MAGNIER È IL PIÙ FLUIDO, STUYVEN IL PIÙ PILOTA, BRAMATI IL PIÙ PIANGINA. E MILAN...

di Pier Augusto Stagi

Paul MAGNIER. 10 e lode. Alla fine scavalla Cà del Poggio. Alla fine vince ancora lui, perché alla fine è il più veloce, il più tecnico, il più fluido nella sua azione, in quel toboga reso maligno da un acquazzone in prossimità dell’arrivo. Il francese, pilotato alla grande da Stuyven, non si fa prendere dalla smania di strafare. Entra per secondo, parte per primo, da seduto, cercando l’aderenza del mezzo su strada bagnata. Si alza solo nel finale, poco prima di alzare le mani per un tris che vale parecchio, forse la definitiva maglia ciclamino. Un due tre, Magnier c’è. Davide Bramati sorride sornione, dopo aver fatto “il piangina” per una settimana. «Ma come fa a superare Cà del Poggio? … ci vuole una bicicletta assistita…». Bastava assisterlo, bene, come ha fatto Stuyven. Poi ci ha pensato lui: terza vittoria al Giro, quinta stagionale, la numero 28 in carriera. Non male.

Edoardo ZAMBANINI. 9. Si trova lì davanti, con gli uomini jet, e non getta via l’occasione di giocarsela fino alla fine. Posto d’onore per il 25enne ragazzo di Riva del Garda. Volata d’autore per un corridore che sa il fatto suo.

Jonathan MILAN. 5,5. Bravissimo a restare lì davanti su Cà del Poggio, meno efficace a prendere posizione per la volata finale. Dovrebbe prendere la ruota di Magnier e tenerla a costo di saltare per aria, invece quando parte è quarto: troppo distante da un ragazzo che e gli concedi qualche metro, non lo riprendi più.

Francesco BUSATTO. 8. Il 23enne di Bassano del Grappa vuole fare bella figura vicino a casa. E la fa. Ottavo a Verbania, quarto oggi. Manca Roma: se tanto mi dà tanto…

Corbin STRONG. 6. Resta lì in zona, per un piazzamento che per la NSN fa sempre comodo, ma anche a lui.

Thomas SILVA. 6. Attento, non perde le posizioni di testa: lì è, lì resta.

Madis MIHKELS. 6. Il 22enne della Ef si ributta nella mischia e dopo il 5° di Burgas, il 4° di Sofia e il 7° di Novi Ligure, ecco un nuovo 7° posto a Pieve di Soligo. Non male il ragazzo estone.

Filippo MAGLI. 8. Il premio levriero di giornata lo vince il corridore della Bardiani CSF 7 Saber, il più impaziente, il più prorompente: anche oggi è il primo a provare la fuga. Il primo in assoluto. Per il toscano il gruppo non è prigione, ma nemmeno libertà. Difatti gli va male e lo riprendono subito. Poi però arriva alla volata finale e si porta a casa un 8° posto, che lo premia di tutto. Bravo!

Sakarias LØLAND. 6. Il 24enne danese di Bergen ottiene il suo secondo piazzamento nei dieci. Per lui è già una vittoria.

Lukas KUBIS. 6. Un decimo posto che fa curriculum: primo piazzamento nei dieci in questo Giro.

Afonso EULALIO. 8. Cade e poi lotta come un leone, ferito. Vende cara la pelle, fa il diavolo a quattro su Ca' del Poggio nonostante indossi il bianco della purezza. È il migliore dei giovani, ma è uno dei volti più belli di questa “corsa rosa”. Finita la tappa, dopo gli applausi, un controllo al polso sinistro: non dovrebbe esserci nulla di rotto, ma meglio verificare.

Mattia BAIS. 7,5. Parte e va con il compagno di squadra Andrea Mifsud (Polti VisitMalta). Sulla coppia di testa si riportano James Shaw (EF Education Easypost) e Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech): saranno loro quattro a segnare la fuga di giornata. Sono loro gli ultimi ad arrendersi poco prima di Ca' del Poggio. Sono loro a credere che qualcosa di diverso si possa fare, anche se poi va diversamente da quanto avevano pensato. Bravi sempre e comunque.

 

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