VAN DEN SPIEGEL E IL NUOVO MODO DI PROPORRE IL CICLISMO IN TV

INTERVISTA | 07/04/2019 | 07:22
di Angelo Costa

Nel basket, Tomas Van den Spiegel non è stato, né è tuttora uno qualsiasi: tra i più forti giocatori belgi di sempre, ha giocato diciotto stagioni da professionista in Europa, vestendo le maglie di Fortitudo Bologna, Roma, Milano, Prokom, Real Madrid e Cska Mosca, col quale ha vinto due volte l’Eurolega e tre campionati nazionali, prima di diventare presidente dell’Uleb, l’Unione delle leghe europee.


Nemmeno nel ciclismo, Vds, come viene chiamato per comodità, non è uno qualsiasi: da sempre appassionatissimo, dal giugno scorso è con Tim Wack il capo operativo del Flanders Classics, l’associazione che dal 2010 organizza le sei principali corse fiamminghe: Fiandre, Gand-Wevelgem, Het Nieuwsblad, Attraverso le Fiandre, Freccia del Brabante e Scheldeprijs. Nel tempo libero, Van den Spiegel, che dirige anche una società di marketing, la Sporthouse, porta a spasso in bicicletta i suoi 2 metri e 14 centimetri, ‘anche se quest’anno sono riuscito a pedalare poco, 650 chilometri appena…’. A lui, il consorzio di classiche chiede una svolta nel settore della promozione televisiva: di questa ‘rivoluzione in corso’, Van den Siegel ne ha parlato in una lunga intervista pubblicata nell’edizione domenicale del quotidiano De Standard, della quale proponiamo alcuni brani.

Van den Spiegel, un esperto di economia ha dichiarato che se la tv non si reinventa in fretta, è prevedibile che in futuro pochi guarderanno il ciclismo.
«Siamo in una situazione in rapida evoluzione sotto l’aspetto multimediale: concentrarsi esclusivamente sulla televisione è un limite. Tutto ciò che è digitale permette di visualizzare figure che al momento restano in secondo piano: sembra una scusa, ma è la realtà. Negli anni scorsi abbiamo modificato il calendario fiammingo di primavera in modo che ciascuna delle nostre competizioni avesse una sua identità. Il prodotto c’è, il prossimo passo è farlo rinnovare anche digitalmente. Questo è uno dei motivi per cui mi hanno chiamato. In agenda abbiamo molte cose, dal live streaming di competizioni alla produzione di contenuti per social media, fino alle app in via di sviluppo come il quiz ciclistico che viene lanciato la domenica sera».


La tv resta la fonte principale?
«Questo influenza anche le nostre principali fonti di reddito: abbiamo bisogno dei diritti televisivi per vendere i nostri sponsor e sovvenzionare città e comuni che sono alla ricerca di visibilità. Ma dobbiamo prepararci per il futuro e aprirci a un pubblico nuovo e più giovane capace di stare 3-4 ore seduto davanti alla tv».

Su che linea vi state muovendo?
«L'attenzione del consumatore oggi è frammentata. Il nostro prodotto deve rispondere a questo. Ad esempio, offriamo già clip dal vivo delle nostre competizioni, quattro o cinque clip con le quali isoli i momenti chiave e puoi seguirli online. E’ un’operazione che già oggi è molto popolare. Al momento si possono vedere gratuitamente. La sfida diventa quella a lungo termine, perché è in corso una rivoluzione. Giganti di Internet come Facebook e Amazon sono passaggi nel mondo dello sport e anche loro a un certo punto metteranno il loro focus sul ciclismo».

Il ciclismo non è troppo piccolo per quei giganti? Il fatturato di tutte le squadre e organizzatori insieme ammonta a "solo" 600 milioni di euro...
«No, i canali tv oggi sono interessati anche al ciclismo, Facebook e Amazon possono essere i canali tv del futuro. In più, il ciclismo sta crescendo in mercati come il Sud America e la Cina. La sfida per noi diventa così quella di non attenersi per niente ai vecchi modelli. Nel giro di dieci anni, il mondo dei media sarà completamente diverso da ora».

Lo spettatore tv, quindi, è condannato all'estinzione?
«No, rimarrà. Sicuramente nelle Fiandre, dove il ciclismo fa parte dell’identità della popolazione. Il ruolo dei giganti di internet può essere complementare: possono trasmettere le corse, come godere in parte dei diritti e lasciare le dirette intere ai canali tradizionali».

Che interesse riscontrate?
«Nel mercato dei diritti sportivi si muove già molto interesse verso le piattaforme online. Fino a qualche anno fa, per esempio, per il ciclismo femminile non c’era nessuna domanda, mentre ora siamo in tutte le competizioni live streaming. Nieuwsblad quest'anno è stata la prima a mostrarlo con la diretta, così come la pagina Facebook di Proximus Sport. Il riscontro è stato ottimo con 218.000 visualizzazioni».

Come si deve reinventare il ciclismo in tv?
«Per il giro delle Fiandre non esiste problema: offre trasmissioni molto belle. In altre corse stiamo intervenendo: alla Gand-Wevelgem abbiamo montato telecamere a bordo delle auto dei principali team. E abbiamo aggiunto i dati dei corridori in corsa, come frequenza cardiaca, potenza, cadenza e velocità. Questi dati saranno diffusi anche nel Fiandre femminile per la prima volta. Tutto potrà vedersi su smartphone o tablet o seguendo una nuova app. Entriamo nelle classiche delle Fiandre applicando allo sport i progressi nel campo della tecnologia e del digitale».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tour de Langkawi è ormai passato agli archivi, tante corse sono state disputate e altre sono in programma ma c'è un ragazzo che è rimasto in Malesia e continua la sua lotta in un ospedale di Kuala Lumpur. È...


Ivo Oliveira mette il sigillo sul Tour de Kyushu 2026 conquistando, dopo quella di ieri, anche la terza e conclusiva tappa della corsa giapponese di livello .1. Sul traguardo di Miyazaki, dopo 123, 6 chilometri, il portoghese dell'UAE Team Emirates-XRG...


Il ciclismo moderno spesso corre il rischio di bruciare talenti o comunque buoni corridori, sacrificati sull'altare del "risultato subito" oppure rimasti impigliati nelle pieghe di difficoltà societarie, scelte tecniche e valutazioni economiche. Sono parecchi i corridori di formazioni...


L’Adda, il Villoresi, il Naviglio Grande. Un piccolo labirinto tra fiume e canali. Alla fine dell’Ottocento c’era un punto in cui, dove cominciavano le rapide dell’Adda, spesso i barconi si ribaltavano e perdevano una parte del carico. E c’era sempre...


Ventiquattro ore senza fermarsi. Una bicicletta gravel. Una pista in sabbia. 537, 6 chilometri percorsi. È questo lo straordinario risultato raggiunto da Anna Mei al termine del tentativo di record mondiale disputato tra il 3 e il 4 ottobre sulla...


Anche quest’anno è stato il Memorial Piero Forconi a Mercatale Val di Pesa a chiudere in Toscana la stagione ciclistica della categoria allievi con la vittoria per distacco conquistata dal livornese Andrea Mori della Iperfinish Stabbia Fabbri. La sua azione vittoriosa...


Più di 140 chilometri di sfida accesa sugli sterrati per arrivare a giocarsi il titolo mondiale allo sprint: è questo l’esito del campionato mondiale gravel che si è disputato in Australia, a Nannup, e ha visto il successo del danese...


Questa mattina è scomparso a San Marino, dove abitava, Angiolino Piscaglia, corridore professionista di buona levatura prima e poi massaggiatore assai apprezzato nel ciclismo, che ha poi lavorato a lungo anche in strutture sanitarie. Era nato a Novafeltria nel 1932...


I campioni del mondo di ciclismo applauditi dal mondo del calcio: Brandon McNulty e Remco Evenepoel sono scesi in campo quest'oggi allo Stadio Sinigaglia di Como, pochi istanti prima della sfida di vertice del campionato di serie A tra Como...


Per Montecatini Terme sono state due belle giornate di sport, spettacolo e divertimento con le manifestazioni organizzate dal G.S. Le Casette nella zona del Parco Termale, con chiusura affidata al 75° Gran Premio Ezio Del Rosso firmato per distacco...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra