GATTI&MISFATTI. CARI CALCIATORI, GUARDATE KANGERT E VERGOGNATEVI

GIRO D'ITALIA | 22/05/2017 | 16:06
di Cristiano Gatti        -

Se non fosse per l’insano gesto di alcuni corridori sconsiderati, che in prossimità del Blockhaus hanno puntato a sessanta orari l’enorme moto di un poliziotto intelligentemente parcheggiata in strada (riporto alla lettera la versione ufficiale dell’intera carovana), se non fosse per quei masochisti irresponsabili verrebbe da concludere che questo Giro è il massimo della sicurezza, con il minimo delle cadute.

Io però ci andrei molto piano. Sono convinto che a salvare finora molte ossa e molte chiappe sia il bel tempo. Soprattutto in certe tappe del sud. Ma anche nell’ultima di Bergamo, che da parte sua presentava discesine per niente simpatiche.

Nonostante questo, proprio la tappa orobica è sulla bocca di tutti per un’immagine terrificante che ha tolto il fiato in diretta e poi nei Tg nazionali. All’indomani sono entrato in una panetteria bergamasca e la sciura mi ha subito rivolto una domanda ansiosa e ansiogena: lei è al Giro, ma come sta quel povero ragazzo, quello che è volato sopra il cartello, santo cielo che caduta, roba da rompersi l’osso del collo, poer fiol…”.

Tanta apprensione, tanto affetto, tanta ammirazione si respirano ovunque per il povero Kangert. Naturalmente. La sua spaventosa caduta è finora il fermoimmagine più horror dell’intero Giro. La gente, soprattutto quella fuori dal recinto ciclo, è sorpresa e incantata di fronte a quel volo con salto mortale. In un modo che nessuno vorrebbe più vedere, in un modo persino macabro, Kangert ha suo malgrado firmato uno dei più grandi spot per il ciclismo. In quella caduta, ma più ancora nei secondi successivi, quando seduto sull’asfalto si gratta soltanto il gomito, come si fosse sbucciato scivolando dalla sdraio, in quella naturalezza senza drammatizzazione sta tutta l’estetica e tutto il valore di questi atleti.

In un solo attimo, tutti hanno tirato la stessa conclusione: questi sì sono uomini speciali, non c’è doping che tenga, fanno un mestiere pericolosissimo, fanno voli di questo genere e cercano subito la bicicletta. Mini spot dello stesso genere anche da parte di Formolo, il nostro eroico Davide, che tutti hanno visto annodarsi con la bici contro un muro di cemento armato, scendendo da Selvino, ma poi subito pronto a riprendere la bici per non perdere secondi preziosi, senza star troppo a pensare che in certe cadute si può anche perdere la vita tutta intera.

Nel giorno del riposo, mentre Formolo spalma unguenti sulle pelli scorticate e ringrazia il suo Dio, mentre Kangert si consegna ai medici perché gli guariscano il più in fretta possibile quel suo gomito spaccato, tutti li pensano un po’ eroi e un po’ martiri. Comunque, li pensano con tanta ammirazione e con vera compassione.

Per quanto mi riguarda, mi associo ovviamente alla moltitudine che tira un sospiro di sollievo dopo quelle tremende cadute. Ma ugualmente non voglio perdere l’occasione per dedicare quei fotogrammi all’atleta calciatore di tutte le latitudini, quel genere di atleta che al minimo contatto stramazza sul pratino di morbida moquette erbosa, agitandosi in teatrale agonia. So di sfruttare anche un po’ di bieca retorica, ma quando ci vuole ci vuole. Atleta calciatore, riguardati un paio di volte la caduta di Kangert. Poi arrossisci. Non devi fare nient’altro. Al limite, provare solo un poco di giusta vergogna.
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COMMENTI
persa un altra occasione..
22 maggio 2017 16:39 bernacca
x starsene zitti! cosa c'entra il calcio?? il ciclismo se si continua con questi paragoni dimostra la propria inferiorità al calcio. Io potrei dire.... bravi allocchi, rischiate la vita per guadagnare una posizione invece di pensare a salvarvi la pelle... suvvia ci sono ben altri argomenti da proporre caro sig. Gatti

superiorità del calcio...
22 maggio 2017 19:26 acr1919
parliamone, i calciatori sono delle "fighette" e per un calcetto
sembra che siano dietro a morire (detto da uno che è 27 anni che segue
il calcio allo stadio)...superiorita? quando vedi delle partite che
se va bene ti fanno addormentare?
sul fatto che i ciclisti siano degli allocchi, beh, questa
affermazione mi fa capire che forse non hai mai visto una corsa in vita tua....


22 maggio 2017 21:49 BARRUSCOTTO
SEMPRE PIACEVOLE LEGGERE I TUOI ARTICOLI CHI AVEVA SCRITTO CICLISTI CAMPIONI AMATI CALCIATORI CAMPIONI INVIDIATI

Si vergognino gli organizzatori,piuttosto
22 maggio 2017 23:12 pickett
Il paragone coi calciatori è trito e ritrito,scritto e riscritto centomila volte,da trent'anni,quindi Gatti poteva risparmiarsi questa scontata banalità;é come una barzelletta che conoscono già tutti,e non fa + ridere nessuno.Se la memoria,non mi inganna,però,alla Vuelta dell'anno scorso Krujiswik ebbe un incidente del tutto analogo,andando a sbattere contro un paletto,e su questo sito tutti si scatenarono contro gli organizzatori.Ricordo male?

Non confondiamo
22 maggio 2017 23:28 rufus
Ammiro Cristiano Gatti, pungente e mai banale nelle sue considerazioni, ma stavolta non mi trova d'accordo. Fortunatamente i ciclisti sono molto diversi dai calciatori, sono proprio un altra cosa, e continuare a fare paragoni non ci porta da nessuna parte. Nel ciclismo non c'e' un arbitro da dover ingannare per avere un rigore, semplicemente chi e' piu' forte vince.

Comunque è vero
23 maggio 2017 12:00 runner
Paragone trito e ritrito o meno, quello che afferma Gatti è verissimo: i calciatori paragonati ai ciclisti sembrano delle caricature a livello atletico. Basta vedere come si conciano, che ritmi blandi di gioco hanno(spesso non sono in grado di reggere novanta minuti di gioco, con un intervallo di un quarto d'ora e innumerevoli pause per falli o altro e spesso con i crampi...), che "versi" fanno non appena vengono toccati, ecc.
E la pura verità.

TuttoGattiweb
23 maggio 2017 12:16 spaccabici
Come dice pickett il paragone è trito e ritrito, anche se assolutamente condivisibile. Quello che però io sinceramente non capisco è la necessità di Gatti di processare qualcuno tutti i giorni. A partire dalla bassezza del tono con cui continua a parlare della moto sul Blockhaus, dando del deficiente a chiunque la pensi diversa da lei e continuando a inventarsi versioni assurde (non ho sentito nessuno accusare i corridori di essere dei deficienti che si sono buttati sulla moto, ma solo che la caduta non è stata innescata dal motociclista, che è un'altra cosa). Il percorso è da imbecilli perché Doumulin ha guadagnato troppo, e la polizia è scema, e Quintana è antipatico, e si stava meglio quando si stava peggio. Che bisogno aveva di dedicare un intero articolo ai calciatori, che col ciclismo non c'entrano una beata fava?. Questo non solo non è ciclismo, ma neanche giornalismo. Vorrei veramente sapere da lei perché ritiene che questo articolo debba avere uno spazio su una rivista che si chiama TUTTOBICI.

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