| 10/09/2007 | 00:00 ''Attendo notizie, e non e' detto che comunque non si apra noi d'ufficio una indagine''. Ettore Torri
ha letto molto attentamente le notizie che riguardano Ronaldo e le sue cure in Brasile: il Procuratore antidoping del Coni vuole
fare luce sui metodi usati dal brasiliano del Milan per curare lo stiramento di secondo grado; Ronaldo si e' recato in Brasile
per sottoporsi alla cura con 'fattori di crescita' sulla coscia sinistra. Si tratta di una terapia che prevede la manipolazione
ematica per estrarre proteine dal sangue dell'atleta da reiniettare per favorire la riparazione dei tessuti danneggiati.
''Voglio capire se si tratta solo di una pratica curativa - ha detto all'Ansa il procuratore Torri - Mi attendo qualche risposta
anche dalla Figc e chiedero' un parere anche agli staff medici del Coni''. ''Ci voglio vedere chiaro, di che si tratta, se era
necessario chiedere una autorizzazione e se e' stata chiesta'', ha puntualizzato.
I 'fattori di crescita' non sono una novita' nello sport italiano e internazionale: mentre non esiste una risposta ufficiale della
Wada se questa pratica sia doping o meno - la terapia consiste in iniezioni locali, di infiltrazioni di un concentrato piastrinico -
in Italia la pratica e' possibile solo con l'autorizzazione di un centro trasfusionale, ed ha una funzione curativa. In questo modo
e' stato curato dalla pubalgia lo schermidore Aldo Montano nel 2005, e la stessa Procura Antidoping aveva avviato un
procedimento a carico di Montano che fu poi archiviato perche' fu ritenuto che sotto il profilo scientifico non c'erano elementi
che facevano ritenere violate le norme antidoping. Nei prossimi giorni intanto dovrebbe partire una nuova richiesta di
chiarimenti verso la Wada: l'attesa avrebbe consigliato al calcio italiano una eventuale moratoria sull'uso di questa terapia,
cosa che anche Torri ha confermato.
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