Freire: bella vittoria. Sanremo? Ancor più caotica...

| 12/03/2008 | 00:00
Forse Oscar Freire non ha voluto dare soddisfazione al battuto della prima tappa della Tirreno-Adriatico, nel finale rocambolesco di Civitavecchia: «Non è che io pensavo a Petacchi, sapevo che per vincere era fondamentale stare davanti; anche se avrei speso più energie, sarebbe stato il miglior modo per evitare cadute. Non c'erano alternative: dovevo prendere le ultime due curve in buona posizione. Le ho prese in terza posizione con Zabel davanti che, proprio dopo l'ultima curva, ha mollato. A quel punto non sapevo cosa fare perchè se partivo dovevo affrontare tutto il rettilineo al vento, ma se esitavo sarebbe potuto arrivare Rojas. Quando ho visto che Rojas stava calando, sono partito deciso; ho notato che Petacchi si stava avvicinando, ma ho tenuto duro perchè alla fine anche lui avrebbe accusato tutto quel vento che ci soffiava in faccia. Di poco, ma ho vinto». «È la mia prima vittoria in questa stagione, ma questo non vuole dire nulla. Petacchi ha già ottenuto diversi successi quest'anno, ma sicuramente non ha mai trovato il livello di avversari che ci sono alla Tirreno. Più che vincere è importante sentirsi bene. L'anno scorso alla Tirreno non vinsi nessun tappa, ma ottenni il successo a San Remo. Altre volte ho vinto tre tappe in questa corsa, ma poi a San Remo non sono andato bene». «Non curerò la generale. Credo che la cronometro sarà determinante, quindi è inutile per un corridore con le mie caratteristiche, nutrire ambizioni di classifica». Quest'anno la classicissima cambierà il finale, affrontando una salita inedita a poco meno di cento chilometri dall'arrivo. Variazioni che, secondo il tre volte campione del mondo, non dovrebbero però stravolgere la corsa: «Forse il chilometro in più nel finale potrebbe consentire a tanti corridori di rientrare. Magari nessuno di loro sarà in grado di vincere, ma il caos che si creerà potrebbe aiutarti a fartela perdere». «La nuova salita potrebbe cambiare qualcosa rispetto agli altri anni dove di solito, si aspettava la Cipressa per smuovere le acque. È lì che tutti incominciavano ad essere nervosi e si spendevano tantissime energie per restare davanti. Con questa nuova difficoltà, qualcuno potrebbe anticipare gli attacchi. Saranno però la Tirreno e la Parigi-Nizza a dirci se ci sarà qualcuno che potrà fare la differenza. Dipenderà poi anche dalle condizioni atmosferiche, se pioverà o se ci sarà il sole». Altro argomento trattato con il campione spagnolo, l'eventuale partecipazione di Cipollini alla Classicissima, gara che il corridore lucchese ha già vinto in maglia iridata nel 2003. «Quarantun anni non contano tanto se c'è la testa e la condizione. L'esperienza sarà importante ed a Cipollini non manca. Mi sembra strano però che se ha davvero questa intenzione, non sia a correre la Tirreno. La San Remo è una corsa che si può preparare solo correndo. A meno che Cipollini non faccia questa scelta a solo scopo pubblicitario». Roberto Sardelli
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