CORTI: VI RACCONTO IL GIOVANE FROOME

PROFESSIONISTI | 25/07/2017 | 07:36
Claudio Corti, 62 anni, è stato un ottimo corridore, campione del mondo su strada fra i dilettanti nel 1977 e poi vicecampione iridato fra i professionisti nel 1984. Ma non meno brillante è stata la sua carriera di dirigente e direttore sportivo - ha guidato tra gli altri dall’ammiraglia campioni come Bugno, Cipollini, Simoni e Cunego -, nel corso della quale ha scoperto numerosi talenti, fra i quali proprio Chris Froome, domenica vincitore del suo quarto Tour de France negli ultimi cinque anni.

Corti, è anche merito suo se Froome è diventato così forte?
«Ma no, però fui io a portarlo in Europa, anzi proprio in Italia».

Sono già passati 10 anni...
«Era il 2007 e la mia Barloworld correva in Sudafrica dove aveva sede lo sponsor. E al Giro del Capo vidi in gara Froome».

E subito se ne innamorò?
«Ne rimasi stupito. Mi dissero che era nato a Nairobi, in Kenya, da genitori britannici e che poi a 15 anni si era trasferito a Johannesburg e aveva iniziato a correre, quindi abbastanza tardi».

Che cosa allora la convinse?
«Un mio corridore, Cardenas, si impose nella prima tappa e Froome si piazzò fra i migliori dimostrando di andare bene in salita. Longilineo, con le gambe lunghe, non era ancora così magro ma mi piacque. Correva nel team Konica Minolta e gli chiesi se voleva trasferirsi con me in Italia».

E lui accettò subito?
«Sì, forse anche perché viveva in Sudafrica da solo, i suoi genitori Clive e Jane erano separati e li vedeva poco. Così venne ad abitare a Chiari, vicino a me a Brescia, e fece due stagioni con noi della Barloworld».

Ma com’era il primo Froome?
«Un po’ acerbo, inesperto, con problemi a stare in gruppo e tanta paura nelle discese. Ma in salita spingeva già forte».

Che cosa la stupì?
«Era molto determinato, più maturo di altri corridori stranieri venuti in Italia come lui. E intelligente, imparò in fretta l’italiano. Amava la bici, aveva cominciato con la mountain bike, poi passò alla strada dopo aver visto in televisione il Tour».

Lei intravide subito il campione?
«Non pensavo che avrebbe raggiunto livelli simili, ma dissi ad alcuni giornalisti che quel ragazzo un giorno sarebbe arrivato nei primi cinque al Tour».

E com’era Froome nella vita privata, lontano dal ciclismo?
«Preferì vivere da solo e non con altri miei giovani corridori stranieri, forse anche perché aveva una fidanzata a Milano e si sentiva più libero. Ogni tanto mi chiedeva la mia 126 per andarla a trovare e io gliela davo perché mi fidavo di lui. Era meticoloso, ordinato, amava già la tecnologia, si allenava tantissimo e sapeva quello che voleva».

Faceva già vita da fachiro?
«No, anzi. A volte si mangiava anche qualche panino farcito all’inglese, ma aveva una sua dieta particolare. Sul balcone di casa coltivava una pianta e poi ne mangiava i semi appena raccolti. Non ho mai capito che pianta fosse».

Lei lo buttò al Tour nel 2008 e al Giro l’anno dopo. Come andò?
«Bene. Al Tour prese solo poco più di 2’ da Cancellara in una crono molto lunga e al Giro tentò la fuga solitaria sulla dura salita di San Luca a Bologna, cedendo solo alla fine».

Pedalava già a frullatore?
«Non come oggi, ma lo stile era quello. Gran ritmo, anche se meno potenza. E non mollava mai. Dopo una Coppa Agostoni tornò a casa in bici per un altro centinaio di km con zaino in spalla».

Dai 30 mila euro lordi all’anno di allora ai 5 milioni di oggi: ne ha fatta di strada Froome...
«Un po’ ha stupito anche me, ma le doti erano evidenti».

Non lo trova troppo computer?
«Forse anni fa, ora meno».

A molti è antipatico. A lei?
«A me è molto simpatico».

È già fra i big di sempre?
«Certo, uno che vince 4 Tour...».

Ma ha vinto poco altro...
«E mi dispiace, perché una Liegi può conquistarla di sicuro».

E la doppietta Giro-Tour?
«Ormai è un’impresa, ma Chris potrebbe almeno provarci. Non credo però che lo farà».

Chi potrebbe essere il rivale di Froome nel Tour 2018?
«Magari Dumoulin. Aru? Per ora soffre la terza settimana».

Crede che Froome voglia arrivare a 5 Tour o magari a 7?
«A 5 va bene, ma 7 no, altrimenti poi la gente pensa male».

Giorgio Viberti, da La Stampa
Copyright © TBW
COMMENTI
5-7 tour?
25 luglio 2017 16:27 lodz
beh qui la gente pensava non male, malissimo già dopo il primo tour ;) ora siamo a 4, cosa devo dire? che ne vinca pure 7 se ne è capace, perchè fermarsi a 5 se non ha niente da nascondere?..al massimo poi succede quello già successo col texano;)

Frooom froom
25 luglio 2017 23:30 Fabrifibra
Se ricorda bene le vicende di Armstrong....lui è la fotocopia

Detto questo..
26 luglio 2017 10:50 SERMONETAN
Anche se ci sono dubbi vince,e gli altri per fare classifica stanno ao stesso livello.Avete noninato Amstrong qualcuno che lo accuso faceva di peggio ma solo per finire un giro o un tour ,

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


Finn Fisher-Black ha centrato il successo nel campionato nazionale neozelandese a cronometro che si è disputato nella notte italiana. L’alfiere della Red Bull - BORA – hansgrohe, già vittorioso lo scorso anno, si è confermato completando i 44 chilometri della...


Il vento che soffierà fino a 50 km/h, arricchirà una serie di curve che renderanno difficile mantenere la posizione in sella e per finire ci sarà una salita dai tratti irregolari. La cronometro della Volta a la Comunitat Valenciana sarà...


Scatta la caccia all'Oscar tuttoBICI Gran Premio Alé Cycling riservato alle Donne Élote e la domanda è una sola: Elisa Longo Borghini conquisterà il suo nono Oscar oppure troverà qualche avversaria in grado di metterle il bastone fra le ruote? Le pretendenti al...


Il grande ciclismo è pronto a tornare in Oman per 6 giorni di gara che ci porteranno alla scoperta dell’affascinante paese della penisola arabica. Il Tour dell’Oman scatterà ufficialmente sabato 7 febbraio, ma sarà anticipato dall’ormai tradizionale Muscat Classic nata...


Quando a Lucca si parla di ciclismo non si può che sfociare sui nomi di Mario Cipollini e Ivano Fanini: due capannoresi che hanno tracciato un'epoca, uno da corridore e l'altro da dirigente. Ora è il secondo atirare la volata...


Paola Gianotti affianca il progetto Bike4Truce_Rims of Peace 2026, promosso dalla Fondazione Olos Onlus, diventandone testimonial e madrina ufficiale. Il progetto nasce per sostenere e rilanciare il principio della tregua olimpica, sancito da una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e...


Torna questa sera alle 20.30 sulle frequenze di Teletutto l'appuntamento con Ciclismo Oggi, lo storico appuntamento dedicato al ciclismo giovanile. Una puntata interamente dedicata ad uno degli appuntamenti più amati dagli sportivi bresciani. Stiamo parlando del Trofeo Città di Brescia che anche nella...


Il Club Glorie del Ciclismo Toscano, nato nel 1988 a Montemurlo, oggi presieduto dall’ex professionista fiorentino Roberto Poggiali coadiuvato efficacemente dal segretario Giuliano Passignani, ha concluso il lavoro organizzativo dell’annuale raduno degli ex corridori della nostra regione in programma domenica...


Conto alla rovescia per l’inizio della stagione ciclistica dilettanti in Toscana anticipata da regolamento a metà febbraio con la due giorni del 14 e 15 al Mugello Circuit di Scarperia organizzata dalla Virtus VII Miglio. Una decina quest’anno le squadre...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024