CAMPENAERTS. «BASTA AMBIZIONI PERSONALI, VOGLIO VINCERE GIRO E TOUR CON LA SQUADRA»

PROFESSIONISTI | 17/01/2026 | 08:25
di Francesca Monzone

Victor Campenaerts non è mai stato un corridore noioso, né in bici né nel tempo libero da dividere con i compagni della Visma-Lease a Bike. Belga, 34 anni, già primatista dell'ora, è stato un formidabile cronoman (due volte campione europeo) e poi si è trasformato in uomo-squadra come pochi.


Nel 2026 scorterà Jonas Vingegaard al Giro d'Italia (che ha già disputato 5 volte) e al Tour de France (4 presenze): niente classiche del pavé, invece. La richiesta è partita proprio dal danese, che ha grande fiducia in Campenaerts. «Ho un ottimo rapporto con Van Aert e non vedevo l'ora di aiutarlo nelle classiche l'anno scorso, ma non ci sono riuscito. Anche se posso certamente congratularmi con me stesso per il mio lavoro al Tour – ha detto scherzando Campenaerts - Così come quel Matteo Jorgenson era incredibilmente contento di me alla Parigi-Nizza. O Vingegaard al Tour e alla Vuelta. Sono entrato in squadra con il sogno di tagliare il traguardo sugli Champs-Élysées in giallo con Jonas». 


I manager della Visma-Lease a Bike l'hanno detto alla presentazione: «Siamo convinti di poter vincere il Tour». Campenaerts è un uomo che non gira troppo intorno alle cose e va subito dritto al punto: «Se la squadra dovesse stare qui e pensare: 'Uffa, proveremo a finire di nuovo secondi', farei lo stesso di Simon Yates e smetterei di correre. Non sono ricchissimo, ma mi guadagno bene da vivere e voglio sicuramente lavorare dopo la fine della carriera. Non ho più ambizioni personali: l'unica cosa che voglio ancora è vincere i Grandi Giri con la squadra».

La domanda è sempre la stessa: come si fa a battere Pogacar? «Guarda, l'anno scorso abbiamo cercato di rendere la gara estremamente dura, eppure Pogacar ha vinto. I nostri analisti di dati hanno analizzato tutto: quanto tempo Vingegaard ha trascorso al di sopra della sua Ftp (livello di potenza alla soglia, ndr) al Tour, quale stimiamo sia la Ftp di Pogacar e quanto tempo ha trascorso al di sopra, quanti zuccheri hanno bruciato entrambi. Adoro lavorare con i dati, ma quando ho sentito tutto questo, sono stato contento di non doverci avere a che fare».

E poi: «La cosa impressionante del ciclismo di oggi è che i corridori di punta, che sono pochi – Pogacar, Vingegaard, Evenepoel e Van der Poel – stanno crescendo più velocemente degli altri. È proprio questa la difficoltà di tutte queste analisi: non si può prevedere cosa farà Pogacar. L'unica cosa certa è che correranno di nuovo più veloci».

Campenaerts è tornato alla Visma nel 2025: aveva fatto parte del nucleo storico della Jumbo nel 2016 e 2017, quando c'erano Roglic, Gesink, Kruijswijk. Negli ultimi anni, però, la formazione olandese ha perso parte del budget e non è tra le più ricche del World Tour. Dice Campenaerts: «Non c'è una grande differenza in termini di guida, pianificazione e competenza tra oggi e allora, quando il budget era molto ridotto e i corridori di punta pochissimi. In tutte le altre squadre per le quali ho corso, non ho mai sperimentato la stessa struttura di qui. Pensavo: siamo tornati indietro di dieci o vent'anni. In poche parole: denaro e prestazioni non sempre vanno di pari passo».

La squadra ha perso Benoot, Van Baarle, Kooij, Uijtdebroeks e Simon Yates si è ritirato. «Richard Plugge ha letteralmente ammesso che non è possibile per la squadra offrire cifre esorbitanti ed è fondamentale fare acquisti intelligenti. Come Matthew Brennan, che ha fatto furore l'anno scorso per meno di centomila euro. Sono sicuro che Grischa Niermann e gli altri team manager abbiano l'occhio giusto per scegliere ragazzi di talento. Oggi nello sport ci sono molti dati, ma posso dirlo onestamente: se guardassero solo i dati, non sarei nemmeno stato selezionato per il Tour, a colazione ne ridevamo ancora. Dovremmo fare una specie di Belgium's Got Talent con la squadra, dove troviamo un nuovo corridore organizzando una corsa a eliminazione sul Col des Rates».

A conferma delle sue parole, Campenaerts ha spesso sorpreso amici e avversari con le sue prestazioni in salita l'anno scorso, e nelle corse a tappe. Ma non era solo una questione di watt per chilogrammo? «In principio sì, ma si tratta anche di chi riesce a dare il massimo quando la dirigenza del team viene nella tua stanza il giorno prima e ti dice: A quel punto, sarai in testa al gruppo con il resto della squadra alle tue spalle e correrai finché non ci saranno più gregari delle altre squadre. In tanti danno il massimo sui rulli, ma non riescono poi a gestirlo in gara».


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COMMENTI
Lungimirante
17 gennaio 2026 09:43 Drew70
Ottima scelta per Victor, ha scelto la strada migliore per continuare a correre e rinnovare il contratto, con il motore, la testa e il cuore che ha è l'uomo che tutti vorrebbero al proprio fianco.

Un grande
17 gennaio 2026 15:26 frankie56
Uomo concreto come del resto in bici. Belle e semplici esternazioni. Penso che avere a disposizione uno forte, esperto e che cresce col passare delle tappe, dia una certa sicurezza al suo capitano. Minga trop bal: giù la testa e menare. Per fortuna, deglia latri, ha qualche lacuna in salita, altrimenti sarebbe un vero problema per tutto. Grande Victor. Buona stagione.

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