Porreca risponde a Capua e propone a Di Rocco: «Lo ingaggi!».
| 27/06/2007 | 00:00 Caro Direttore,
le recenti dichiarazioni trionfalistiche di Giuseppe Capua, Capo della
Procura Antidoping del Calcio, in merito ali successi ottenuti nel
debellare il doping dallo sport di sua competenza, sollecitano due riflessioni.
La prima, è che calcio e ciclismo sono discipline diversissime, in senso fisiologico,e con esigenze quindi dissimili in relazione all' assunzione di sostanze vietate, per poter essere assimilate in un parallelo plausibile: poniamo,l'Epo ha una utilità molto relativa per uno sport da anaerobiosi maggiore come il calcio, mentre invece gli anabolizzanti - tipo Nandrolone - hanno una minima indicazione di profitto in uno sport dalla aerobiosi spinta come il ciclismo.
La seconda considerazione, in tempo di compravendite tanto care al
mondo dei Paperoni e delle plusvalenze cortesi del calcio, è una boutade.
Visto che Capua è stato così vincente nel debellare il doping dal
calcio italiano, perchè la FCI di Renato Di Rocco non ingaggia proprio
lui per risolvere quella patologia così nefasta che è diventata il doping nel ciclismo? Verificheremo così il talento del dottor Capua, il più bravo della classe, mpegnato stavolta a giocare in campo avverso.
Gian Paolo PORRECA
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