Jaksche confessa l'uso di Epo e accusa Gianluigi Stanga

| 01/07/2007 | 00:00
Il corridore tedessco Jorg Jaksche ha confessato che nella stagione 1997, quando indossava i colori del Team Polti, assunse in occasione del Giro di Svizzera, Eritropoietina. Nell’intervista rilasciata a Der Spiegel, Jaksche chiama in causa Gianluigi Stanga reo secondo l’atleta di averlo indotto all’uso di Epo che gli sarebbe stata somministrata da un assistente del Team Polti. «Ho iniziato nel 1997, poi ho smesso quando i controlli si sono fatti più severi. Ho corso per Polti, Telekom, Once, CSC e Liberty Seguros: nessuno mi ha mai costretto a doparmi, ma i direttori sportivi che prima conoscevano ogni sostanza, i loro costi e la loro efficacia, oggi si fanno passare come paladini dello sport pulito. Ho iniziato come ho detto nel 1997 ma anche alla Teleekom le cose non cambiarono e cconfermo quanto detto da altri ex corridori nelle loro confessioni: la direzione della squadra era al corrente, anzi possiamo dire che vigeva un sistema coercitivo: quando, alla vigilia del Tour 1999 ho deciso di non assumere nulla di illegale, Walter Godefroot non mi ha rinnovato il contratto». Jaksche ha confermato che l'aumento dei controlli ha portato scompiglio, «e il rischio di risultare positivo era ogni volta maggiore», ha ammesso porogramma di autotrasfusioni di sangue per migliorare il proprio rendimento». Immediata la replica di Stanga, attuale team manager della Milram, che ha definito assurde le notizie divulgate dal corridore tedesco.
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