NARVAEZ E LA UAE CI HANNO PRESO GUSTO, HINDLEY È LESTO MA VINGEGAARD...

di Pier Augusto Stagi

Jhonatan NARVAEZ. 10 e lode. Ci ha preso gusto: lui e tutto il suo team, la UAE Team Emirates – XRG. Dopo la vittoria di Cosenza, il 29enne corridore ecuadoregno bissa sulle strade del Giro con una condotta di gara da manuale. Quello che nel motorhome viene deciso, lui e il fido Mikkel Bjerg lo mettono in pratica. Volevano vincere e riescono nell’intento. Bisogna sudare le classiche sette camicie, anche perché sono in tanti a volersi portare a casa la tappa dei “muri marchigiani”, ma gli emiratini sono i più motivati, i più determinati e corrono con lucidità esemplare. Seconda vittoria di tappa per Jhonatan, quarta in carriera al Giro, terza in questa edizione per il team “orfano” di tre corridori fin dall’inizio. Sono in cinque, ma sanno farsi in quattro. Oggi arriva la terza, ma c’è da credere che non si fermerà - non si fermeranno -: d’altra parte sono abituati a contare. Matematici.

Andreas LEKNESSUND. 9. Il 26enne norvegese lotta come un leone. Il corridore della Uno-X Mobility ha il grande merito di inserirsi nella fuga decisiva, quella creata da Narvaez e Bjerg quando al traguardo mancano 70 km. Lui è il terzo incomodo e si porta a casa un secondo posto che vale quanto un primo. Infaticabile.

Martin TJOTTA. 7. Trotta trotta, Martin Tjotta. Altro norvegese sul podio: due su tre. Olé.

Thomas SILVA. 7. L’uruguagio si sta godendo a pieni polmoni questa esperienza nella “corsa rosa”. Sgambetta felice in testa al gruppo. Fa la sua corsa e la fa bene.

Lorenzo MILESI. 6,5. Va all’attacco, lotta e resta nel vivo della corsa fino in fondo. Forse sperava di più, ma con questa condizione può sperare di fare cose importanti anche più avanti.

Christian SCARONI. 7. Si butta nella mischia e risale in classifica sette posizioni: adesso è 5°. Le discese ardite e le risalite. Lanciato.

Jan CHRISTEN. 6,5. Si getta anche lui all’attacco, e recupera quattro posizioni nella generale: ora è 19°.

Simone GUALDI. 7,5. È un ragazzo di soli 21 anni, ma si muove con grande personalità e continuità. Anche oggi è là davanti con la meglio gioventù: lui la rappresenta al meglio.

Gianmarco GAROFOLI. 6,5. Il 23enne marchigiano corre sulle strade di casa e si fa vedere benissimo.

Jay HINDLEY. 6,5. Degli uomini di classifica è il più lesto, ma Vingegaard (voto 6,5) lo è quanto lui: è sempre lì. Sereno.

Alberto BETTIOL. 6,5. Per uno che ha nel proprio palmares un Fiandre, i muri fermani sono un richiamo troppo forte. Lo sollecitano, lo solleticano. Va in avanscoperta al km 7 con un corridore dalla grande cilindrata: Filippo Ganna. I due resteranno al comando fino al km 53, quando verranno ripresi. Per loro 46 km in avanscoperta. Prima ora di corsa: 50,9 di media. È un bell’andare.

Filippo TURCONI. 6. È un attaccante il corridore della Bardiani CSF 7 Saber. Oggi la tappa si presta e sono in tanti a darsi da fare fin dai primi metri. Con Filippo ci provano subito Francesco Busatto (Alpecin - Premier Tech), Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Iván García Cortina (Movistar Team), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) e Alberto Bettiol (XDS Astana Team). Sono loro i primi a gettare il guanto di sfida. Sono loro a provarci per primi.

Fabio CHRISTEN. 17. Il ragazzo della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team, in un tratto dritto a grande velocità a inizio tappa, si volta e perde il controllo della bicicletta. Bruttissima caduta e inevitabile ritiro. Dopo di lui è il turno di Jake Stewart (NSN Cycling Team). È il ritiro numero 17 in questo Giro. 

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