CINA E CICLISMO, UN AMORE CHE CRESCE

REPORTAGE | 22/11/2018 | 07:56
di Diego Barbera

La costellazione di corse cinesi sta diventando sempre più importante nel panorama ci­clistico internazionale, con il Tour of Guangxi che è parte del calendario World Tour e il successivo Tour of Hainan che da sempre applaude numerose vittorie italiane. Ma come non citare anche l’affascinante Tour of Qinghai Lake che si disputa sull’altopiano tibetano e il Tour of China, forse la competizione più estrema dell’intero calendario? In questo 2018 tuttoBICI ha seguito tutte queste manifestazioni e ha provato a ripondere ad un paio di domande importanti: qual è l’immagine del ciclismo in Cina? Come si vive il nostro sport?

LE COSE PIÙ IMPORTANTI. Delle varie competizioni, quelle più importanti partono con il Tour of Qin­ghai Lake a fine lu­glio, una corsa che gira intorno all’omonimo lago salendo ad altitudini anche importanti (fino a 4120 metri sul livello del mare del tappone principale) con numerose frazioni per attaccanti e velocisti. A settembre si tiene il Tour of China, diviso in due parti con classifiche se­parate. Per fortuna, questa corsa sta imparando dai propri errori (vedi paragrafi successivi) ma è noto soprattutto per i suoi trasferimenti “impegnativi”. Si prosegue in rapida sequenza in ottobre con l’affascinante Taihu Lake (che di solito è quello meglio organizzato), poi con il Tour of Guangxi che è quello più prestigioso come parterre e budget e infine il Tour of Hainan sull’isola tropicale piazzata nell’angolo tra Cina e Vietnam. Quest’ultima fatica è per molti corridori (già col contratto assicurato) una mini vacanza o, meglio dire, un defatigamento stagionale.

GLI ITALIANI IN CINA. Il calendario cinese, come abbiamo visto, è densamente po­polato di corse a tappe più o meno lunghe. Le Professional italiane - An­dro­ni Sidermec, Bardiani CSF, Nippo Vini Fantini e Wilier Triestina Selle Italia -, così come la Trevigiani partecipano regolarmente alle gare più importanti ottenendo numerose vittorie e preziosi piazzamenti. Le spedizioni in terra cinese sono proficue naturalmente anche a livello economico. I corridori nostrani sono spesso recordman e plurivittoriosi qui, basti citare il caso di Marco Benfatto al Tour of China e di Jakub Mareczko al Tour of Hainan.

I TRASFERIMENTI. C’è una costante in tutte le corse cinesi, ossia i trasferimenti che portano dall’arrivo di tappa alla partenza del giorno dopo. Il record assoluto spetta al Tour of China che fino all’anno scorso era capace di piazzare quasi ogni giorno un bel viaggio in bus di minimo quattro ore (fino a otto, senza problemi). E di obbligare la carovana a un giorno intero di trasferimento ogni due di corsa. Immaginate quanto sia piacevole per i corridori... L’e­di­zione 2018 è stata mitigata, con il percorso che si è dispiegato su meno province e in un territorio più ristretto invece che su due terzi del continente. Altri trasferimenti im­portanti si manifestano nella seconda parte del Qinghai Lake, mentre la gara più comfortevole di tutte è l’Hainan, dato che quasi tutte le città sono sede di arrivo e ospitano la partenza della frazione successiva.

GLI ALBERGHI E IL CIBO. Altro particolare che sta migliorando notevolmente è quello degli hotel. Dopo i non rari casi di presenze indesiderate (leggi, ratti e scarafaggi ai quali dare del tu) nelle camere soprattutto al Tour of China e condizioni igieniche non proprio ottimali, da quest'anno le sistemazioni al­berghiere sembrano essere finalmente state organizzate al meglio. Speriamo per il 2019 che si dia un bello sprint al cibo, dato che è forse - con i trasferimenti - ciò che rende più difficile l’esperienza cinese. Diffidare dalla carne di origine sconosciuta è la prassi, così molti atleti si devono ac­contentare di riso, patate e uova, oltre al cibo portato da casa.

I TIFOSI CINESI. Di sicuro ciò che è più apprezzabile in terra cinese è il grande e caloroso tifo dei locali, che spesso hanno occasione di vedere un occidentale (o addirittura un africano) solamente il giorno della corsa. Basta una passeggiata in centro per essere presi d’assalto per migliaia di selfie, come se si fosse delle star. È meraviglioso ammmirare l’entusiasmo di tutti, dai più piccoli fino ai più anziani, con folle oceaniche, majorettes, scuole intere, bandiere di ogni dimensione, cori e, in generale, un clima di festa sereno e sincero.

I BAMBINI. Meritano attenzione speciale i bambini cinesi perché con il loro tenero affetto sciolgono il cuore anche dei ciclisti più burberi sia all’arrivo sia alla partenza. Lungo il percorso puntinano i bordostrada e urlano “giaio, giaio” ossia “vai, vai!” con le loro voci sottili e agitando le mini bandiere rosse con stelline gialle. Una tradizione è la “foto con straniero” con le nonne e le mam­me che consegnano il pargolo per la foto ricordo.

LA SICUREZZA. Dopo alcuni precedenti di persone che attraversavano il percorso durante il passaggio del gruppo, la polizia ora tiene lontani gli spettatori con doppia barriera rispetto alla corsa. Di più: soprattutto al Guangxi vengono posizionati volontari ogni 50 metri, sempre rivolti verso l’esterno a controllare non si sa bene cosa, visto che spesso devono stare ore a fissare un muro o un fiume o una vallata sconfinata. Ba­sta fare due rapidi conti per scoprire che ogni frazione sono diverse decine di migliaia in tutto.

POLIZIA. Sul fatto che i poliziotti cinesi siano intransigenti c’è poco da dire, ma vale la regola dei 10 metri: spesso non c’è pass che valga se un agente decide che non puoi raggiungere il traguardo. Ma basta muoversi di dieci passi fino a entrare nell’area di competenza del po­liziotto successivo per avere, magari, chance di passare. I più rigidi sono quelli dello Qinghai Lake, i più permissivi quelli di Hainan, dove tutti hanno il tipo ritmo placido dei luoghi tropicali.


I CINESI E IL CICLISMO. Quanto i cinesi amano il ciclismo? La passione per le competizione professionistica che visita le province solitamente è estemporanea. Insomma, è difficile trovare fan veri e che se­guono regolarmente le corse. Tut­tavia, fa da traino poderoso per il settore amatoriale ed è dimostrato dal fatto che di anno in anno sono sempre più numerosi i praticanti che accompagnano le gare.

I CINESI E IL PROFESSIONISMO. Attualmente l'unico ciclista cinese nel World Tour è Wang Meiyin che milita nella Bahrein Merida di Vincenzo Nibali. C'è da essere facili profeti a vaticinare un futuro con diversi professionisti cinesi, ma affinché ciò diventi possibile sarà necessaria un’interazione più profonda con le corse europee, visto che a mancare ai corridori cinesi non sono i mezzi quanto l’esperienza per muoversi e sopravvivere in gruppo. Ed è proprio in questa direzione che sia i team sia gli investitori si stanno muovendo, come da esempio di GCP che è punta ad entrare nel World Tour nel 2020.





Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Durante una conferenza stampa tenutasi oggi al caffè In den Ouden Vogelstruys in piazza Vrijthof a Maastricht, luogo in cui nel 1965 nacque l'idea della gara ciclistica internazionale, l'Amstel Gold Race ha annunciato che la 60a edizione della corsa, in...


Tra chi sta per imbarcarsi verso il primo training camp di gennaio e coloro che invece stanno per prendere parte ai primi impegni agonistici della stagione, quasi tutte le squadre in gruppo sono ormai già ben focalizzate sulle sfide...


Niente Teide e niente Costa Blanca per Tom Pidcock e compagni: il loro mese di gennaio sarà diverso da quello di tutti gli altri. Si va in Cile! A raccontarlo è stato il direttore sportivo della Pinarello-Q36.5, Kurt Bogaerts, che...


Ha aperto i battenti per ospitare negli anni i concerti di Venditti e De Gregori, ha aperto i botteghini ai tifosi che sabato hanno potuto assistere alla partita dell’Athletic Club Palermo, seconda squadra della città che milita in serie D...


Valentin Paret-Peintre ha firmato un nuovo accordo e sarà un elemento chiave della Soudal Quick-Step fino alla fine del 2028. Lo scalatore francese si è unito alla squadra belga nel 2025 e ha avuto un impatto immediato, vincendo la tappa...


Specialized ha appena svelato il nuovo Red Bull – BORA – hansgrohe Tour Made in Racing LTD Kit, una sontuosa collezione di abbigliamento tecnico progettata per superare ogni limite stabilito fino ad ora  in termini di aerodinamica, vestibilità e comfort. Come...


Anche quest'anno la formazione Continental del Team Biesse Carrara Premac sarà "griffata" Veloplus, con l'azienda di Maurizio Spreafico che vestirà nuovamente la squadra bresciana nella stagione ciclistica 2026. Per la società del presidente Simone Boifava, una scelta dunque all'insegna della...


Un anno che inizia e uno che si è appena congedato lasciandoci in eredità numeri da capogiro. Un anno fa eravamo orgogliosi di aver superato i 14 milioni di visitatori in un anno – 14.892.000 per la precisione – e...


Jonas Vingegaard sarà al via del Giro d'Italia di quest'anno? Secondo fonti vicine al media danese Feltet, il due volte vincitore del Tour de France e della Vuelta di Spagna, sarà alla partenza della corsa rosa il prossimo maggio. Vingegaard...


Due atlete nelle top ten per l’Ale Colnago Team al Campionato Italiano Giovanile di ciclocross 2026 disputato nel fine settimana a Castello Roganzuolo, frazione del comune di San Fior. Greta Masini si è classificata al 7° posto nella categoria Donne Allieve 2° anno....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024