RAIMONDAS RUMSAS JR POSITIVO ALL'ORMONE DELLA CRESCITA
DOPING | 03/10/2017 | 11:47 «La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla
Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via
cautelare, l’atleta Raimondas Rumsas (tesserato FCI) riscontrato
positivo alla sostanza GHRP-6 a seguito di un controllo disposto dalla
Nado Italia out of competition effettuato a Capannori il 4 settembre
2017».Questo il testo del Comunicato stampa Coni pubblicato questa mattina.
Impossibile non ricordare i precedenti di Raimondas Rumsas senior e della sua famiglia: durante il Tour 2002, che il corridore chiuse al terzo posto, fu arrestata la moglie Edita, sorpresa dalla Gendarmerie di Bonneville con la vettura piena di sostanze vietate (corticoidi, testosterone, Epo, ormoni della crescita e anabolizzanti) che la donna ha sempre sostenuto essere destinate alla madre malata. Edita è rimasta in carcere per 74 giorni, poi il lungo processo e la condanna per entrambi i coniugi a 4 mesi di carcere.
Intanto nel 2003 Raimondas risultava positivo all'Epo e praticamente chiudeva la sua carriera agonistica.
Pochi mesi fa, la tragica scomparsa del secondogenito di casa Rumsas, Linas: corridore anch'egli, è morto all'improvviso e il suo decesso ha convinto la Procura di Lucca ad aprire un'inchiesta sui fatti, inchiesta tutt'ora in corso che ha portato al coinvolgimento dei dirigenti del team Altopack e dello stesso Raimondas Rumsas.
Ed oggi la notizia della positività di Raimondas junior, il figlio più grande. Una notizia agghiacciante.
PALAZZAGO. In merito alla positività del corridore Raimondas Rumsas, la società Palazzago si dissocia da quanto avvenuto. Nei mesi scorsi, dopo il decesso del fratello Linas, la società aveva lasciato al corridore abbigliamento e bicicletta per motivi "umanitari e di sensibilità", agendo con profondo e comprensibile rispetto " di fronte alla disgrazia familiare. Il corridore si gestiva in casa per conto proprio e si presentava alle gare in modo autonomo.
tristissima notizia, e mi asterrò dal commentare per effetto di tante vicende e situazioni particolari che possono pure riguardare certi aspetti personali.
Ma ripeto, notizia tristissima.
Francesco Conti-Jesi (AN).
senza parole
3 ottobre 2017 12:15noccio
....tremendamente vera la parola usata dalla redazione....AGGHIACCIANTE..
aggiungere altro in una situazione già così tragica per la morte di un figlio forse è superfluo....ok ti sei dopato tu, padre....ma con che coraggio dopi un figlio?!?!?!...se poi verrà fuori che il più piccolo è morto a causa di ste porcate ingerite da prendere Raimondas è non farlo più uscire dal carcere....mamma mia.. ho i brividi.....
amarezza
3 ottobre 2017 12:26limatore
non ci voglio credere........
Ma che ci serviva l\'antidoping
3 ottobre 2017 13:23SERMONETAN
Per i primi anni da under nn finiscono 1 dico 1 gara con i primi e poi al 3-4 anno volano e iniziano a vincere.E c\'e\' ne sono in gruppo che stanno volando e nn si sono mai visti prima e che mi ci serve il controllo per capirlo.la FCI o UCI devono mettere gente capace di seguire l\'evuloziozione di questi ragazzi di sapere un poco di cronostroria ciclistica vedrai quanti ne beccano.
nessuna sorpresa
3 ottobre 2017 14:16geo
Notizia triste, ma non mi lascia sorpreso.
La mela non è caduta lontano dall'albero.
3 ottobre 2017 14:53Leonk80
Tutto fa supporre che sia colpa dell'albero. Spero si faccia luce sulla morte del fratello.
Se il fratello è morto per doping e tu continui a doparti sei un aspirante suicida. Per i casi come Riccò la radiazione è l'unica cosa che può salvargli la vita.
Beh, nessuno commenta il comunicato della palazzago?
3 ottobre 2017 23:44mdesanctis
"la società Palazzago si dissocia da quanto avvenuto. Nei mesi scorsi, dopo il decesso del fratello Linas, la società aveva lasciato al corridore abbigliamento e bicicletta per motivi "umanitari e di sensibilità", agendo con profondo e comprensibile rispetto " di fronte alla disgrazia familiare. Il corridore si gestiva in casa per conto proprio e si presentava alle gare in modo autonomo."
Seeee... come no! E dopo tutti gli scandali che ci sono stati nel ciclismo, dopo tutto quello che si sa della famiglia Rumsas, tu, società lasci girare con i tuoi colori un corridori su cui non hai il minimo controllo?! Tutte vergini nel ciclismo giovanile...
Questo è ancora tutto il mondo del ciclismo anni 90 che non vuole andarsene e che nel dna ha il doping di quei tempi. Leggevo elogi per Direttori Sportivi ancora in auge che negli anni 90 già "torchiavano" i propri corridori a base di allenamenti e altro. Contenti voi. Ognuno si sceglie gli eroi che vuole (e che merita).
mdesanctis
Senza squadra
4 ottobre 2017 09:27Paracarro
Non avrebbe vinto le corse che ha vinto se avesse corso da solo, andava alle corse con la squadra ed erano ben contenti di farlo correre perché ha fatto un mese che volava...
Casualmente tutti estranei quando si rischia di aver le mani nella marmellata...vergogna
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