Il Tour de Langkawi è ormai passato agli archivi, tante corse sono state disputate e altre sono in programma ma c'è un ragazzo che è rimasto in Malesia e continua la sua lotta in un ospedale di Kuala Lumpur.
È Ronan Augé, 22enne figlio d'arte, portacolori della Unibet Rose Rockets, ancora ricoverato dopo la terribile caduta di cui è stato vittima nel corso della quarta tappa della corsa malese: Ronan si è schiantato contro un lampione - scusate la crudezza del verbo, ma non ne esiste un altro che possa descrivere compiutamente la scena -, i medici lo hanno tenuto in coma indotto per cinque giorni ed ora è lui stesso che racconta la sua situazione, affidandosi ad un post su Instagram.«
«È difficile trovare le parole per descrivere ciò che è successo negli ultimi giorni... Qualche giorno fa, la mia vita è cambiata completamente sulle strade del Tour de Langkawi. Dopo un incidente, diversi giorni in coma e il risveglio in un ospedale di Kuala Lumpur, sto lentamente iniziando a capire ciò che ho vissuto.
La lista delle ferite è lunga: sette fratture, tra cui la tibia, la caviglia, le vertebre cervicali, le costole, le dita e la testa, uno pneumotorace, una parziale paralisi della mandibola... e ancora così tante difficoltà da superare.
Nonostante tutto, non sono mai stato così felice di essere vivo. Sono ancora a Kuala Lumpur e so che la strada della guarigione sarà lunga. Molto lunga.
Una cosa è certa: non abbandono i miei sogni. Prometto di dare tutto ciò che ho, di combattere ogni singolo giorno e di non smettere mai di crederci.
Voglio dire un enorme grazie alla Unibet Rose Rockets, tutti sono stati assolutamente incredibili nel supportarmi e nel sostenere qui la mia famiglia fin dall'inizio. Mi sento incredibilmente fortunato ad avere persone così fantastiche intorno a me.
E a tutti voi... ho ricevuto migliaia di messaggi da quando sono caduto e li ho letti tutti. Le vostre parole mi hanno toccato più di quanto possiate immaginare e mi hanno dato tanta forza. Grazie dal profondo del cuore. Un enorme grazie anche a tutti i team medici e a tutti coloro che mi hanno sostenuto.
In questo momento, la mia più grande vittoria è semplicemente essere vivo. La strada davanti sarà lunga, ma la mia storia non è ancora finita. Non mi arrenderò mai.
Ronan»
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