LUTTO | 14/06/2017 | 09:41 Si è spento la notte scorsaHeinVerbruggen, era da tempo malato di leucemia. Mercoledì prossimo, il dirigente olandese avrebbe compiuto 76 anni.Verbruggen è stato presidentedellaUnione Ciclistica Internazionale dal 1991 al 2005 oltre che membro del Comitato Olimpico Internazionale.
Nato nel 1941, era esperto di marketing e dirigente di aziende internazionali ed entrò nel mondo del ciclismo nel 1975 come consigliere della Federazione olandese e poi qualche anno più tardi curando la sponsorizzazione della Flandria tra i professionisti. Nel 1979 è diventato consigliere della Federazione internazionale, ricoprendo il ruolo di vicepresidente nel 1982 e nel 1984.
Nel 1991 è diventato presidente dell'UCI, ruolo che ha ricoperto fino al 2005 accompagnando il ciclismo nella sua fase di modernizzazione, ottenendo risultati importanti come l'apertura dei Giochi Olimpici ai Professionisti e varando, nel suo ultimo anno di presidenza, il tanto criticato ProTour, oggi World Tour.
La sua gestione ha attraversato anche gli "anni dell'Epo", gli "anni di Armstrong" e Verbruggen è stato anche indagato dalla Commissione Indipendente istituita dall'Uci che però lo ha assolto.
Dal 1996 al 2008 è stato membro del Comitato Olimpico Internazionale e quando si è dimesso, dopo aver curato in prima persona i Giochi Olimpici di Pechino, è stato nominato "membro onorario" del Cio stesso.
Alla famiglia del presidente Verbruggen giungano le più sentite condoglianze da parte della redazione di tuttoBICI, tuttobiciweb.it e tuttobicitech.it
Al di là di ogni possibile critica è stato un grandissimo dirigente, un pioniere ed un visionario. A lui si deve, indiscutibilmente, la mondializzazione del ciclismo ed il fatto che grandi multinazionali abbiano cominciato ad investire in questo sport. Uomo di grande potere, alcuni sostenevano che fosse il dirigente sportivo più influente a livello mondiale. Fino a qualche anno fa ha ricoperto il ruolo di presidente di SportAccord, una sorta di ONU delle federazioni sportive mondiali, un incarico prestigioso e nobile.
Alcune sue omissioni e leggerenze in vicende di doping rimangono difficilmente perdonabili, ma la sensazione è che al pari di Lance Armstrong sia stato utilizzato come capro espiatorio simbolico, da un ambiente un poco ipocrita.
L'attuale presidente Cookson non ha mai avuto le sue idee innovative, il suo carisma e soprattutto le sue capacità.
Riposi in pace.
A me non è mai piaciuto
14 giugno 2017 12:00The rider
Dispiace, ma io non lo ricordo con piacere, visto soprattutto che per soldi ha coperto Armstrong Per anni e anni!
Pontimau.
Diciamo che...
14 giugno 2017 12:44IngZanatta
Ha avuto molti meriti, ma non certo quello della lotta al doping. Riposi in pace, ma personalmente credo che i posteri non lo ricorderanno.
Diciamo che è stato la spalla ideale per far parlare tutti gli ipocriti.
14 giugno 2017 16:08Bastiano
In un mondo fatto di persone che la lotta al doping la vuole fare solo di facciata, lui è satana ma, se vogliamo essere seri, dobbiamo dire che è stato un ottimo dirigente, visionario in tante cose e latitante (al pari di tutti i suoi successori) sulla lotta al doping.
Riposa in pace
14 giugno 2017 19:11blardone
Purtroppo ignoranza di chi scrive certi commenti non cambierà mai .
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