I VOTI DI STAGI. THOMAS COME QUINTANA: ENTRAMBI VOLANO

GIRO D'ITALIA | 14/05/2017 | 18:00
di Pier Augusto Stagi       -

Nairo QUINTANA. 10. Io e lei. Lui e la sua bicicletta. Alza il ditino e ricorda a tutti chi è, da dove viene, come pedala e cosa è venuto a fare qui al Giro. Il colombiano vince, dedica la sua vittoria sul Blockhaus a Michele Scarponi e alla sua famiglia e si tinge di rosa. Quattro scatti per immortalare il Giro. Sul Blockhaus va su come una moto: fa meno danni di quella della polstrada, ma fa ugualmente male. Giro finito? Quello no, ma tramortito sì. Dicono: c’è ancora tanta montagna. Appunto, non vi è bastato lo show offerto oggi da Quintana? Vedrete, è lui che non ha finito: di divertirsi.

Thibaut PINOT. 8. Duro a morire, resiliente come pochi. È un elastico che si allunga per poi accorciarsi lungo le arcigne pendenze del Blockhaus. Va avanti e indietro. Rimonta e si stacca. Si fa riprendere e poi va. Alla fine perde, ma con onore.

Tom DUMOULIN. 9. È un cronoman che conosce il ritmo del tic tac. Scandisce pedalate a tempo di musica. Salita secca, tappa corta. Lui non molla: martedì sarà in rosa.

Bauke MOLLEMA. 7,5. Si difende con i denti, aggrappato al manubrio, se potesse si attaccherebbe volentieri alla maglia del connazionale Tom Dumoulin, ma per oggi va bene così.

Vincenzo NIBALI. 6,5. Fin quando può va su in agilità e rintuzza con grande sicurezza i tre attacchi di Quintana. Poi paga lo sforzo, in un punto in cui lo sforzo è massimo. Il suo Giro è appena incominciato: le sue tappe devono ancora venire. Snodo importante: la crono di martedì. Le prove contro il tempo dicono sempre la verità.

Geraint THOMAS. 10. Rischia di tornare a casa, invece dopo essere finito gambe per aria, si rimette in sella e per lunghi tratti va su veloce come un Quintana qualsiasi. Il colombiano può solo fermarlo una moto in mezzo alla strada, ma il Giro del gallese non è assolutamente finito.

Domenico POZZOVIVO. 6. È uno scalatore puro, ma anche lui ama i tapponi di altissima montagna, lunghi e logoranti. Oggi è lui a logorarsi troppo. Fa il compitino, in attesa dei veri esami.

Tanel KANGERT. 6,5. L’estone dell’Astana si mette in proprio e prova a fare classifica. E qualcosa porta, per il momento, in albergo.

Ilnur ZAKARIN. 5,5. Era tra quelli che sembravano poter stare meglio, oggi nel primo esame di montagna rimbalza.

Davide FORMOLO. 6. Benino. Corre sulla difensiva, cercando di stare sulle ruote degli altri. Bisogna solo vedere la tenuta: se nella terza settimana cresce, allora siamo sulla strada giusta.

Wilko KELDERMAN. S.V. Finisce a tutta velocità contro la moto della polstrada. Si rompe SOLO un dito: è questa l’unica notizia buona di una giornata da dimenticare.

Dario CATALDO. 6
. Sulle strade di casa fa quello che può, cerando di dare una mano anche a Kangert.

Bob JUNGELS. 5. La maglia rosa rimbalza quasi subito. Probabile che nella crono di martedì possa risistemare alcune cose, ma, visto oggi, in montagna c’è poco fa fare: almeno per quest’anno.

Tejey VAN GARDEREN. 4. Considerato da molti tecnici e osservatori un predestinato del pedale, corresse una volta da campione. A modo suo è un vero talento: dell’illusionismo.

Adam YATES. 7. Finisce in terra con Thomas e Landa: alla fine cerca semplicemente di arrivare. E arriva.

Mikel LANDA. S.V. Arriva a quasi 27’. Cercherà di recuperare le botte rimediate nella caduta provocata dal poliziotto della polstrada, anche se il basco le botte avrebbe voluto darle. 

Matteo BUSATO. 7. Il ragazzo della Wilier Selle Italia va all’attacco con Alexey Tstatevich (Gazprom - RusVelo), Mads Pedersen (Trek - Segafredo), Marco Marcato, Sacha Modolo (UAE Team Emirates), Omar Fraile (Dimension Data), Jan Tratnik (CCC Sprandi Polkowice), Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale), Luis Leon Sanchez (Astana), Iljo Keisse (QuickStep - Floors), Pierre Rolland (Cannondale - Drapac) e Tomasz Marczynski (Lotto Soudal). Tanta fatica, molta volontà, ma oggi i Movistar non concedono nulla: li tengono per tutto il giorno lì, a tiro. Poi tirano la rete. Gol.

Dave BRAILSFORD. 10. Sull’accaduto di oggi, la prende con filosofia e stile prettamente british: «Sono cose che accadono nello sport. Bisogna stare tranquilli e non reagire troppo emotivamente. Sarebbe stato bello vedere i ragazzi lottare con gli avversari, eravamo fiduciosi sia per Mikel che per Geraint, ma non avremo mai le risposte. La moto non avrebbe dovuto essere lì, credo che tutti lo abbiano visto. Ma sono sicuro che il motociclista se ne renda conto e vada lasciato tranquillo. Ma credo che sia normale guardare indietro e porsi domande sul perché sia accaduto ecc… Dal punto di vista agonistico, possiamo solo cercare di rialzarci e andare avanti. Questo è quello che faremo». Lezione di stile.

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COMMENTI
Complimenti a Brailsford
15 maggio 2017 06:40 Savo
Concordo con lei sulla lezione di stile del DS della sky, forse in questa occasione ha guadagnato qualche punto perso in passato.

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