Pista: il centro di Dalmine è pronto a correre da solo

| 13/12/2007 | 00:00
Sono 33 gli intercentri italiani dell’attività su pista. Per il secondo anno di fila su tutti svetta il centro di avviamento alla pista di Dalmine diretto da Fabio Perego, organizzatore peraltro del Giro d’Italia delle Piste. Deluso dal contributo della Federciclismo, il tecnico brianzolo, 41 anni, ha manifestato propositi di staccarsi nel 2008 dal sincronismo federale ed eventualmente intervenire in prima persona. «Il programma della pista proposto da Silvio Martinello nel 2006 - spiega Perego - è stato decisivo agli effetti del ripristino, dopo dieci anni, del torneo nazionale intercentri; in entrambi gli anni, Dalmine ha primeggiato. È frequentato da 140 atleti tra giovanissimi, esordienti, allievi, juniores maschile e femminile; arrivano anche da Brescia, Milano e Como. I risultati sono più che soddisfacenti: le medaglie nel 2007 sono state 49 (su 150, ndr) così distribuite: 18 d’oro, 17 d’argento, 14 di bronzo. la serietà, il proficu o lavoro, la frequenza al velodromo alla fine premiano sempre. Bergamobici di titoli italiani ne ha conquistati cinque: tre con Marina Gandini, uno con Paolo Locatelli e uno con Ivan Belotti». La soddisfazione di aver raccolto tanti significativi risultati è tuttavia velata dalla disponibilità economica che la Federazione passa al centro: 8.000 euro l’anno. «Volete sapere come avviene la ripartizione del contributo? Non ci sono segreti: una piccola somma per me, quindi al tecnico Fiorin, al collaboratore Mauro Perego, al meccanico Milani. Non solo: parte di quegli euro servono pure per organizzare le gare e acquistare il materiale. Fate voi». La Polisportiva Dalmine come è vicina? «Fa quello che può. La devo soltanto ringraziare, considerato che mette a disposizione l’impianto gratuitamente e persone che si danno da fare, come Walter Facheris, che per la nostra attività è un prezioso punto di riferimento». Soluzione possibile? «Il centro continuerà a operare: i ragazzi meritano attenzione. Se da parte della Federciclismo non ci sarà maggior considerazione, non escludo l’istituzione di un centro autonomo, magari sotto l’egida della SMO (Sport Management Organisation, ndr) di cui sono personalmente interessato». da L’Eco di Bergamo del 12 dicembre a firma Renato Fossani
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