L'ORA DEL PASTO. COPPI OVUNQUE, STAVOLTA A TEATRO

NEWS | 31/10/2019 | 07:45
di Marco Pastonesi

 


Coppi? Dovunque. In un nome, Fausto, con cui sono stati battezzati i bambini di una generazione, o in un cognome, così pesante da accompagnare, nel diminutivo Coppino, gli eventuali eredi. In un gregario, devoto, dedito, dedicato, o in un avversario, superato, piazzato, battuto. In un tornante, il tredicesimo dell’Abetone, dove decollò nel Giro d’Italia 1940 e poi per sempre, o in un traguardo, dei 151 stradali raggiunti prima di tutti gli altri. Sulla strada, appunto, o in pista, in un tipo-pista. In una classica o in un circuito, una kermesse. In un’americana o in un omnium, in una seigiorni o in un grande giro di tre settimane. In una salita o in quelle cinque salite che lo consacrarono da Cuneo a Pinerolo. In una firma o in una foto, in un ordine d’arrivo o in una classifica generale, in un albo d’oro o in una cartolina, in una pubblicità o in un titolo, in un libro o in un fumetto, in un ricordo o in una visione. In una maglia biancoceleste o tricolore o arcobaleno o azzurra.


Coppi? Dovunque. Stavolta a teatro. Coppi recitato e suonato, Coppi raccontato e musicato, Coppi narrato e accompagnato. Voce e organetto. Voce, la mia, un po’ da cronista e un po’ da storico, e l’organetto di Alessandro D’Alessandro, che sembra raccogliere l’atmosfera della casa contadina di Castellania, il primo domicilio conosciuto, fino a quella dell’ospedale civile di Tortona, l’ultimo domicilio conosciuto, ma anche tradurre gli odori e i profumi dell’ultima avventura, quella in Africa, quella della malaria. “Coppi ultimo”, dal titolo del libro pubblicato dalla 66thand2nd: l’ultimo anno del Campionissimo, in un’altalena di eventi, in una giostra di appuntamenti, come se non potesse, non volesse, forse addirittura non dovesse rinunciare a nulla, né a una mineraria Parigi-Roubaix, né a una inedita Vuelta, né a un’ignota Irlanda.

E’ il Coppi più stanco e umano, più amato e più vulnerabile, più internazionale e più solo. E’ il Coppi diviso: fra due famiglie, due mogli, due figli, due squadre, quella del 1959, la Tricofilina, e già quella del 1960, la San Pellegrino. E’ il Coppi moltiplicato: si fa in due, si fa in quattro, non più solo corridore ma anche manager, industriale, punto di riferimento del ciclismo mondiale, comunque all’avanguardia, una ventina d’anni davanti al gruppo. E’ il Coppi che ritorna fra di noi, a cento anni dalla nascita e a quasi sessanta dalla morte. E’ il Coppi bicicletta, il Coppi ciclismo, il Coppi Italia, il Coppi storia.

La prima al Teatro Bibiena di Mantova per il Festival della letteratura, “Coppi ultimo” torna in scena stasera, alle 21, a Roma, al Teatro le Sedie di Labaro, via Veientana Vetere 51, a cura di Ti con Zero e della Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza, nell’ambito del progetto “Alla fine della città – narrazioni, viandanze e immagini nelle periferie”. Ingresso libero.

 

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il mondiale regala tradizionalmente storie e storielle, ma quella del massaggiatore che salvò la Slovacchia è qualcosa di inedito. Vladimir Kovacik ha 28 anni (il 12 dicembre ne compirà 29), fa il massaggiatore dopo aver corso nelle categorie giovanili, chiudendo...


La Federazione Ciclistica Italiana questa mattina, interpretando il sentimento di società, tesserati e accogliendo la richiesta proveniente da più parti, ha chiesto all’UCI l’autorizzazione a gareggiare con il lutto per ricordare il piccolo Nicolò, scomparso a seguito del tragico incidente...


La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano, amministratore delegato della Glencore, una delle società più grandi al...


Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca sulle tonalità del blu, loghi argento e preziosi dettagli dorati. continua la lettura...


Penultimo appuntamento iridato a Montreal con la prova riservata alla categoria donne elite. La gara si preannuncia durissima e selettiva: le 141 atlete al via, in rappresentanza di 57 nazioni, si sfideranno sulla distanza inedita...


Sarà un Mondiale più aperto, per via dell’assenza di Pogacar, dominatore delle ultime due edizioni: che poi qualcuno sia più favorito di altri è nella natura delle corse. Sarà un Mondiale impegnativo quello che Montreal vivrà come il secondo evento...


Mathieu Van der Poel si presenta al Mondiale di Montreal come uno dei principali candidati alla maglia iridata, già sua a Glasgow nel 2023. L’olandese arriva all’appuntamento dopo un’ottima stagione e con una condizione confermata dalla straordinaria vittoria ottenuta negli...


Sono cinque le WILIER FILANTE SLR ID2 create per "WE RIDE PARIS" e sono già all’asta: si tratta di pezzi unici realizzati con la speciale livrea ideata dal Paris Saint-Germain. Cinque Wilier Filante SLR ID2 pronte a diventare vere fuoriserie per i collezionisti...


È una settimana di ricorrenze mondiali per Paolo Bettini. Due titoli iridati, due date – 24 e 30 settembre – che rimandano alla doppietta 2006-2007. Giorni speciali che meritano di essere rivissuti.«Seguo il Mondiale da appassionato e da tifoso dell’Italia....


Dopo oltre un decennio da ciclista professionista, Max Walscheid ha deciso di ritirarsi dalle corse al termine di questa stagione. La sua decisione è stata facilitata dall'opportunità di transizione ideale offerta da Lidl-Trek e Schwarz Group. Al termine della stagione...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra