I VOTI DI STAGI. THOMAS E FROOME RE, PORTE PAGGETTO

I VOTI DEL DIRETTORE | 01/07/2017 | 20:21
di Pier Augusto Stagi       -

Geraint THOMAS. 10. Merita di vestire il giallo. Merita perché il gallese di Cardiff viene risarcito almeno in parte di ciò che il Giro d’Italia gli ha tolto, quando ai piedi del Blockhaus è rimasto coinvolto nella famosa caduta che ha tagliato fuori dai giochi anche Landa e Keldermann. È l’uomo in più del Team Sky. È l’uomo in più per Chris Froome. È l’uomo che può fare e disfare, prima di costruire l’ennesimo trionfo, che oggi è stato appena abbozzato. Ma sembra proprio già scritto.

Chris FROOME. 9. Si sa, nei Grandi Giri ci sono le corse nelle corse. Quelle per la tappa, per le varie classifiche e per la maglia gialla. Lui, per non sbagliare è già lì: per tutto. Soprattutto, messo meglio di tutti. Dicono che questo Tour sarà duro: più guardo la cartina e più non lo trovo così duro. Dicono che questo Tour si deciderà in montagna: io penso che il cronometro sarà ancora una volta il giudice supremo. Tanto per incominciare il sudafricano bianco ha già portato via in 14 km 36” a Quintana, 35” a Porte, 40” ad Aru. Pensate che sia così facile recuperarglieli?

Tony MARTIN. 4. Era il favorito della vigilia, correva sulle strade di casa, con le spalle fasciate dall’iride, convinto di poterlo coprire con la prima maglia gialla di questo Tour. Perde, e anche piuttosto nettamente. È lui, oggi, il grande battuto.

Richie PORTE. 4. Tra gli uomini di classifica, tolto Froome, è quello che va meglio a crono. Oggi però il tasmaniano va al rallentatore. O meglio, va come tutti gli altri. Dicono che in ogni Grande Giro lui solitamente viva una giornata storta. Parte subito storto.

Vasil KIRYENKA. 7. È uno che nelle prove contro il tempo non scherza assolutamente, e anche oggi corre per vincere. Ci arriva molto vicino.

Stefan KUENG 8. Cinque secondi. Perde per soli 5”, ma sono sufficienti per incamerare una sconfitta, anche se la prova di questo ragazzo elvetico è assolutamente da applaudire.

Taylor PHINNEY. 6,5. Fa una buona prova, dopo una serie impressionante di contrattempi e incidenti di varia natura. Il ragazzo c’è.

Jos VAN EMDEN. 5. Il vincitore della crono finale del Giro, da Monza a Milano, delude profondamente. Brutta prestazione per il corridore olandese.

Alexander KRISTOFF. 6. Prova sufficiente, non eccezionale per un velocista che spera, con il gioco degli abbuoni, di vestire nei prossimi giorni la maglia gialla. È tra i più scomposti in bicicletta: voto 4, per lo stile.

Alejandro VALVERDE. S.V. Strada bagnata, equilibrio precario, in quella curva maledetta dove sono caduti in precedenza tanti altri corridori, cade anche il murciano. Scivola via a tutta velocità, e finisce la sua corsa planando sull’asfalto prima di picchiare violentemente contro le transenne. La “guigne” ci ha messo lo zampino. Lui ci ha rimesso la gamba. Frattura della rotula.
 
Jonathan CASTROVIEJO. 5,5. Lo spagnolo è un ottimo cronoman, visto che ha nelle proprie corde l’esercizio, nel proprio Dna il gesto tecnico. È uno specialista, non per niente veste la maglia biancastellata di campione europeo della specialità. Fa registrare un buon tempo: per uno normale, non per lui.
 
Peter SAGAN. 6,5. Fa una buona crono, senza lode e senza infamia. È un talento, e anche in queste prove contro il tempo lo dimostra una volta di più.
 
Thomas VOECKLER. 5. Non è uno specialista del cronometro, ma è specialista in facce e facciacce. Anche oggi vince il premio simpaty.

Matteo TRENTIN. 9. Fluido nella pedalata, e altrettanto nella parlata: inglese. Prova superlativa per il ragazzo trentino, che qui al Tour ci è arrivato chiaramente con una condizione più che buona. Ha tutto per lasciare il segno, e puntare nei prossimi giorni ad un sogno tutto a tinte gialle.

Fabio ARU. 6. Doveva cercare di restare lì, con la nobiltà del Tour. Sa perfettamente che re Froome è di un altro pianeta. Per ora lo osserva da lontano, ma lui è pronto a volare, assieme ai suoi sogni.

Jakub FUGLSANG. 6. Non è un cronoman puro, ma non è nemmeno uno qualsiasi.
Non è un drago nelle prove contro il tempo, ma neanche chi dovrebbe esserlo stavolta lo è.

Robert GESINK. 6,5. L’olandesino è l’eterna incompiuta, ma oggi disputa una buonissima prova, perdendo meno di altri: arriva a soli 19” da Froome.

Nairo QUINTANA. 6. È sui suoi livelli, in una prova come quella di oggi non può certo inventare nulla. Ora ha il dovere di osare, di provare a fare qualcosa in più. Sempre che non corra con un solo credo: fare podio.

Luis MENTJES. 5,5. Tra gli uomini di classifica è tra quelli che perde di più. Un po’ troppo: lento.

Esteban CHAVES. 5,5. L’uomo che sorride, non perde il buon umore, nonostante oggi non ci sia nulla di cui stare allegri. Ma questa è la sua forza.

Alberto CONTADOR. 6. Nelle ultime sue partecipazioni ci ha già rimesso più e più volte l’osso del collo, oggi lo spagnolo ha puntato a restare in piedi: missione compiuta.
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COMMENTI
Calma
2 luglio 2017 08:07 maurop
Due secondi e mezzo a chilometro sotto la pioggia tra Froome e Nairo e anche Aru non mi sembrano questo gran distacco...e dire che il Tour si deciderà a cronometro vale solo se in salita vanno tutti nello stesso modo....se qualcuno è appena più forte non riuscirà a guadagnare almeno un minuto un minuto e mezzo sugli altri? Certo il team Sky potrà dare una grossa mano a Froome in montagna e Quintana senza Valverde perde un uomo importante

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