Eroica, il ciclismo torna all'antico

| 10/09/2007 | 00:00
Molte significative testimonianze, qualche ricordo, nessun rimpianto. Perché il ciclismo non si abbandona alla nostalgia, guarda avanti cercando nuovo slancio nelle atmosfere che hanno decretato il suo successo e il suo grande seguito popolare. La ricerca delle radici in uno sport che ancora si riconosce nella fatica e nello spirito di sacrificio, valori che il tempo non ha intaccato: questo è il messsaggio emerso oggi a Milano, in Sala Buzzati, durante l’incontro dibattito voluto da Rcs e dalla Gazzetta dello Sport per celebrare, con garbo, l’epopea del ciclismo dei “giganti della strada”. Sul palco uno schieramento d’eccezione, da Fiorenzo Magni ad Alfredo Martini, che hanno semplicemente raccontato se stessi, deliziando la platea; e ancora Franco Ballerini a Gianni Bugno, Andrea Tafi, scesi di sella da pochi anni, testimoni di un ciclismo non molto dissimile da quello dei Pionieri, anche se maggiormente tutelato, meno esposto agli sgarbi della sorte. Il presupposto della conversazione è stata L’Eroica dei Pionieri che fa quest’anno da apripista alla versione per i professionisti, denominata Monte Paschi Eroica, presentata oggi a Milano. La gara per i cicloturisti si disputa da una decina d’anni nello scenario inimitabile delle strade bianche del Senese, con epicentro a Gaiole in Chianti, un borgo che per due giorni si trasforma in un museo all’aperto. Le strade bianche sono quelle che un comitato attento e solerte ha deciso di preservare per la gioia di chi le voglia percorrere, in bicicletta. Magari in gara con bici d’epoca e abbigliamento conforme, come accadrà nuovamente per l’undicesima edizione domenica 7 ottobre e per la quale da tutto il mondo converranno oltre duemila cicloturisti custodi più fedeli del ciclismo d’antan. Una gara ben illustrata nei presupposti e nei sapori dal suo inventore, Giancarlo Brocci, che – dapprima semplice appassionato di bici - ne è divenuto un cultore per poi farsi attento organizzatore. Sulle stesse strade, ma su distanza diversamente eroica (180 km di cui una sessantina su strade bianche, in piano in salita e in discesa, con 7 porzioni di difficoltà in più) martedì 9 ottobre si cimenteranno i professionisti nella Monte Paschi Eroica che Milano ha tenuto oggi a battesimo nelle parole di Angelo Zomegnan, direttore ciclismo di Rcs Sport. “Un futuro radioso si può progettare soltanto tenendo conto delle buone cose del passato, da coniugare con la tecnologia del presente. Il migliore collante è la fatica “pura”, capace di garantire il ciclismo “nature”. Questa è la strada da intraprendere per elevare nuovamente il ciclismo sul piano della trasparenza, indispensabile a riconquistare credibilità”. Gli ha fatto eco Renato Di Rocco, presidente Fci, che ha ricordato come “il ciclismo deve trovare nel suo dna, nell’imprevisto dettato dalla strada e dalla fatica, il segreto del suo rinnovato successo”. In preannuncio, i grandi del ciclismo invitati (Di Luca e Pozzato, Bettini e Boonen, Bennati e Ballan, Simoni e Cancellara) all’interno delle 15 squadre che si allineeranno al via. Sono gli atleti più adatti a farla loro per una semplice equazione: la Monte Paschi Eroica, destinata a molte repliche, a divenire un appuntamento classico del ciclismo – così l’ha definita in chiusura d’incontro Giacomo Catano, amministratore delegato di Rcs Sport - assomma le caratteristiche della Parigi-Roubaix e del Giro delle Fiandre, l’una con i suoi tratti di pavé, l’altra con i suoi “muri”, brevi e sfiancanti. Una gara tutta da ammirare anche in tv per architettura, paesaggi, umori e sapori di una terra baciata dalla fortuna. L’epilogo, e non poteva essere altrimenti, avverrà a Siena, in piazza del Campo, dove gli “eroismi” sono di casa.
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