Il commento di Mura: «Guerra di doping e guerra di poteri»
| 21/07/2007 | 00:00 … «La mia sensazione è di assistere non tanto a una guerra al doping (santa e benvenuta, ora e sempre) quanto a una guerra tra poteri. Uno è il Tour, l’altro l’Uci. Il Tour è il contenitore che risponde del contenuto, cioè dei ciclisti.
L’Uci, a giudicare dalle sue mosse più recenti, colpisce i ciclisti ma la botta più pesante la dà alla credibilità del Tour, seminandogli sul percorso qualche bomba a orologeria che in un clima di intesa sana e cordiale, se mai c’è stata, è finita da quando Verbruggen s’è messo in testa di diventare l’Ecclestone della bici e ha varato il Pro Tour, creando solo scontri e confusione. Verbruggen è diventato vice di Rogge al Cio, una carriera folgorante, e al suo posto è arrivato l’irlandese Mc Quaid, che vigila sulla continuità della linea. A questo punto, tanto per capirci, farò un paragone calcistico. Immaginiamo questo: a inizio stagione Blatter dichiara: «Se il Milan vince la Champions, ne sarei profondamente disgustato». Credo che Berlusconi e Galliani gli chiederebbero un fantastiliardo di danni. In questo mondo, così diverso da calcio, Mc Quaid può dire la stessa cosa di Vinokourov e del Tour, e nessuno gliene chiede conto. Se, come presidente del ciclismo mondiale ha qualche prova sulla slealtà di Vinokourov la tiri fuori e lo punisca, altrimenti stia zitto. Oppure, quando «Le Monde» sosteneva che nell’Operacion Puerto erano coinvolti atleti di altri sport (calciatori e tennisti) e non solo ciclisti, e lo stesso dottor Fuentes confermò la cosa in un’intervista, tutto finì lì. Perché Fuentes non ha fatto i nomi? «Ho ricevuto minacce di morte e non è il caso di scherzare», disse il dottore. E’ un modo abbastanza sbrigativo per ottenere il silenzio. Ce ne sono anche altri, che possono funzionare. Qualche passo indietro.
Sinkewitz è controllato l’8 giugno e la notizia della sua positività piomba sul Tour il 18 luglio. Rasmussen riceve il secondo cartellino giallo dall’Uci il 26 giugno (ancora uno e sarà squalificato) e la Federazione danese che lo esclude dalla nazionale lo comunica a tarda ora il 19 luglio. Il Tour è partito il 7 luglio. Nel primo caso c’erano molti giorni, nel secondo pochi ma sufficienti a informare gli organizzatori, che negli ultimi anni (Di Luca, Basso, Ullrich) avevano dimostrato una maggiore sensibilità sull’argomento».
Stralcio dell’articolo di Gianni Mura pubblicato su «La Repubblica» del 21 luglio 2007
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