CORONAVIRUS. L'ITALIA SI DIFENDE, LA FRANCIA PEDALA: PAS DE PROBLÈME

PROFESSIONISTI | 06/03/2020 | 10:59
di Pier Augusto Stagi

Niente Strade Bianche, ed è probabile che già oggi arrivi l’annuncio della cancellazione anche della Tirreno-Adriatico, ma oltre confine si va avanti. Da un lato siamo contenti, il nostro beneamato sport in qualche angolo del mondo ancora si può praticare, però qualche domanda sorge spontanea. E sono domande alle quali solo la storia ci potrà dare, tra qualche tempo, una risposta. Una domanda che ne prevede delle altre: siamo noi che l’abbiamo fatta più spessa di quella che è? Gli altri sono davvero convinti che il Covid-19 sia solo e soltanto una prerogativa italica? Insomma, noi abbassiamo la saracinesca per virus, gli altri spalancano le finestre. Chi ci capisce è bravo.


Tirreno chiusa? Che problema c’è: si valla alla Parigi-Nizza. Ci va Elia Viviani, il quale spiega oggi alla Gazzetta che ci andrà senza treno, ma convinto di fare risultato. «Sto bene, quindi con o senza treno voglio vincere. Anzi, è proprio ora di vincere!». È probabilissimo – come spiega Gazzetta - che la rotta sulla Francia la facciano anche Peter Sagan e Vincenzo Nibali, mentre da noi resta in forte dubbio anche lo svolgimento della Classicissima. «La Sanremo è la più complicata da spostare. Stiamo lavorando, stiamo cercando in tutti i modi di farcela, fino all’ultimo – ha spiegato a Gazzetta Paolo Bellino, ad e direttore generale di Rcs Sport  -.  Non posso dire di più, anche se le squadre non vogliono venire a correre in Italia e per gli stranieri noi abbiamo infettato il mondo, con l’obbligo di quarantena imposta al ritorno dall’Italia. Attraverso la Federciclismo, e insieme all’Uci, stiamo cercando di salvare le corse e trovare una nuova data».


Nei giorni scorsi il ministro dello Sport francese, Roxana Maracineanu, era stata chiarissima: «A Nizza si prevede una folla piuttosto contenuta (non più di 3.000 persone, ndr), i corridori hanno in gran parte già affrontato il test e i sindaci hanno l’autorità per imporre misure rigorose (per evitare assembramenti eccessivi, ndr) qualora lo ritenessero necessario».Intanto però i dati parlano chiaro. A ieri in Francia, 423 casi confermati, 138 in più del giorno prima. Sette le persone morte, sei uomini e una donna. Le Parisien anticipa che oggi sarà annunciata la cancellazione della maratona di Parigi, in programma il 5 aprile.

Ma non è tutto, come vi abbiamo già dato contezza, l’Aso non solo ha preso atto di alcune defezioni (Ineos, Astana, Uae e Mitchelton non ci saranno), ma con qualche invito (B&B Hotels-Vital Concept e Circus-Wanty Gobert) e un corridore più per squadra ha sistemato tutto. Non solo, ha anche previsto che chi proviene da Lombardia e Veneto (ha cioè una residenza in queste due regioni) non potrà andare alla corsa. Stesso discorso per i corridori e i loro staff provenienti dagli Emirati Arabi. Insomma, per i francesi è tutto a posto. “Pas de problème”. “Bénis sont-ils”.

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COMMENTI
Il coronavirus
6 marzo 2020 18:17 lupin3
sarà la scusa per abolire definitivamente il ciclismo, per lo meno in Lombardia e Veneto

francesi..
6 marzo 2020 20:14 fix1963
I soliti ipocriti...

mi chiedo
7 marzo 2020 09:27 Line
ma l'associazione corridori con Bugno presidente + UcI perché non hanno preso una decisione loro di fermare tutto ..i sindacati nel lavoro decidono loro per tutti non fanno come hanno fatto loro che ognuno poteva decidere se andare a correre ASSURDO BRAVI PER NON DIRE ALTRO

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