Julian ALAPHILIPPE. 10. Prima vittoria di tappa in un grande giro. Primo squillo di tromba per un talento vero, che riesce a vincere il derby del virus con Rafal Majka. Anche il transalpino nei primi giorni ha dovuto soffrire le pene dell’inferno, proprio come il polacco, ma si sa, i corridori hanno sette vite come i gatti e spesso sono “cagnacci” duri a morire. Julian regala la terza vittoria di tappa su otto alla Quick-Step. Dice: «Pensavo che la tappa più adatta a me fosse quella di domani». Si porta avanti con il lavoro.
Rafal MAJKA. 8. Tappa calda, tappa dura, tappa velocissima. Difficile entrare nella fuga di giornata, sul filo dei cinquanta all’ora. Alla fine il polacco ce la fa ad andare via con un bel drappello di colleghi, tra i quali Alaphilippe, Niemiec, Pauwels, Polanc e Novak. Il polacco si merita un gran bel voto, non tanto per essere entrato nella fuga di giornata, ma per non essersi arreso quando per tre giorni ha lamentato violentissimi problemi gastroenterici. Per uno come lui e con le sue ambizioni era più facile andarsene a casa che restare in corsa. Finisce terzo, ma non è finita qui.
Jan POLANC. 8. Questo è un gran bel corridore e non lo scopriamo oggi. Negli occhi ho ancora la sua bellissima affermazione al Giro sul traguardo dell’Etna (nel 2015 anche all’Abetone). È un passistone di assoluta classe, non si dà mai per vinto, lotta come pochi, non lascia mai nulla di intentato. In più di un occasione sembra dover alzare bandiera bianca, ma lui è abituato ad alzare sempre l’asticella e a dare gas: fino alla fine.
Cris FROOME. 6,5. Vuol portarsi avanti con il lavoro, perché oggi la condizione c’è, domani chissà. Per questo, quando sull’Alto Xorret de Catì scatta Contador, il britannico non sta a guardare e dopo aver preso le misure, “frulla” a più non posso. Fa male a molti, ma non a tutti. E non come forse avrebbe sperato. Se non cala lui c’è ben poco da stare allegri, ma qualcosa ci dice che qualcosa può accadere.
Alberto CONTADOR. 8. È uno spettacolo. Con lui i superlativi non sono mai banali o usati a sproposito. È un atleta pazzesco, di una classe senza eguali. L’ago della bilancia? Quello ammirato oggi una mina vagante, pronta a esplodere ancora.
Vincenzo NIBALI. 6. È vero, perde 16”, ma oggi ho avuto l’impressione che abbia resistito di più e meglio alle accelerazioni di Contador prima e di Froome dopo. Ha dovuto alzare un po’ il piede sull’acceleratore quasi in cima. Guadagna una posizione in classifica. Per oggi va bene così.
Fabio ARU. 6. In salita deve difendersi come è solito fare, con tutta la grinta e la determinazione di cui è capace. Non molla e risale sue posizioni in classifica. Anche per lui, va bene così.
Esteban CHAVES. 5,5. Dei grandi è quello che sembra meno brillante. Inizialmente era l’unico a tenere la ruota di Froome, ora è molto più vulnerabile. Ma la Vuelta è ancora lunghissima.
Tejay VAN GARDEREN. 5,5. Giornata d’arresto. Perde una manciata di secondi e una posizione in classifica. Capita.
Warren BARGUIL. 2. Il Bretone maglia a “pois” al Tour de France è stato rispedito a casa senza tanti complimenti dalla Sunweb per non aver rispettato gli ordini di scuderia che prevedevano che il capitano designato in questa Vuelta, Wilco Kelderman, dovesser essere aspettato. Ieri Kelderman si è staccato sull’Alto del Castillo e Barguil non l’ha atteso come richiesto dal team, arrivando al traguardo con il gruppo dei migliori. Per la cronaca il bretone aveva concluso la sua prova 50° a 8’38” da Meintjes, mentre l’olandese 52° a 8’55”. Nella generale Warren Barguil era 13° a 1’43”, Wilco Kelderman appena dietro al transalpino a 1’45”. È vero che Barguil il prossimo anno andrà alla Fortuneo, come è altrettanto vero che Warren ha fatto abbondantemente il suo dovere sulle strade di Francia, ma è altrettanto vero che la Sunweb in questa Vuelta aveva designato capitano Kelderman, che andava anche risarcito per il volo fuori programma al Giro, quando finì per tamponare una moto della polstrada nella tappa del Blockhaus. Inoltre, visti i piazzamenti e la classifica, Warren avrebbe dovuto aspettare il capitano designato perchè, in classifica, era comunque messo meglio di lui, visto che il sorpasso è avvenuto soltanto al termine della tappa. A casa mia se il team che ti stipendia ti chiede di fare una cosa, la si fa. La grandezza di Chris Froome (quando aiutò Wiggins), con tutti i mal di pancia del caso, o di Mikel Landa (quando ha aiutato Froome), sono sotto gli occhi di tutti. Barguil ha confermato il corridore che è e che sarà.
D\'accordo con lei sui voti a tutti meno che x i nostri due cosidetti \"paladini\" che mon avranno sempre la discesa x recuperare a me in salita sembrano un passo indietro rispetto a Froome ma e\' ancora lunga la vuelta e chissa\' anke se x intenderci io non tifo x nulla x Aru ne\' tantomeno x Nibali ...,poi ognuno ha la sua opinione come sempre ma di sicuro un Contador che attacca sempre e da\' spettacolo ci mankera\' alla grande%uD83E%uDD14
26 agosto 2017 19:33Tarango
Una ritorsione bella e buona quella ai danni di Barguil, come Venturini della Cofidis non convocato per il Tour dopo che aveva deciso di non rinnovare. Allora a Roche (Stephen) per la tappa di Sappada avrebbero dovuto dare l'ergastolo. Per inciso, la moto centrta da Kelderman al Giro fu solo colpa sua.
Articolo 5*
26 agosto 2017 20:14limatore
Chi ha i soldi ha vinto, ma qualunque sia il motivo, se aveva firmato non lo avrebbero cacciato.
26 agosto 2017 21:03BARRUSCOTTO
IERI IL DIRETTORE NON ERA IN GIORNATA ADDIRITTURA A DETTO POCA GENTE ALLA VUELTA AVETE VISTO OGGI CERTO NON CE GENTE DOVE CI SONO PIANTAGIONI DI ULIVO
Stagi,da cacciare sei tu!
27 agosto 2017 00:34pickett
Forse non ti sei accorto che sulle salite del Giro,quest'anno,non c'era neanche la metà del pubblico che vediamo alla Vuelta.Vai a rivederti i filmati del passaggio sul Mortirolo.Mai stata così poca gente come quest'anno.
Berna
27 agosto 2017 11:24fedaia66
e' un po' singolare cio' che dice..1 km di discesa..cosa vuole che abbiano recuperato..glielo dico io..nulla...
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