Madrid ospita il congresso della Wada: pene sempre più dure
| 14/11/2007 | 00:00 Sarà il ministro Giovanna Melandri (unitamente al segretario generale del Coni Pagnozzi) a rappresentare l’Italia al congresso della Wada che si svolgerà a Madrid domani e venerdì e che culminerà con la nomina del successore di Dick Pound (sarà l’australiano John Fahey) che lascia dopo otto anni la guida del massimo organismo mondiale di lotta al doping. Ma il congresso della Wada si occuperà anche di inasprire le pene e rendere ancor più diffcile la vita di chi vuol barare.
Tra le principali novità che verranno adottate c’è la squalifica fino a 4 anni alla prima positività in caso di violazione "aggravata". Sono compresi: il coinvolgimento nei traffici di sostanze proibite, aver fatto uso di doping in molteplici occasioni, aver impedito o ostacolato le indagini su una violazione antidoping. Rientrano nel computo anche coloro che hanno beneficiato degli effetti di sostanze proibite oltre i termini di prescrizione.
Saranno considerati colpevoli gli atleti che salteranno tre test antidoping e che non comunicheranno le loro sedi di allenamento in un periodo di 18 mesi.
Gli atleti potranno ottenere una riduzione della sanzione se ammetteranno l'uso di doping; se aiuteranno le indagini e/o guideranno gli investigatori ad un grande traffico di doping; se proveranno di aver assunto sostanze proibite senza l'intento di migliorare le prestazioni.
I tempi tra le analisi e le controanalisi saranno ridotti, anche se gli atleti saranno sospesi temporaneamente dopo le prime analisi.
La Wada potrà fare appello contro le sentenze delle organizzazioni antidoping nazionali direttamente al Tas di Losanna.
Il Cio accetterà le candidature per ospitare le Olimpiadi solo dai paesi i cui governi abbiano firmato la convenzione Unesco e le cui federazioni abbiano recepito il Codice Wada. Le stesse regole saranno utilizzate a partire dal 2010 anche per l'assegnazione delle competizioni mondiali.
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