Giro d'Italia: dalla maglia al numero nero, beati gli ultimi...

| 12/01/2008 | 00:00
Se rovesciate una classifica, se partite dal fondo, c’è sempre un nome che spicca, degno di nota, quello dell’ultimo: è il “fanalino di coda” o, ciclisticamente, la Maglia Nera. Di sicuro costui non è mai il migliore dei peggiori, non è certo la “pecora nera del gruppo”. L’ultimo è comunque un atleta che si piazza, è rimasto in gara faticando per aiutare il suo capitano e ha superato anche le insidie del “tempo massimo”. Là dove la disciplina non si basa su una sfida a due, lo sport prevede sempre una nutrita graduatoria con un podio, tanti atleti piazzati e uno solo all’ultimo posto. Non a caso Eddy Merckx, un vincente per antonomasia, sanciva così l’importanza di tutti gli avversari: “Se corressimo in pochissimi, i più bravi, nessuno verrebbe ad applaudirci. E ricordate: il ciclismo vive anche di gente che va in fuga quando non l’aspetti e talvolta arriva in fondo”. Proprio per valorizzare gli ultimi – affiché evangelicamente ‘diventino i primi’ - il Giro d’Italia nel 1946 si diede la Maglia Nera, come simbolo identificativo dell’ultimo in classifica. Non c'era la tivù, solo la radio narrava le imprese dei ciclisti sollecitando in chi ascoltava le migliori suggestioni. Tra queste gli epici duelli di chi gareggiava per quel simbolo, la Maglia Nera. Colui che, più di ogni altro, consacrò l'espressione e interpretò al meglio il ruolo fu Luigi Malabrocca, corridore tortonese, classe 1920, tutto tranne che un brocco (vinse 15 corse da professionista): ultimo nel Giro 1946 a 4 ore 9' 34'' dal vincitore Bartali, ultimo nel 1947 a 5 ore 52' 50'' da Coppi, penultimo nel 1949 a 7 ore 47'26''0 da Coppi, non centrò il tris perché fu superato da Carollo - arrivato a 9 ore 57'07'' - solo perché i commissari non attesero l’arrivo di tutti i corridori. In pochi anni i duelli per la Maglia Nera produssero eccessi in serie, trucchi e stratagemmi per rimanere attardati, con corridori che si nascondevano e giudici di gara che non li potevano sanzionare. L’unico spauracchio era il “tempo massimo” che li avrebbe tolti di corsa. L’ultimo ad aggiudicarsi la Maglia Nera fu Giovanni Pinarello, nel 1951, poi fu eliminata, in forza delle rimostranze degli stessi corridori che non accettavano le “pagliacciate” e desideravano tutelare la loro immagine. Mai più fu attribuita una maglia per l’ultimo in classifica, ma l’espressione è rimasta, è entrata stabilmente nel linguaggio comune: oggi si legge di “Italia maglia nera delle Borse europee” ma anche di “Usa, Inghilterra, Russia, Cina maglia nera per la privacy”. La Maglia Nera ora si modernizza e diventa Numero Nero: gli organizzatori di Rcs Sport e de “La Gazzetta dello Sport” lo propongono - ne hanno concordato le mosse con Amedeo Colombo, presidente dell’Associazione Corridori - in quanto numero ufficiale di gara, bianco su fondo nero già dalla prossima edizione (10 maggio-1 giugno 2008) a connotare l’ultimo in classifica. Sui numeri colorari c’è un precedente illiustre: nel 2006 era stato istituito, per festeggiare i 110 anni de “La Gazzetta dello Sport”, il Numero Rosa che premiava il corridore più valido nello speciale graduatoria dei traguardi Gazzetta 110. Il Numero Nero premierà giorno dopo giorno l’ultimo in classifica, lo renderà riconoscibile, ma non si accompagnerà a premi significativi che potrebbero, in breve, distorcerne la finalità: quella di valorizzare un ruolo scomodo ma significativo perché l’ultimo in classica fatica come gli altri o magari di più perché aiuta il suo capitano oppure perché, malconcio, vuol portare ugualmente a termine la corsa. Gli ultimi hanno una precisa dignità, sempre da tutelare. GLI ULTIMI CLASSIFICATI DI OGNI GIRO (IN NERETTO LE MAGLIE NERE, DAL 1946 AL 1951) 1909 Giuseppe PERNA 1910 Umberto TURIONI 1911 Antonio ROTONDI 1912 Solo classifica a squadre 1913 Mario LONATI 1914 Umberto RIPAMONTI 1919 Francesco MARCHESE 1920 Nicolò DI BIASE 1921 Andrea CAZZANIGA 1922 Roberto VALPREDA 1923 Giusto SCHERIL 1924 Telosforo TENAGLIA 1925 Luigi BRIVIO 1926 Davide CHIESA 1927 Paolo BALDIERI 1928 Giuseppe BORGHI 1929 Giuseppe BORGHI 1930 Giovanni CARNIELLI 1931 Alberto MONGIANO 1932 Tullio VINCENTI 1933 Ettore MEINI 1934 Attilio PAVESI 1935 Oreste BOCCACCIA 1936 Vito LIPPOLIS 1937 Elio MALDINI 1938 Werner HUBER (Svi) 1939 Serafino SANTAMBROGIO 1940 Francesco ALBANI 1946 Luigi MALABROCCA 1947 Luigi MALABROCCA 1948 Aldo BINI 1949 Sante CAROLLO 1950 Mario GESTRI 1951 Giovanni PINARELLO 1952 Renzo ZANAZZI 1953 Hein VAN BREENEN (Ola) 1954 Hortensio VIDAURRETA (Spa) 1955 Georges DECAUX (Fra) 1956 Angelo COLETTO 1957 Angelo PISCAGLIA 1958 Charles COSTE (Fra) 1959 Antonio ULIANA 1960 Tonino DOMENICALI 1961 Augusto MARCALETTI 1962 Fedele RUBAGOTTI 1963 Giuseppe TONUCCI 1964 Dino BRUNI 1965 Vittorio POLETTI 1966 Paolo GELLI 1967 Lucillo LIEVORE 1968 Giuseppe POLI 1969 Mario BETTAZZOLI 1970 Virginio LEVATI 1971 Lucillo LIEVORE 1972 Piero SPINELLI 1973 Rodolfo ONGARATO 1974 Ercole GUALAZZINI 1975 Franco CALVI 1976 Giovanni COLPO 1977 Ignazio PALEARI 1978 Pietro ALGERI 1979 Bruno ZANONI 1980 Giuliano CAZZOLATO 1981 Stephan SCHROEPFER (Ger) 1982 Enea MONTANARI 1983 Claudio GIRLANDA 1984 Greg SAUNDERS (Usa) 1985 Patrizio GAMBIRASIO 1986 Daniele ASTI 1987 Dante MORANDI 1988 Dante MORANDI 1989 Patrizio GAMBIRASIO 1990 Alessio DI BASCO 1991 Endrio LEONI 1992 Eros POLI 1993 Stefano GIRALDI 1994 Jurgen WERNER (Ger) 1995 Roberto PELLICONI 1996 Francisco CEREZO (Spa) 1997 Marco Antonio DI RENZO 1998 Marco Antonio DI RENZO 1999 Hendrik VAN DYCK (Bel) 2000 Bradley McGEE (Aus) 2001 Michele COPPOLILLO 2002 Eddy SERRI 2003 Salvatore SCAMARDELLA 2004 Corrado SERINA 2005 Russel VAN HOUT (Aus) 2006 Carl NAIBO (Fra) 2007 Oscar GATTO
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