Mirco Lorenzetto: «Anch'io sogno la Sanremo...»

| 08/03/2008 | 00:00
Due corse a tappe: Tour Down Under in Australia a fine gennaio e settimana scorsa la Vuelta Valenciana in Spagna con il capolavoro firmato in cima all'eremo di S.Francesco a Naquera, nel cuore della Parco Naturale della Serra Calderona. La seconda vittoria da professionista. In mezzo il Laigueglia del 23 febbraio chiuso al 5° poto. In questo avvio di 2008 Mirco Lorenzetto, nuova vita alla Lampre di Beppe Saronni, ha messo nelle gambe 13 giornate di gara finendo per ben 7 volte nei primi dieci. Non è poco se aggiungiamo che solo l'ex compagno di squadra Erik Zabel gli ha negato il successo al colpo di remi sul traguardo di Xativa nel secondo atto della fortunata Valenciana. «L'intenzione era di partire bene, come d'altronde lo scorso anno - commenta il 26enne di Tezze, coniugato dall'ottobre del 2006 con Francesca Cadamuro, figlia del sindaco di Cimadolmo -. Ho aggiunto solo un lavoro nuovo ai soliti cicli di carico e scarico. La Parigi-Nizza che scatta domenica serviva per sistemare la condizione anche in vista della Sanremo. Ed invece pedalo già benone. L'intenzione è quella di riuscire ad arrivare al meglio al Giro d'Italia, senza dover correre in riserva e soffrire da matti com'è successo lo scorso anno nella seconda metà». Sanremo è nel tuo destino. Ti ha già regalato la "prima" da professionista: un centimetro su Daniele Bennati in quel lungomare dove il 22 marzo terminerà la classica dei Fiori. «Da sogno giovanile è ora il mio chiodo fisso. E' tutto l'inverno che ci penso. In quell'ultima tappa del Mediterraneo vinta, gli ultimi 60-70 km, Cipressa, i Capi e il mitico Poggio, c'erano tutti: nell'affrontarli gli stessi brividi della mia unica Sanremo corsa nel 2004 al debutto tra i professionisti. Lo scorso anno ero in condizione super ma la Milram mi lasciò a casa». Ma la Sanremo è anche uno degli obiettivi dichiarati di Ale Ballan, tuo "nuovo" compagno di squadra alla Lampre. «Non c'è alcun problema. Figuriamoci. Ci siamo ritrovati dopo aver corso assieme alla Trevigiani nella stagione 2000, la mia prima da Under. Nonostante le sue vittorie non è cambiato affatto. In corsa è il solito cavallo pazzo. In occasione della mia vittoria alla Valenciana, dove dividevamo la camera d'albergo, abbiamo collaborato alla perfezione e si è visto. E' stato Alessandro a darmi il via libera nel finale. Ero il jolly da giocare ed è andata bene a me. Passando alla squadra di Saronni ho trovato una grande famiglia, quell'armonia, e quella complicità, lontane anni luce alla Milram, dove anche in corsa era una battaglia continua potersi ritagliare un ruolo dignitoso. Ruoli alla Sanremo? Ancora troppo presto». Stavolta l'anno bisestile sta portando fortuna. «Ma non diciamolo troppo forte. L'infortunio al piede dopo la caduta in Olanda del 2004 non mi sta dando grossi problemi anche grazie al continuo lavoro che sto dando al meccanico Pengo e alla Selle Italia». Resta il fatto che papà Bepi guida la Marchiol, il vivaio Liquigas e Mirco corre con la Lampre, le uniche due realtà italiane del fantomatico Pro Tour che "dividono" la famiglia Lorenzetto. Massimo Bolognini
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