LINEA VERDE. RICCARDO DJORDJEVIC, DALLA PALLANUOTO ALLA BICI

JUNIORES | 03/02/2020 | 07:44
di Danilo Viganò

Toscano di Firenze, Riccardo Djordjevic, "Djordjc" per gli amici, è passato dalla Pallanuoto, che attivamente ha praticato per società la Torre NT di Pontassieve, al ciclismo. Il passo è stato breve e recente, due anni fa, tra gli esordienti della Itala Ciclismo. Complice di questa scelta le Olimpiadi di Rio: Riccardo ha deciso guardando correre Nibali e gli altri azzurri, e ascoltando il padre Dejan, originario della Serbia, ex dilettante di buon valore, che oggi gestisce un negozio di cicli a Firenze. Mamma Giulia, toscana purosangue, insegna in una scuola materna della città. Figlio unico, Riccardo in bicicletta sta ottenendo buoni risultati.


In soli due anni e mezzo di attività, si è già tolto la soddisfazione di vincere, nel 2019, la cronometro da Firenze a Fiesole riservata agli allievi: «Non so bene come definirmi, diciamo che a cronometro me la cavo bene, è il mio terreno preferito. Però riesco a difendermi un pò ovunque, amche nelle salite pedalabili non vado male. Quando il gioco si fa duro sono sempre presente».


Nel suo carnet del 2019 figurano, inoltre, il terzo posto a Piosina di Città di Castello sempre contro il tempo, e nella gara in linea di La Torre di Fucecchio. Classe 2003, diciasette anni ad agosto, Riccardo frequenta il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate al "Gramsci" di Firenze. A marzo debutterà nella categoria degli Juniores difendendo i colori del team Valdarno-Regia Congressi del manager Leonardo Gigli, e diretto da Francesco Sarri.

 

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«E' sicuramente un movimento di valore, ma ci mancano i corridori-personaggi importanti».

A quale età hai cominciato a correre?
«A 14 anni con la Itala Ciclismo. La prima bici una NSR cinese di colore rossa e bianca».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Marco Pantani, per come andava fortissimo in salita».

Segui altri sport con la stessa passione del ciclismo?
«No, però mi piaciono il tennis, il calcio e la pallanuoto».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono un pò emotivo».

Il tuo modello di corridore?
«Julian Alaphilippe».

Cosa leggi preferibilmente?
«Fumetti e alcuni saggi».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«La simpatia».

Sei social?
«Ci passo molto tempo».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Lo renderei più umano e meno tecnologico».

Piatto preferito?
«Pasta alla carbonara».

Hobby?
«Giocare al computer».

La gara che vorresti vincere?
«Giro delle Fiandre».

Televisione, cinema o teatro?
«Cinema, prediligo il genere d'azione e le commedie».

I ragazzi di oggi con quelli di ieri: le differenze?
«Prima c'era più il contatto umano, che oggi purtroppo viene un pò a mancare».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
È finito nel peggiore dei modi il Tour de France 2026 di Einer Rubio. Il corridore colombiano, in fuga nella tappa dell'Alpe d'Huez, salendo verso la mitica cima alpina si è letteralmente schiantato contro il retro dell'ammiraglia della UAE Team...


La prima delle due Alpe d'Huez di fila, quella dal versante più impegnativo, è preda di Tadej Pogacar, che parte da solo a 12 chilometri dal traguardo, va a prendere e sorpassare gli attaccanti di giornata uno ad uno e...


Lorena Wiebes ha vinto quasi per distacco la prima tappa del Tour de Pologne Women anticipando la compagna di squadra Barbara Guarischi. Al termine dei 138 chilometri in programma tra Tomaszów Lubelski e  Zamość, il duo della SD Worx Protime...


Maria Acuti apre con un podio la Watersley Ladies Challenge, gara a tappe della Nations Cup donne juniores in corso nei Paesi Bassi. La campionessa italiana su strada, in corsa con la maglia azzurra, ha chiuso al terzo posto la...


L’Equipe, specialista in scelte grafiche di impatto, piazza in copertina i grandi tenori, con sullo sfondo ma non troppo i tornanti dell’Alpe d’Huez: “Sur leur 21” è un titolo dedicato ai tornanti mitici ed ai loro attesi protagonisti, che per...


Sulle strade del Tour c’è una new entry che sa di antico: quella della Caja Rural-Seguros Rga. Qui, con la maglia verde e bianca (più spiga dorata), sono passati corridori del calibro di Pello Bilbao e Michal Kwiatkowski, Hugh Carty...


Alpe d'Huez, atto primo. La diciannovesima tappa del Tour de France propone l'arrivo su una delle salite più famose di Francia dove si tornerà anche domani, al termine di un autentico tappone. Ma restiamo all'oggi con la Gap - L’Alpe...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di di Tour de France, di Giro d'Abruzzo 2026, realtà giovanili e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini, Roberto Conti e Palmiro Masciarelli Come sempre...


L’articolato e completo ricordo di ieri firmato da Francesca Monzone su questo sito relativo alla tappa di Orcières-Merlette del Tour de France 1971, anno in cui il campione belga aveva saltato il Giro d’Italia vinto poi dallo svedese Gosta Pettersson,...


Numeri, curiosità e statistiche aiutano a rileggere e ad approfondire quel che abbiamo vissuto nella tappa di ieri. Seguiteci: 2: CARAPAZ RADDOPPIAVincitore n solitaria dopo aver scalato la salita di Orcières-Merlette a una velocità media di 23, 4 km/h, Richard...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra