Muraglia tranquillo, il suo avvocato contesta le accuse
| 19/06/2007 | 00:00 «Oggi abbiamo avuto alcuni chiarimenti. Non sono provato dall'interrogatorio, mi sento tranquillo». Giuseppe Muraglia, corridore della Acqua&Sapone, risponde così ai cronisti dopo l'audizione di due ore davanti alla Procura antidoping del Coni. Il 27enne atleta pugliese è stato ascoltato in relazione alla positività al controllo antidoping successivo alla classica di Almeria e in relazione alla sua posizione nell'inchiesta 'Oil for drugs'.
«E' tutto da vedere, non so come siamo messi con la squadra. Dobbiamo fare chiarezza», aggiunge Muraglia.
Prima di allontanarsi dallo stadio Olimpico, Muraglia risponde così alle domande sul contenuto di alcune intercettazioni. In particolare, sui riferimenti al nome 'Danilo', il pugliese dice: «Non so a cosa si riferisca, sta scritto sui giornali».
Il legale Paolo Viviani, che ha accompagnato Muraglia, alla fine si mostra fiducioso. «Eravamo qui per parlare di due diversi tronconi d'inchiesta. Per quanto riguarda la positività a Almeria, abbiamo prodotto una perizia di parte che contesta le metodologie di analisi. Siamo tranquilli sul fatto che questa portera' al risultato conclamato di innocenza». «Per quanto riguarda il secondo troncone (oil for drugs, ndr) - aggiunge - sono fatti risalenti a 3 anni fa, di cui c'è una memoria sbiadita. Abbiamo fatto chiarezza su quali fossero i rapporti con le persone coinvolte, su quali fossero le richieste e le necessità dell'atleta. Tutte di carattere assolutamente lecito. Anche per questo siamo tranquilli». «Ci hanno sottoposto intercettazioni ambientali di cui non eravamo a conoscenza e di cui abbiamo contestato la metodologia della rilevazione», dice ancora l'avvocato. «Abbiamo chiesto di avere le cassette perchè i testi sono pieni di 'omissis', di 'incomprensibile' e di 'verosimilmente'. Sono state riportate solo le frasi negative. Ho visto che molti giornali le hanno già pubblicate, si va avanti con questo criterio di buttare prima gli atleti in pasto'' all'opinione pubblica ''e poi di dargli la possibilità di difendersi».
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