LINEA VERDE. EDOARDO ZAMPERINI, IL «COLOMBIANO»

JUNIORES | 23/04/2020 | 07:55
di Danilo Viganò

Il 2019 l'ha messo nel cassetto con tanto di orgoglio e soddisfazione. Ora, Edoardo Zamperini guarda avanti, a quando potrà esordire tra gli Juniores con la Assali Stefen GC Cadidavid. L'anno scorso è ormai un capitolo chiuso, ma vale la pena ricordare i successi di Zamperini sui traguardi di Piatto, nel Biellese, a Cologna Veneta nel Veronese, e nella Pianezze-Fontanelle nel Trevigiano. Ma soprattutto il suo trionfo nella speciale classifica dell'Oscar TuttoBici che premia il miglior Allievo della stagione.


Pensate, che oltre alle tre affermazioni, in altre prove di spessore dell'Oscar si è classificato al secondo posto nella Travagliato-Madonna della Stella, terzo alla Marcheno-Sarezzo, alla Coppa Dino Diddi e al campionato Veneto, sesto nella sfida tricolore su strada a Chianciano Terme, in Toscana. In pista, dopo essersi laureato Campione Italiano nella Corsa a Punti Esordienti nel 2017 a Dalmine, ha conquistato il titolo nella Madison in coppia con Andrea Violato. In più di una occasione è stato un grande protagonista sempre pronto nelle corse più importanti.


Edoardo è veronese di Azzago, una piccola frazione del comune di Grezzana, il paese degli ex professionisti Remo Rossi (corse con Chiappucci e Pantani nella Carrera-Tassoni, ndr) e Flaviano Vicentini, che da dilettante vinse il Campionato del Mondo su strada a Renaix (Belgio) nel 1963. Il diciasettenne veronese da bambino avevo scelto il pallone, poi...: «In effetti ho provato con il calcio, ma il matrimonio è durato non più di due mesi. A 5 anni ho chiesto allora la mia prima bici, con papà ci siamo rivolti al negozio Cicli Tagliaro che me ne ha confezionata una su misura perchè ero troppo piccolo per quelle in commercio. Sempre tramite il negozio siamo venuti in contatto con la società Officine Alberti Val d'Illasi».

Zamperini vive con il padre Fabio che ha una impresa edile, la madre Laura barista a Grezzana, e il fratello minore, Alberto, esordiente nelle fila della società Officine Alberti. In gruppo lo chiamano il "colombiano" per le sue attitudini di scalatore e per i suoi 60 chilogrammi di peso. Frequenta il Liceo Scientifico "Niccolò Copernico" a Verona. Zamperini è passato quest'anno nella categoria Juniores in difesa dei colori del team Assali Stefen di Cadidavid, nel Veronese, presieduto da Alberto Murari e sotto la direzione dei tecnici Tommaso Pomini, Nicola Menegolo e Ivano Cavallaro.

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Ci sono stati tempi migliori, però stiamo ritornando in prima fila».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 7 anni per la Officine Alberti Val d'Illasi, avevo una bicicletta Tagliaro gialla e blu».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«E' giovane, ma io scelgo Mathieu Van Der Poel».

Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Il rally per l'adrelina, e perchè amo i motori».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono disordinato».

Il tuo modello di corridore?
«Nairo Quintana».

Cosa leggi preferibilmente?
«Non leggo».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«I capelli, gli occhi e il carattere».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Abolirei l'utilizzo dei cardio e dei potenziometri tra gli esordienti e gli allievi».

Piatto preferito?
«Pizza».
La tua attrice o attore preferiti?
«Bud Spencer e Terence Hill».

Chi è il tuo collega più simpatico?
«Gianmarco Carpene, ci conosciamo da quando correvano nella categoria G1».

Sei religioso?
«Abbastanza».

Paese preferito?
«La Norvegia, per il clima e la bellezza delle sue città».

Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che non sono un ragazzo presuntuoso».

Hobby?
«I giochi della Play Station».

La gara che vorresti vincere?
«Parigi-Roubaix».

Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Avrei voluto regalare qualche vittoria in più a Sabaini, il diesse della Officine Alberti».

Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Essere a  disposizione della squadra quando sarà richiesto, e togliermi qualche soddisfazione».

 

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