GATTI&MISFATTI. PRIMA DEL LOMBARDIA SISTEMATE QUELLO CHE NON VA

GATTI&MISFATTI | 07/10/2017 | 17:34
di Cristiano Gatti        -

Mi sta molto appassionando la furibonda – ma elegantissima – contesa sul futuribile spostamento del Lombardia in primavera, proposta sulla Gazzetta da Pier Bergonzi, cui ha prontamente risposto su tuttobiciweb il direttore Stagi. Parentesi: quando si discute di ciclismo su questi temi e in questi modi, il ciclismo torna a essere una delizia.

Per quanto mi riguarda non voglio sovrappormi a due autentiche autorità del settore. Però una cosa la voglio proprio dire, al colmo dell’euforia italica, rivolgendomi per forza di cose soprattutto a Bergonzi: di tutte le storture, le criticità, i problemi del ciclismo contemporaneo, vogliamo andare a incidere su una delle poche cose che funzionano alla perfezione?

Certo Bergonzi non è fortunatissimo, perché la sua proposta cade proprio a poche ore da una delle più belle edizioni del Lombardia. Oserei dire un’edizione perfetta. Perfetta già per i campioni al via, dato che non considero Sagan un’assenza influente (il Lombardia non è proprio faccenda per lui) e neppure considero pesante quella di Froome (qualcuno mi racconti quante classiche ha mai nobilitato il re del Tour). Gli altri, i veri vip, c’erano tutti. Perché ridendo e scherzando, al di là e al di sopra di tutte le dicerie, il Lombardia resta misteriosamente e indiscutibilmente la signora delle corse, il più vero e il più sincero campionato del mondo il linea. E poi la particolare trama di questa giornata: i favoriti tutti davanti nelle fasi decisive, Pinot che prova da solo, Nibali – il favoritissimo – che si assume la responsabilità e la fatica di rincorrerlo in salita, quindi il grande Nibali che lo stacca in discesa e va a vincere in solitudine. Come panna montata il terzo posto di Moscon, il nostro domani.

Inutile girarci: Bergonzi non è fortunato, perché la sua idea potrebbe trovare terreno più fertile in una edizione moscia, che può sempre capitare, invece cade nel pieno di una giornata fantastica. E allora vengo al punto: che senso ha pensare a modifiche e cambiamenti, quali ragioni serie e fondate possiamo avanzare, di fronte a un simile spettacolo? Il più forte che vince la corsa più bella e più dura: ma che cosa vogliamo inventarci, di meglio?

Sostiene Bergonzi che non dobbiamo incistarci nella tradizione e nel passato, perche dobbiamo “pedalare il futuro”. Caro Pier, mi limito a pedalare nel presente e mi accorgo che non è poi così male, qui sul lungolago di Como. Proprio niente male. Voglio esagerare: è la giornata più bella della stagione, anche se è l’ultima. E non solo perché vince il nostro campione. Anche per quello, come negarlo. Ma è l’insieme della gara, con tutti i migliori là davanti a darsi battaglia, spendendo le ultime energie dell’annata, a rendere magnifico il colpo d’occhio. E il ricordo che ci porteremo nel prossimo inverno. Proprio per questo chiedo: davvero vogliamo andare col bisturi a inventarci questo lifting acrobatico, proprio là dove non si notano rughe e smagliature?

Niente è immutabile, nella vita. Tanto meno il Lombardia. Ma c’è tutta una frenesia di cervelli che vuole farci “pedalare nel futuro”, come quella storia di aggiungere salite alla Sanremo per farla diventare una mezza Liegi. Tutto si può fare. Però parliamoci chiaro: prima di toccare quello che funziona ancora così bene, mi concentrerei su quello che ancora non funziona. O che non ha mai funzionato. Caro Bergonzi, un lavoro immane.
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COMMENTI
Un Gatti senza peli sulla lingua.
7 ottobre 2017 19:07 canepari
Sintetizzando e parafrasando è come se dicesse: “Prima di fare il Ponte sullo Stretto, mettiamo a posto la linea ferroviaria dell’Isola…” E’ vero, c’è tanto da fare, tanto che funziona male nel ciclismo di oggi, ma qualche tentativo per vivacizzare un po’ qualche corsa ci può stare. Porto ad esempio il fatto che se i “Nostalgici Toscani” non avessero spinto per un’incursione nel passato delle strade sterrate non avremmo oggi una delle classiche più belle del ciclismo mondiale, anacronistica fin che vuoi ma spettacolare e ormai amata da tutti, anche da coloro che la sudano e sulle sue pietre si sbucciano le ginocchia. Dissento anche da Gatti quando dice che la Milano Sanremo va bene così. Certo è una bella cicloturistica con finale agonistico, dove partono in 200 e arrivano in 195 (vedi edizione 2017). Però un tentativo di cambiamento per la Classicissima, in modo da lasciare per strada un po’ di “zavorra”, ci starebbe bene salvo poi tornare sui nostri passi se la cosa non funziona. La firma autorevole della Gazzetta oggi ha fatto una proposta-provocazione che non è poi una bestemmia… Io non credo che sarebbe una furbata ma volendo si potrebbe anche provare, trovando alla partenza gente fresca e motivata e non corridori succhiati da una lunga stagione. Comunque il contradditorio educato, moderato e rispettoso delle altrui idee è sempre costruttivo, e ringrazio sia Pier che Cristiano per i loro concetti e i loro spunti di discussione.

Il Lombardia va benissimo così
8 ottobre 2017 18:07 AleC
E va bene con questa altimetria e questa collocazione, al più anticipato di una settimana.
Negli ultimi 10 anni ho visto molto più spettacolo al Lombardia che nella sopravvalutatissima Liegi (alla quale preferisco l\'amstel). I corridori da GT che sparano le ultime cartucce dandosi finalmente battaglia all\'arma bianca, e gli specialisti delle classiche che provano a resistere ai loro attacchi in salita.
Aggiungo che tra i corridori è in atto una bella controtendenza, vedi Froome e i suoi ripetuti assalti alla Vuelta, Nibali e altri da GT che fanno incursione nelle classiche, Sagan ovunque...e quindi meglio distribuiamo le corse belle e importanti nella stagione e meglio è.

Sulla Sanremo: secondo me \'stabilizzando\' le Manie e magari aggiungendo ancora una mezza salita, si riuscirebbe a fare un percorso più equilibrato tra sprinter e attaccanti. Ma ricordo che quest\'anno Kwiatkowski e Sagan ci hanno regalato anche una bella Sanremo. Conta lo spartito ma contano anche i suonatori.

previsione
8 ottobre 2017 23:59 pickett
Dopo il macello di ieri,la discesa di Nesso non verrà mai + riproposta,mettiamoci il cuore in pace.Di conseguenza,niente + muro di Sormano.

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