Niki TERPSTRA. 10. Risponde all’attacco di Vincenzo Nibali, poi se ne va con un’azione micidiale, devastante, che lascia senza fiato Vincenzo, senza parole gli avversari e a bocca aperta tutti noi. Dopo aver vinto la Roubaix quattro anni fa, ed essere finito 2° e 3° nel Fiandre, il 34enne corridore olandese vince un corsa che l’ha sempre visto nei dieci negli ultimi cinque anni. Secondo Monumento per Niki, che porta a 22 le vittorie in carriera. Ben 21, invece, sono le vittorie stagionali per la Quick-Step. Anche loro monumentali.
Mads PEDERSEN. 9. Ha 22 anni, dico 22. Fa una corsa pazzesca, sempre con il vento in faccia, sempre là a lottare con il temperamento del veterano. Arriva sfinito, ma è il più bravo dopo Terpstra, per noi è uno dei vincitori di giornata. E che giornata.
Philippe GILBERT. 7. La sua Quick Step è la squadra da battere e nessuno ci riesce. Lui è il faro del team, ma non riesce mai a mettere la freccia, anche se alla fine il suo terzo posto è più che gratificante.
Michael VALGREN. 7. L’anno scorso undicesimo, il danese della Astana. Quest’anno un prestigiosissimo 4° posto. Ha le classiche nel sangue, si percepisce che su queste strade sia a proprio agio. Era al suo secondo Fiandre: è bene ricordarlo.
Greg VAN AVERMAET. 5. Ci prova, più di testa che di gambe. Ci prova per non avere rimpianti. Non ne avrà: oggi questo valeva.
Peter SAGAN.5. Parte Vincenzo e lui lascia fare. Parte Terpstra e il campione del mondo aspetta che qualcuno chiuda: errore imperdonabile, per un corridore che per lunghi tratti sembrava pedalasse sul velluto. Agnellino.
Vincenzo NIBALI. 6. L’esordiente sa che l’unico modo per imparare è restare con i migliori. E ci riesce. Nel finale trova anche il tempo e il momento per provarci. Sulla sua strada incrocia però Terpstra, che vola. Vincenzo, invece, accusa la fatica, e finisce il suo primo giorno di scuola sui muri delle Fiandre con le gambe fiacche per la fatica (alla fine è 24°), ma con il sorriso di chi si è divertito e ha imparato qualcosa anche stavolta.
Gianni MOSCON. 5,5. Attento, diligente, ma sempre un po’ sulla difensiva. Si fa vedere nel finale, ma molto poco. Non è pimpante, in una corsa molto dura ed esigente. Il 21° posto, per uno come lui, non è gran che.
Zdenek STYBAR. 7. Il campione ceko lavora come un matto per la causa Quick Step, e alla fine porta a casa un 10° posto: cosa chiedergli di più?
Jasper STUYVEN. 6. C’è sempre. In questo tipo di corse non manca mai, ma fatica a fare il salto di qualità.
Tiesj BENOOT. 6,5. È giovane, ha talento, il suo piazzamento nobilita anche quelli fatti in precedenza, nobilita anche le nostre Strade Bianche. Michal KWIATKOWSKI 5,5. Si spegne quando dovrebbe accendersi.
Sonny COLBRELLI. 6. È inesauribile, anche quando sembra ormai in procinto di mollare. Il bresciano arriva al Fiandre con una condizione così così, ma la sua corsa non è assolutamente banale. Finisce 23°: ma finisce.
Matteo TRENTIN. 5,5. Non è al meglio, e si vede. L'infortunio di inizio stagione si fa sentire: lui è un po' meno.
Daniel OSS. 6. Sulle pietre rotolanti suona la rumba per Sagan. È sempre rock.
Filippo GANNA. 5. È il primo a provarci. Scalpita, ha voglia di dare battaglia, e di fare bene. Ci prova una, due, tre volte, poi al km 69 nasce la fuga di giornata e il ragazzo piemontese della UAE Emirates fa il suo. Esce però dal vivo della corsa troppo presto. Avrebbe tutto per restare almeno con Cortina di ferro, ma non ce la fa.
Alexander KRISTOFF. 6. È imbottito di antibiotici, non è al meglio della condizione, in ogni caso da il meglio, lottando come un gladiatore. Resta lì fin che può e finchè ne ha, poi pensa solo ad arrivare al traguardo, nella migliore posizione.
Alberto BETTIOL. S.V. Mette piede a terra, e non solo, quasi subito. Una caduta, che sulle pietre del Fiandre non è mai banale. Sono botte che restano sul corpo, e nell’anima.
Sep VANMARCKE. 6. Dove cadono Bettiol e altri malcapitati, per terra finisce anche lui. E dopo poco, ci rifinisce ancora. È uno degli uomini più attesi, ma non lo attendono. Deve rincorrere tutto il giorno, ma nel finale c’è: fa comunque una grande gara.
Wout VAN AERT. 7. Anche lui è un esordiente, al suo primo Fiandre. Non ha nelle gambe 6 ore e mezza di lavoro, ma questo ragazzo dimostra di essere un assoluto talento. Viene dal cross, ma ha un futuro anche su strada. E di strada ne farà sicuramente.
Jacopo GUARNIERI. 6. Grandissimo il suo lavoro nella prima parte di corsa in favore del suo capitano Arnaud Demare. Stesso discorso per il compagno di squadra alla Groupama Davide Cimolai. Peccato solo che Demare alla fine scompaia.
Oliver NAESEN. 5,5. Il campione del Belgio vive una giornata difficile, tra problemi meccanici e cadute. Con lui a terra finisce anche il talento Astana Alexey Lutsenko (S.V.), costretto al ritiro.
Ivan Garcia CORTINA. 8. Anima la fuga di giornata, tira come pochi, fa male come nessuno. Parte deciso il talento del Bahrain Merida in compagnia di Filippo Ganna (UAE Team Emirates), Marco Haller (Katusha Alpecin), Ryan Gibbons (Dimension Data), Aimé De Gendt (Sport Vlaanderen Baloise), Michel Goolaerts (Verandas Willems Crelan), Jimmy Turgis (Cofidis), Pim Ligthart e Floris Gerts (Roompot Nederlandse Loterij), Pascal Eenkhoorn (Team LottoNL Jumbo), Dimitri Peyskens (WB Aqua Protect Veranclassic). È il 22 enne spagnolo a mettere tutti alla frustra, e alla fine delle sue progressioni, il gruppo si assottiglia. Alla fine e prima della fine, restano in avanscoperta Ivan Cortina e Tom Devriendt Poi inizia il Fiandre.
D'accordo con le votazioni del Direttore. Personalmente darei un voto piu' alto al campione di ciclocross Van Aert un vero fenomeno.
Sagan..
1 aprile 2018 20:57Legend
Sono un grandissimo ammiratore di Sagan ma stavolta non ci sono scuse, la squadra l\'ha sostenuto discretamente e nessuno gli ha corso contro. Sagan è passato dall\'attaccare ogni tre minuti al non rispondere nemmeno più agli attacchi. Impietosa l\'immagine all\'attacco del Paterberg quando Sagan passeggia fianco a fianco con Stybar mente Terpstra si invola verso il successo.
Moscon?????
1 aprile 2018 22:30thered
Forse mi aspettavo qualcosa di più da Moscon, speriamo che prima o poi si sblocchi altrimenti resterà ancora uno dei tanti................! Anche perché sarebbe ora che che un Italiano si rifaccia vedere nelle classiche del NORD
Van Baarle
2 aprile 2018 10:01bertu
Credo, direttore, che anche la prestazione di Van Baarle meritasse un suo giudizio. Ha confermato di poter correre da protagonista e che il piazzamento del 2017 non è stato casuale. Se si tiene conto che è caduto (con Naesen), ha dovuto inseguire, a più riprese ha lavorato per Kwiato e Moscon, ha attaccato ed infine ha ottenuto un piazzamento migliore dei capitani, credo che si sia meritato almeno un 7.
Alberto Vico
Bei voti complimenti,
2 aprile 2018 12:25SERMONETAN
Perché è Nibali che si stacca a ruota su strada liscia 6 senza aver mai preso un filo di vento ,Guarnieri che tirava al vento 6 ,Sagan 5 maaaaaa
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