| 21/09/2007 | 00:00 Ciclismo comasco in lutto per la scomparsa di un campione, come lo è stato negli anni cinquanta Franco Fanti. Nota figura di industriale tessile, con un’avviatissima azienda in via Roma, 42, il suo decesso è avvenuto fra mercoledì e giovedì, presso l’Ospedale di Circolo di Cantù, dove era ricoverato, in seguito ad alcuni problemi respiratori. Aveva compiuto 83 anni lo scorso marzo (nato a Colorina di Sondrio il 21.03.24) e sino ad un paio d’anni fa non era difficile vederlo sulle strade comasche a seguire alcune gare ciclistiche. Una passione che gli era rimasta nel cuore, avendo trascorso tutta una vita nel ciclismo: praticante, direttore sportivo, sponsor e dirigente. Vinse alcune gare importanti e gareggiò al fianco di Fausto Coppi, Gino Bartali, Fwerdy Kubler e Fiorenzo Magni. Di quest’ultimo diventò uno scudiero fidatissimo, nel ’51, quando in forza alla Ganna il “Leone delle Fiandre” ottenne il secondo dei suoi tre Giri. Iniziò a correre a 15 anni, stimolato dal fratello maggiore Remo. Nel ’47 vinse dieci gare, con la Coppa Agostoni, allora per dilettanti, battendo allo sprint Zampini e Zanettini, e fu nove volte secondo, realizzando il sogno di partecipare in azzurro ai mondiali ’47 di Reims (Alfio Ferrario e Pedroni primo e secondo). Si assicurò un’ampia riconferma per il mondiale di Valkenburg (9° e quarto di squadra con Ferrario e Pedroni) e per le Olimpiadi di Londra ’48 (19° dei 28 classificati su 101 partenti, ma vittima di una foratura perse tempo cambiando il palmer). In maglia azzurra, pochi giorni prima, vinse il Giro del Lemano. Nel ’49 esordì professionista alla Frejus; con Ferdy Kubler disputò il Giro d’Italia, poi Argentina, Catalogna e Castiglia. Nel ’50 vinse il Giro di Croazia e Slovenia. Poi con Fiorenzo Magni dal ’51 disputò tre giri d’Italia. Come direttore sportivo (dal ’54 al ’70) valorizzò Oreste Magni, Silvano Tessari, Aldo Pifferi, Giacomo Fornoni e Giovanni Pifferi, poi sponsor da sempre della Comense di cui diventò vice presidente, nel ’77, quando assunse l’incarico Mino Bruno. Da lui anche un sensibile contributo alla realizzazione del Museo del Ciclismo. Lascia con la moglie Pinuccia (73 anni) tre figli: Paolo (42 anni), Fabio (45), che ha gareggiato due stagioni da juniores nella Comense al fianco di Maurizio Conti e del compianto Emilio Ravasio, ’79-’80, e Maria Letizia (47) autentico patrimonio morale di un’azienda solida che vanta un’attività di 50 anni. Un industriale Franco Fanti che ha saputo guadagnarsi stima e simpatia nel settore tessile, ammirato e benvoluto nello sport. Onoranze funebri fissate per domani alle 10.30 presso la Chiesa Parrocchiale di Fino Mornasco.
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