Lettera aperta: Martinello e un addio che fa male alla pista

| 17/09/2007 | 00:00
Egregio signor Direttore mi chiamo Fabio Perego, oramai da 5 anni ricopro la carica di Direttore del Centro Territoriale (così si chiamano i velodromi per la FCI) di Dalmine e dallo scorso anno sono anche il Presidente del Consorzio Velodromo, Società che gestisce l'attività dello stesso. Leggo con rabbia e sconcerto che Silvio Martinello ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico all'interno della Federazione Ciclistica Italiana. Non entro nel merito delle motivazioni che lo hanno portato a questa decisione, ma allo stesso modo mi sento ferito e forse, mi permetta la forzatura, "tradito" dai vertici Federali che hanno permesso che ciò avvenisse. Silvio Martinello si è adoperato in questi ultimi 3 anni come mai nessuno fino ad ora aveva fatto per far si che la "nostra" attività, cioè quella di avvicinare i ragazzini alla pista, di "sgrossare" i corridori delle categorie cosiddette U.C.I. cosicché arrivassero alle squadre Nazionali già con una importante preparazione di base, aveva dato alle nostre strutture fino a poco tempo fa considerate "periferiche" il ruolo e l'importanza che meritano, mettendo in stretta correlazione il nostro lavoro con quello dei tecnici Federali come Callari, Salvoldi, Paris. Aveva lavorato sodo con i Direttori dei Centri di tutta Italia per riproporre quella sorta di "Campionato Italiano" che è il torneo Intercentri, per la prima volta si sono viste nei velodromi biciclette da pista nuove fiammanti (veramente anche nell'era Ceruti erano state distribuite bici nuove, ma non ai velodromi quanto agli amici degli amici che non le hanno mai usate...) e tante altre piccole, ma importantissime novità che avevano messo in condizione me ed i colleghi di tanti altri centri di lavorare in maniera perlomeno più serena e gratificante. Attenzione, la gratificazione di cui parlo è solamente quella soddisfazione che ti dà modo di lavorare a stretto contatto con i Tecnici delle Nazionali e di veder premiato l'impegno dei ragazzi che frequentano i centri, non voglio nemmeno sfiorare il lato economico, se venissero rese note le cifre dei contributi stanziati annualmente dalla FCI ad un Centro di prima serie (vincitore tra l'altro nel 2006 e nel 2007 del Torneo Intercentri oltre che di decine di maglie tricolori nelle varie categorie...) ci copriremmo di ridicolo! La stagione 2007 oramai volge al termine, dobbiamo pensare a come sarà il 2008, e mi creda sig. Direttore, pur essendo un inguaribile ottimista (e lei che mi conosce sa che non mento) vedo tutto nero, e per quanto mi sforzi di sorridere, in questo momento ho solo un grande senso di abbandono e di sconforto. Ho il massimo rispetto per i ragazzi (oltre 100) che frequentano da anni il velodromo di Dalmine, per i miei insostituibili collaboratori, il prof. Daniele Fiorin, il meccanico Franco Milani e Walter Facheris, per tutti quegli amici che nel Comitato Provinciale di Bergamo soffrono e gioiscono con noi, uno su tutti il Presidente Gamba, ma non so se riuscirò a proseguire nell'attività di sviluppo e promozione della pista per la quale mi sono tanto impegnato e nella quale tanto ho creduto, investendo tempo ed anche denaro, sì, perché oltre al tempo bisogna anche metterci dei soldi... Sono sicuro che il Presidente Di Rocco ha già ben chiaro come proseguire nel progetto che io e altri come me abbiamo sposato quando ci fu presentato il progetto di rilancio della pista, il progetto che prevedeva i famosi "Centri Pilota", un progetto che, mi creda, ha dato e stà dando risultati importanti, un progetto nel quale ho creduto da subito, un progetto che aveva tra le atre peculiarità quella di avere un referente serio e preparato, che credeva in quello che faceva. Ecco, signor Direttore, io sono convinto che solo con la realizzazione dei "Centri Pilota", quel ristretto numero di Centri Territoriali dove gli atleti trovano personale serio e competente disposto a seguire passo dopo passo la loro maturazione psico-fisica, dove i Tecnici Nazionali sanno che gli atleti sotto osservazione svolgono un lavoro continuo e con un metodo definito, solo così si arriverà al completamento del progetto che la FCI aveva presentato, e le dimissioni di Silvio Martinello oggi mi fanno temere che ciò non possa avvenire, che tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto inseguendo una chimera..... spero tanto che qualcuno, sia esso il Presidente, il Segretario Generale o addirittura il Consiglio Federale possa rispondermi magari proprio in questa rubrica dicendomi che tutto è rimasto come prima, che il progetto va avanti e che nel 2008 finalmente anche alcuni di noi, potranno veder riconosciuto il loro impegno e la loro professionalità. Distinti saluti, Fabio Perego. P.s.: Sono sicuro che qualcuno cercherà di strumentalizzare questo mi sfogo, con il fatto che sono legato a Silvio Martinello da vera e profonda amicizia, ma il mio è uno sfogo sincero, dal nostro modesto lavoro dipende forse anche una parte importante del lavoro che i Tecnici delle Nazionali devono poi svolgere, sono sicuro che anche loro condividono il mio pensiero di fondo, abbiamo e stiamo lavorando insieme perché crediamo in un obbiettivo comune, sarebbe un peccato buttare tutto il lavoro fatto fino ad oggi al vento.
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