedalare agonistico. Mi rendo conto che scrivendo queste righe porto il mio piccolo contributo, se non altro prendendo sul serio il tutto, alla supremazia del mondo-Tour. Ma se è vero che ci sono squadre che esistono soltanto in funzione  del Tour de France inteso come vetrina pubblicitaria, bisogna es­sere realisti e tirare avanti. Idem se è vero come magari è vero che quasi tutti i ciclisti al mondo ba­ratterebbero un successo al Tour con cento altri successi in cento altre corse anche a tappe. Tirare a campare, dunque, e  magari a qualcosa di più.


Uno dei capi del Tour ha detto, scartando l’idea di una Grande Boucle senza pubblico, che nella dizione “Tour de France” la parola più importante è la terza, France. Con echi sonori di grandeur, si capisce, e magari France detto solennemente come lo diceva l’ispettore Clouseau della “Pantera rosa”, quasi un Fronce per dare grevità ulteriore al bisillabo. Legittimo anche sorridere, ma non troppo, pensando a come noi italiani di­ciamo impeccabilmente Tour de France alla francese, da osservanti, mentre loro mai dicono Gi­ro d’Italia all’italiana, casomai Tour d’Italie o Girò con la tutta loro “sg” iniziale. Il Tour in effetti è una sorta di ricomposizione annuale della Francia intesa o patita o combattuta come permanente terra capitale intellettuale del mondo. Una Francia, da sottolineare, assai più vasta come superficie dell’Italia e però con meno abitanti dell’Italia. I comuni francesi, molti, sono fieri di essere legati fra di loro dal filo della corsa, idem le città classiche e importanti (poche, in fon­do) visitate di fisso dall’itinerario giallo, ogni tanto qualche scoperta di qualche posto nuovo… Ma soprattutto il senso e - di più - il sentimento di comunicare al mondo un’idea di qualcosa di grande, di speciale,di culturale, di unico con il Tour. Il che fa sì che quasi tutti i francesi se ne fre­ghino del fatto che un francese non sfila in giallo a Parigi dal 1985 Bernard Hinault (pronti però a celebrare un eventuale suc­cessore come il pontefice massimo del ciclismo, ci mancherebbe).


Ma non vogliamo riscrivere della conclamata superiorità storica del Tour nei riguardi non solo del Giro, ma del ciclismo tutto, quanto dolerci del fatto che sia stata forse sprecata un’occasione per cambiare le date del Giro senza costrizione da virus, o ca­so­mai approfittando di essa, co­me si è fatto e si è dovuto fare,  ma non con l’intento di tornare allo status quo ante non appena possibile. Siamo al punto: un Gi­ro in agosto, ecco l’idea nostra, sì, con nessun problema di innevamento anche andando a cercare le cime più alte, con fra l’altro la funzione di rivincita immediata del Tour anziché, come quasi sempre adesso, di palestra di al­lenamento per chi pensa soprattutto al Tour. Ma soprattutto con una valenza che ci piace definire da sdraio e ombrellone (ovviamente pensiamo ad un’Italia do­ve riprende la classica bella giostra delle vacanze).

Un Giro agostano fisso, non con data provvisoria. Un Giro che si propone alla gente, specie italiana ma an­che arrivata in Italia dall’estero per il rito del turismo quando c’è lo stacco per le ferie, per le va­canze generali che dovranno pu­re riprendere nel dopo Corona­vi­rus... Un Giro che celebri in modo nuovo la bicicletta. Non solo mezzo di spostamento, non solo mezzo di pratica sportiva, non solo strumento di sperimentazioni anche spinte (pedalata as­sistita, uso di metalli rari, esplorazione del limite umano e pa­zienza se con aiutini chimici), e non solo alternativa alla motorizzazione , con conseguente forte e facile valenza ecologica. Tutto déjà vu, per continuare con la lingua di Molière.

E invece (o inoltre, o addirittura) la bicicletta, il ci­clismo che è la sua palestra, il Giro che è il suo palcoscenico, i ciclisti che sono gli attori, tutto inteso come occasione uma­nistica - massì - per la re­staurazione del senso, del sentimento, della stima per la fatica umana. Una riscoperta se si vuo­le degli impegni legati al peccato originale, nei secoli dei secoli at­tutito, se non anche irriso in ta­lu­ne sua minacciate conseguenze, dalle comodità, dal progresso, dalla tecnologia: come per la donna la riscoperta del parto do­loroso senza cesareo troppo facile e snaturante.
Troppo? Troppo in assoluto, e troppissimo se si pensa ad un messaggio simile affidato in fon­do a quattro gatti che pedalano per tre settimane? Varrebbe la pena provare. L’agosto del Giro d’Italia come un intenso mese di ramadan, di digiuno, di clausura, di ritiro spirituale che significa poi espansione dello spirito. Ci fermiamo qui, ci siamo buttati in una discesa folle e andiamo così veloci che le gambe girano a vuoto...

da tuttoBICI di maggio

Copyright © TBW
COMMENTI
coerenza....
27 maggio 2020 10:14 ERIO
e bravo Ormezzano, tanto mica ci sta lui seduto sul sellino per 5/6 ore a 35/40 gradi...per tre settimane di fila...

Facile no?
28 maggio 2020 02:48 Franco
Facile scrivere giro d'Italia ad agosto seduto comodamente davanti alla propria scrivania. 3 settimane di fila a pedalare tutti i giorni per 6 ore con 40 gradi e l'afa di quel periodo. Agosto è il mese delle vacanze e non di grandi giri

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Quando si parla di doppio annuncio... Brodie Chapman, già campionessa australiana sia su strada che a cronometro, ha firmato un nuovo contratto biennale con la Liv AlUla Jayco e contemporaneamente ha annunciato di essere in attesa di un figlio per...


Sabato ha dominato Il Lombardia, domenica si è divertito pedalando alla Roc d'Azur, ma non è ancora tempo di vacanza per Paul Seixas. Come ha spiegato sabato a Como, questa settimana il talento francese ha deciso di «pedalare ancora questa settimana,...


Il Tour de Langkawi è ormai passato agli archivi, tante corse sono state disputate e altre sono in programma ma c'è un ragazzo che è rimasto in Malesia e continua la sua lotta in un ospedale di Kuala Lumpur. È...


Ivo Oliveira mette il sigillo sul Tour de Kyushu 2026 conquistando, dopo quella di ieri, anche la terza e conclusiva tappa della corsa giapponese di livello .1.  Sul traguardo di Miyazaki, dopo 123, 6 chilometri, il portoghese dell'UAE Team Emirates-XRG...


Il ciclismo moderno spesso corre il rischio di bruciare talenti o comunque buoni corridori, sacrificati sull'altare del "risultato subito" oppure rimasti impigliati nelle pieghe di difficoltà societarie, scelte tecniche e valutazioni economiche. Sono parecchi i corridori di formazioni...


L’Adda, il Villoresi, il Naviglio Grande. Un piccolo labirinto tra fiume e canali. Alla fine dell’Ottocento c’era un punto in cui, dove cominciavano le rapide dell’Adda, spesso i barconi si ribaltavano e perdevano una parte del carico. E c’era sempre...


Ventiquattro ore senza fermarsi. Una bicicletta gravel. Una pista in sabbia. 537, 6 chilometri percorsi. È questo lo straordinario risultato raggiunto da Anna Mei al termine del tentativo di record mondiale disputato tra il 3 e il 4 ottobre sulla...


Anche quest’anno è stato il Memorial Piero Forconi a Mercatale Val di Pesa a chiudere in Toscana la stagione ciclistica della categoria allievi con la vittoria per distacco conquistata dal livornese Andrea Mori della Iperfinish Stabbia Fabbri. La sua azione vittoriosa...


Più di 140 chilometri di sfida accesa sugli sterrati per arrivare a giocarsi il titolo mondiale allo sprint: è questo l’esito del campionato mondiale gravel che si è disputato in Australia, a Nannup, e ha visto il successo del danese...


Questa mattina è scomparso a San Marino, dove abitava, Angiolino Piscaglia, corridore professionista di buona levatura prima e poi massaggiatore assai apprezzato nel ciclismo, che ha poi lavorato a lungo anche in strutture sanitarie. Era nato a Novafeltria nel 1932...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra