SBIRRI PIKKIATI, UN FENOMENO INACCETTABILE

LETTERA APERTA | 03/04/2018 | 07:37
Caro Direttore,
come cittadini e come sportivi che s’interessano di sicurezza, sia stradale che quella in generale, non possiamo che provare indignazione per le tante aggressioni subite dagli agenti di polizia durante la loro attività di controllo sulle strade.
Ma indignarsi non basta, occorre che al fenomeno venga data maggiore attenzione fino a produrre azioni che ne contrastino efficacemente la dimensione.
Le iniziative possono essere diverse, da quelle più semplice a quelle più impegnative.
Noi, del G.S. Progetti Scorta, vorremmo ribellarci a questo state di cose incominciando col suggerirti un gesto molto semplice: dare spazio ai dati pubblicati dall’ASAPS (Associazione Amici della Polizia Stradale) che da 8 anni, con il suo osservatorio “Sbirri Pikkiati”, sta monitorando il fenomeno di queste aggressione compiute dalle persone che vengono fermate nel corso dei vari controlli.
Ringraziandoti anticipatamente, cordiali saluti.
Silvano Antonelli – Presidente G.S. Progetti Scorta

COMUNICATO ASAPS

Un fenomeno quello delle aggressioni alle divise sempre più preoccupante e in forte incremento.
Nel 2017, il nostro osservatorio “Sbirri Pikkiati” ha registrato 2.695 aggressioni nei confronti di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia municipale, di operatori delle altre forze di polizia e in questo caso parliamo ovviamente solo delle aggressioni avvenute su strada durante i controlli delle forze di polizia con esclusione quindi di tutto ciò che riguarda la gestione dell’Ordine pubblico (stadi, manifestazioni, No Tav ecc.).

Il numero è in forte aumento con 482 aggressioni  in più e un incremento del 21,8% rispetto ai 2.213 attacchi del 2016. Nel 2015 le aggressioni da noi registrate furono 2.256.
Nel 2014 erano stati 2.266 nel 2013 2.286, mentre nel 2012 si era arrivati a 2.290. In Italia, dunque siamo passati in 5 anni da una aggressione ogni 4 ore a una ogni 3 ore con almeno un operatore di polizia che finisce in ospedale, spesso con conseguenze invalidanti, fisiche e psicologiche, che lo accompagneranno per tutta la carriera.

Nel 2017 in 447 episodi (16,6%) l’aggressore ha fatto uso di armi proprie o improprie (bastoni, coltelli, crick, in molti casi la stessa vettura per travolgere il poliziotto o qualsiasi strumento idoneo ad aumentare le conseguenze dell’aggressione). Nel 2016 in 412 casi, pari al  18,6% del totale (19,6% nel 2015).
I più colpiti dalla violenza si confermano ancora una volta i carabinieri, che da soli hanno totalizzato il 46,5% delle aggressioni (in tutto 1.252), dato in aumento rispetto alle 1.091 del 2016, ma la percentuale è in calo in quanto era al 49,3%.

Seguono la Polizia di Stato con 1.016 (37,7%) aggressioni in netto incremento rispetto alle 799 (36,1%) del 2016 e la Polizia Locale con 283 attacchi (10,5%). Anche in questo caso l’incremento è netto rispetto ai 212 referti (9,6%) del 2016 e gli altri corpi con 189  attacchi, 7%.

Nel corso del 2017, gli episodi avvenuti al nord sono stati 1.241 (46%) - 989 (44,7%) nel 2016 - quelli al centro 555 (20,6%),  496 (22,4%) nel 2016. Mentre le aggressioni registrate al sud sono state 899 (33,4%),  728 (32,9%) l’anno prima.  
Sempre molto alto, purtroppo, il numero di aggressori stranieri (comunitari e non): nel 2017 si sono resi responsabili di 1.231 episodi pari al 45,7%. Incremento consistente rispetto al 2016 quando gli episodi con stranieri furono 947 pari al 42,8%.
In 721 casi 26,8% l’aggressore è risultato poi ubriaco o drogato. Nel 2016 gli attaccanti ubriachi o drogati furono 651 (29,4%) (303 gli episodi per la sola droga in netto aumento rispetto ai 266 del 2016 e i 235 del 2015).

I dati confermano ancora una volta che l’argine di contenimento delle divise rispetto alla violenza che si manifesta ogni giorno sulle strade è sempre più fragile.
Allora ci ripetiamo fino allo sfinimento: Tutto questo avviene nell’indifferenza pressoché totale dell’opinione pubblica e  della stessa politica. Posizione pericolosa e ingenua. Del dilagare della violenza contro le divise sulla strada dovrebbero invece preoccuparsi per primi i cittadini ancor più degli agenti e carabinieri perché dopo l’argine ci sono loro come destinatari e vittime  di una violenza sempre più tracotante e  ormai di fatto quasi impunita. Fino a quando si potrà continuare in questo modo?

Giordano Biserni
Presidente ASAPS


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