Antonello Della Corte e una lettera amara

| 01/11/2007 | 00:00
Una lettera amara. Molto. Non è un ritiro e nemmeno una sconfitta, ma non è certamente un bel segnale. Non è nemmeno una resa, ma un modo come un altro per dire che qualcosa non va per il verso giusto e che è quindi opportuno prendersi una «pausa di riflessione». La lettera l'abbiamo ricevuta il 27 ottobre scorso, a scrivercela è stato Antonello Della Corte, uno dei più apprezzati procuratori del ciclismo, che ha deciso di fare un passo indietro. Almeno per un po'. Carissimo direttore, non ti racconto nulla di nuovo, se ti dico che il ciclismo non va incontro a nulla di buono. Sono anni che lavoro per conto di questo sport, prima come collaboratore della RCS Sport, poi come responsabile della comunicazione di Team (Formaggi Trentini e Acqua & Sapone di Palmiro Masciarelli ) poi come Procuratore Sportivo. Bene, dopo due anni, ho deciso di prendermi una pausa di riflessione. Starò alla finestra a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi. Tutti a proclamare un ciclismo pulito ed una maggiore attenzione al doping, ma si sono mai chiesti chi avvicina i corridori a questa pratica? E possibile che facciano tutto da soli? In tutto questo non vi entra nessun dottore? Il ciclismo attraversa un momento nero, anzi nerissimo, le squadre faticano a trovare soldi, addirittura squadre di Pro Tour non hanno neanche il secondo nome, allora come si fa a trovare una sistemazione agli atleti? In tutti questi mesi nel contattare le squadre, per trovare una sistemazione ai miei assistiti, mi sono sempre sentito rispondere, sai il momento non è dei migliori, non ho un budget sufficiente, però se trovi un piccolo sponsor possiamo riparlarne, sai cosa rispondevo loro? Se ogni atleta ha un piccolo sponsor, allora la squadra la faccio io con loro. La verità è che manca una vera regolamentazione anche nel mercato ciclistico. Una cosa buona negli ultimi mesi è accaduta, finalmente hanno cominciato a chiudere quelle squadre che non pagano i corridori, peccato che però a farne le spese siano sempre i corridori. Sicuramente questa mia lettera toccherà la sensibilità di qualcuno, ma pregherei chi si sente sfiorato di soprassedere, perché forse potrei essere anche più preciso. Ciao direttore e grazie tuttobiciweb.it per avermi ospitato ancora una volta. Antonello Della Corte
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