È ufficiale: Martinez correrà con Amore&Vita McDonald's

| 14/01/2008 | 00:00
E' ufficiale, oggi l'UCI ha dato l'ok definitivo per Miguel Martinez all'Amore & Vita - McDonald's. «Questa notte dormirò con la bellissima maglia della squadra Amore e vita - McDonald's. Erano quattro anni che aspettavo di ritrovare un posto in una squadra professionistica e voglio prendere il sonno con la mia nuova divisa. Ivano Fanini ha coronato il mio sogno. Ah...è vero, non mi sono ancora presentato! Mi chiamo Miguel Martinez, ho 32 anni, sono francese di origini spagnole e sono un ciclista professionista. Ho vinto circa 400 corse fra corse su strada e MTB. Sono stato campione olimpico di MTB a Sidney (il presidente della Repubblica Jacques Chirac mi premiò con la Légion d'honneur - il più alto ricoscimento per un cittadino francese: i poliziotti francesi si scusano sempre quando mi fermano per un controllo della patente!, ndr) e poi quattro volte campione del mondo della specialità. Ho pure vinto una maglia iridata in ciclo-cross. Bene, penso che abbiate capito la passione che nutro per questo sport... Ho la gioia di essere il padre di due bellissimi bambini, Lenny (5 anni) e Andrea (2 anni e mezzo, l'ho chiamato Andrea, credeteci o meno, perché Andrea Tafi è stato come una chioccia per me quando passai professionista alla Mapei...). Mia moglie è un ex-top model francese, si chiama Laurence. Se torno in gruppo con tanta grinta, è anche per loro. «Il ciclismo è la mia vita da sempre. Sono nato in una famiglia che mastica bici dalla mattina alla sera. Mariano Martinez, mio papà, si era contraddistinto al Tour del 1978 vincendo la maglia a pois di miglior scalatore. Nel 1974, a Montreal, era salito sul podio dei mondiali dietro a Eddy Merckx e Raymond Poulidor, scusate se è poco. Mio fratello più giovane, Yannick, non scherza neanche lui: ha vinto la Milano-Sanremo juniores nel 2006, in volata, lasciando a una decina di metri i suoi rivali, fra cui il campione del mondo juniores Diego Ulissi. Mi sembra di aver sempre pedalato. Mio padre mi portava alle corse ogni fine settimana: correvo (e spesso vincevo) il sabato, poi pulivo il miei pantaloncini nei fiumi e dormivo in macchina. Non mi impediva di rivincere la domenica! «Mi hanno soprannominato "Mini-Mig" perché sono un concentrato di forza: peso 54 chili per un 1,64 di altezza. In discesa sono un po' pazzerello, non temo nulla, mi butto a capofitto. Un giorno, Paolo Fornaciari mi si avvicinò per dirmi: " ma senti, conosci il pericolo?" Alla Vuelta, in una tappa da lupi su strade ghiacciate, scendevo forte lo stesso e avevo addirittura superato la macchina dell'organizzazione che apriva la strada! Sono già stato professionista, due stagioni, 2002 e 2003, alla Mapei e alla Phonak, un team svizzero. Prima di farmi firmare alla Mapei, mi fecero un test: avevo i valori fisiologici più alti con Paolo Bettini e l'australiano Cadel Evans, secondo al Tour 2007... Ma a parte aver staccato più volte tutti - anche durante le tappe del Tour 2002 - e aver vinto la classifica di miglior scalatore al Giro del Mediterraneo, non sono riuscito a vincere come nel MTB perchè mi sono sempre rifiutato di entrare nel sistema dell'aiuto farmaceutico. Nel ciclismo di allora, era dura farsi largo senza ingannare come lo hanno dimostrato le varie confessioni di corridori pentiti. Grazie alla fiducia di Ivano Fanini, ci riprovo nel 2008 perché penso che la situazione del ciclismo agonistico sia migliorata grazie agli sforzi dell'ambiente per porre un fine a pratiche vergognose. Sono molto credente in Dio e non posso immaginare un giorno di barare. Vado anche a fare ritiri spirituali in un monastero francese. Da l'età di 16 anni fino a 23, mi recavo spesso im un seminario per parlare con i preti (in quel periodo meditavo di diventarlo a mia volta). Quando passo davanti alle chiese, stranamente, spesso si mettono a suonare le campane. Chiedete pure a chi pedala con me... Ve lo confermeranno. «Nel 2008, voglio ricambiare la fiducia di Ivano Fanini e dell'Amore e Vita McDonald's mettendomi in evidenza nelle gare su strada e andando a vincere una quinta maglia iridata di MTB al mondiale in Trentino. A 32 anni ero troppo giovane per smettere di pedalare ad alto livello. E nonostante il 22 novembre scorso mi sia operato di appendicite degenerata in peritonite, ieri in allenamento sulla salita di Monte Marcello in Versilia - dove mi allenavo con alcuni miei compagni - ho staccato con la mia bici da cross alcuni atleti del team Milram. Con l'Amore e Vita McDonald's vi sorprenderò! Scommettiamo?». Miguel Martinez
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