L'ORA DEL PASTO. I SOGNI DI LONARDI

PROFESSIONISTI | 22/02/2019 | 07:46
di Marco Pastonesi

Spiega: “La volata è tantissime cose in pochissimo tempo”. Elenca: “Adrenalina e acido lattico. Colpo d’occhio e forza di gambe. Istinto e natura. Avventura e, a volte, disavventura. Coraggio ed esperienza. Organizzarsi, con la squadra, o arrangiarsi, da solo. Battezzare la ruota giusta e saltare fuori al momento giusto”.


Giovanni Lonardi è qui, al Tour of Antalya, per vedere come funziona. Il ciclismo, le corse, le volate. Ieri, alla prima delle quattro tappe, tanto per cominciare, quarto. Racconta: “Ai meno 10, Damiano Cima e io siamo andati davanti. Ai meno 5, dove la strada si faceva più tortuosa, siamo andati ancora più davanti. Ai meno 2, siamo riusciti a evitare una caduta. A meno 1, c’erano due tornanti e un pezzo in pavé, ce lo avevano detto, e siamo stati attenti. Ai meno 700 controllavo la situazione. Ai -250, mi pare, è partito lungo Mathieu Van der Poel. Non gli ero alla ruota secco, poi si è inserito uno, poi un altro, insomma ero quarto o quinto, e quinto sono rimasto”.


Lonardi, 22 di dorsale e di anni, è veronese di Marano di Valpolicella, patria di vino e ciclismo. Su tremila abitanti, tre corridori da serie A (il conteggio, sui litri di vini, un’altra volta). In gruppo, con lui, Davide Formolo ed Edoardo Zardini. Confessa: “Giocavo a calcio, attaccante, fascia destra, qualche gol. Un giorno mio zio Adolfo, che ai suoi tempi in pista correva, e perdeva, anche contro Francesco Moser, mi portò a vedere una corsa. Ne rimasi colpito. La gente, il clima, l’ambiente”. Le biciclette. “La mia prima bici una Chesini, da corsa. L’acquistammo da un meccanico amico di famiglia. Avevo 14 anni. Tardi”.
Mai abbastanza tardi. Scava: “La prima corsa da allievo, a Bolgare, in provincia di Trento. Mi ritirai. La seconda la finii. Poi, ancora da allievo, la prima vittoria, vicino a Venezia, arrivammo in tre, della stessa squadra, con la stessa maglia, ci mettemmo d’accordo, e vinsi io”. Tante vittorie, anche da under 23. Stabilisce: “La più bella al Giro d’Italia 2018, la tappa di Forlì. La più bella perché c’erano tanti avversari, uno più forte dell’altro, tutti in una spanna”. E così il professionismo. Certifica: “Matteotti e Bernocchi già nel 2017, con la maglia della nazionale, guidata da Amadori. Non andai male, ma neanche bene. E da quest’anno con la Nippo-Vini Fantini-Faizané: l’esordio alla Valenciana, domenica il Laigueglia, adesso qui”.
Da piccolo, Lonardi non sapeva che cosa avrebbe voluto fare da grande. Giura: “Finché è arrivata la bici. Intanto, non si sa mai, mi sono diplomato in elettronica. Solo due anni fa ho capito che il ciclismo sarebbe potuto diventare un lavoro. Lavoro e sempre passione. Passione sentimentale, fatta di piacere, svago, libertà, e passione fisica. E mi sono impegnato di più”. Un impegnato quotidiano. Specifica: “L’allenamento. Un po’ per la salita: posso e devo migliorare. E un po’ per la volata: la mia preferita non è a gruppo compatto, ma selezionato, magari da un percorso ondulato”. Punti di riferimento non ne ha. Puntualizza: “Tom Boonen. Un’eccezione. Da allievo e junior, davanti alla tv, nelle classiche del nord”. Sogni, invece, tanti. Comincia: “La Milano-Sanremo… le classiche del nord… anche una tappa al Giro d’Italia…”.
Ecco Lonardi, che ha cominciato il 2019 alla fine del novembre 2018, che solo in gennaio ha ruminato tremila chilometri, che tiene al Milan da quando è nato. Chiude: “Sì, la volata è tantissime cose in pochissimo tempo. Sono qui per vedere come funziona, per imparare, per vincere, per imparare a vincere. Non è vero che tutti i velocisti siano matti, anche se a 70 all’ora, tutti insieme, rasenti alle transenne, è un po’ roba da matti. Però, se freni, meglio cambiare specialità. E se hai paura, meglio cambiare sport”.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
L’Italia chiama anche anche Wout van Aert: dopo la Omloop Nieuwsblad, tornerà al via di Strade Bianche e Milano-Sanremo. «Voglio cogliere ogni opportunità che si presenta - ha detto Van Aert al media Day della squadra - sono contento di poter...


L’attesa è finita: la Visma - Lease a Bike ha confermato la partecipazione di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia. Il danese debutterà al Giro e correrà anche il Tour: «Questo gioverà al mio livello ed è una grande opportunità». Le voci...


Il Giro della Sardegna tornerà nel 2026 dopo 15 anni di assenza, riportando l’isola al centro del grande ciclismo internazionale. La storica corsa a tappe si svolgerà in 5 tappe, dal 25 febbraio al 1° marzo 2026. L’evento, organizzato dall'Assessorato...


Simone Consonni, campione olimpico, e Michele Scartezzini hanno conquistato la 59ª edizione della Sei Giorni di Brema. I due azzurri sono stati protagonisti assoluti della manifestazione, mantenendo la leadership fin dalla prima serata. La vittoria è arrivata grazie a una...


Dopo Matthew Brennan, Tijmen Graat, Per Strand Hagenes, Menno Huising, Wilco Kelderman, Steven Kruijswijk, Tim Rex, Loe van Belle, Jørgen Nordhagen e il nostro Pietro Mattio, Matisse Van Kerckhove sarà l’undicesimo corridore del Team Visma Lease a Bike...


La Bardiani-CSF 7 Saber rinnova anche per il 2026 la collaborazione con Alé Cycling. Il team vestirà la linea top di gamma PR-S1000, sinonimo di prestazioni elevate, comfort e innovazione. Alé Cycling firma la divisa 2026 del team,...


Ieri sera si è tenuta la prima riunione per l’organizzazione della l’undicesima tappa del Giro d’Italia, la Porcari (Paper District) - Chiavari - un evento atteso da tutti gli appassionati delle due ruote. Presieduta dal sindaco Leonardo Fornaciari, alla presenza...


Wout van Aert è uno dei corridori attualmente in attività che più spesso è in grado di sorprendere e regalare spettacolari colpi di scena, a volte (e negli ultimi anni è accaduto molto spesso purtroppo) nel male, altre fortunatamente...


Non solo Calpe, non solo Spagna del Sud. Nella vecchia e cara Riviera - considerata nella nozione estesa che va dal Ponente Ligure a Monaco - la “heatmap” proposta dall’applicazione di riferimento di ciclisti professionisti segnala un alto tasso di sessioni...


Ha concluso la sua quindicesima stagione tra i professionisti con un autunno ad alti livelli: diversi piazzamenti ed una perla con la terza vittoria in carriera alla Parigi-Tours. Raggiungiamo Matteo Trentin nel ritiro di Moraira della Tudor e scambiamo due...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024