Un’ulteriore, affettuosa, partecipata, testimonianza della considerazione e della stima che la sua terra bergamasca – e non solo – nutriva (e continuerà a nutrirla) per Gianni Sommariva si è manifestata con l’affollata, sentita, partecipazione alla cerimonia di commiato del pomeriggio di lunedì 17 agosto alla chiesa di S. Anna nella caratteristica ambientazione di Borgo Palazzo del capoluogo orobico.
Il rito è stato sobriamente celebrato da don Angelo Domenghini, il parroco, con monsignor Mansueto Callioni, due nomi riconosciuti anche per la specifica passione per le due ruote. Don Angelo ha sinteticamente tratteggiato i tratti salienti della proteiforme carriera nell’ambito ciclistico di Gianni Sommariva con rapidi accenni alle sue qualità specifiche coinvolgenti superando ostacoli per altri insormontabili, con lui che, con la sua squadra di collaboratori eterogenei, quasi dei “devoti”, indovinava e percorreva strade e percorsi fino allora inesplorati
Nonostante il periodo feriale e la calda temperatura, il colpo d’occhio della fitta platea dei fedeli che seguivano il rito, rimandava ad un’estesa e pregevole galleria di corridori di vari periodi, molti con palmarès di primo pregio, con i suoi famigliari, amici di sport e di vita.
Le istituzioni sportive del ciclismo, e pure di altri sport, erano presenti con i vertici del movimento. Diversi anche i rappresentanti della politica bergamasca che l’hanno supportato – e pure, detto bonariamente, “sopportato” – così come diverse realtà economiche che l’hanno affiancato negli anni. Non ci inoltriamo nel citarli singolarmente. La cronaca dell’Eco di Bergamo di oggi riporta un’esauriente citazione dei presenti.
Una figura, quella di Gianni Sommariva, che entra di diritto nella “Hall of Fame” del ciclismo in una terra dove il ciclismo non è solo uno sport ma uno stile di cultura e vita popolari.
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