SEGAERT È IL PIÙ LESTO DI TUTTI, LA VISMA CAPISCE AL VOLO, EULALIO CONTINUA A VOLARE

di Pier Augusto Stagi

Alec SEGAERT. 10 e lode. A 23 anni vince da corridore navigato e talentuoso. Una staffilata a 3.200 metri dal traguardo che lascia tutti sorpresi e con una gamba su e l’altra giù. Una progressione intelligente, che lascia di stucco i Visma Lease a Bike che lasciano fare, a conferma che tra Bahrain e il team olandese corre buon sangue: non è una novità, non c’è nulla di male, cortesie che torneranno buone. Vittoria più che meritata quella di Alec, che fa gioire il team di Franco Pellizotti già al settimo cielo per l’ottava maglia rosa di Afonso Aulalio. Adesso anche la prima vittoria di tappa, che rende questo Giro già sontuoso. Vittoria di un belga, ma vittoria anche italiana, visto che la formazione di Milan Erzen corre con bici Bianchi e maglie Alé. Due brand del nostro made in Italy. Due eccellenze che contribuiscono con la loro storia e la ricerca del dettaglio a rendere questa squadra performante e dalle sue performance ci sembra che tutto torni, meno la maglia rosa. Quella resta. Resta lì, sulle spalle di Eulalio.

Toon AERTS. 6. Perde l’attimo, come tutti, ma è quello che perde meno degli altri, arrivando secondo.

Athan VERNON. 5,5. Il 25enne britannico della NSN ha una grande occasione, ma se la lascia sfuggire, banalmente.

Jasper STUYVEN. 5,5. È bravo a restare lì, per giocarsela, per provare a fare quello che invece fa alla perfezione Segaert. Sarà per la prossima, magari per aiutare Magnier.

Orluis AULAR. 5. Ha il grande merito di essere rimasto nel gruppo di avanguardia, poi resta lì, senza farsi vedere. E dire che i suoi Movistar sono semplicemente superlativi (voto 8): fanno tutto loro, ma portano a casa troppo poco.

Madis MIHKEL. 5. La Ef lavora come non mai, lui che ha il dovere di ottimizzare il lavoro fatto: manca l’appuntamento con la storia.

Jhonatan NARVAEZ. 6. È sempre lì, anche oggi. Alcuni pensano che possa inventarsi ancora qualcosa in volata, magari con un colpo da “finisseur”. Si piazza nei dieci: per non perdere l’abitudine.

Afonso EULALIO. 8. Si tiene la maglia rosa per l’ottavo giorno consecutivo e già che c’è si va a prendere gli abbuoni che mette in palio tutti i giorni la Red Bull: 6” per lui, 4 per O’Connor, 2 per Beloki.

Edoardo ZAMBANINI. 7. Festeggia la grande giornata del Bahrain con un piazzamento personale che fa bene anche alla squadra.

Thomas SILVA. 6. Guarda chi si rivede: c’è anche lui. Thomas ci prova, ma resta sorpreso come tanti.

I VELOCISTI. 5. Vanno forte là davanti, questo è indubbio, ma sul Bric Berton si pensava che i velocisti più quotati potessero tenere: si pensava male.

Manuele TAROZZI. 6. Il ragazzo della Bardiani CSF 7 Saber prende e va con Jonas Geens (Alpecin Premier Tech), Jardi Christiaan Van der Lee (Ef Education Easy Post), Juan Pedro Lopez (Movistar Team) e Mattia Bais (Polti Visit Malta). Azione che dà un senso ad una tappa che va a senso unico: velocissima (45,064 km/h).



 

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