VINGEGAARD È CHIRURGICO, GALL È TENACE, PELLIZZARI SEVERO CON SE STESSO

di Pier Augusto Stagi

VINGEGAARD. 10 e lode. Fa quello che tutti si aspettano che faccia. Fa la differenza, ma non chiude le porte, le lascia aperte. Ha un lavoro da completare, che nelle prossime tappe completerà. Fa il Vingegaard con un filo di gas (si fa per dire), controlla e si amministra, pensando a quello che verrà (non solo il resto del Giro, ma il Tour). Parte ai - 5,5 dal traguardo con il nostro Pellizzari che chiude. Ci riprova ai - 4,6. Duecento metri dopo, però, prende il largo. Lascia lì il nostro Giulio e si prende la scena, con lucidità e discrezione. Non uccide la corsa: la tramortisce. Chirurgico.

Felix GALL. 9. Non è proprio il primo che passa, ma è uno che sa tenere il passo. Non si scompone ma si oppone, a suo modo. Con il suo passo, che è di assoluto livello. Perde, ma di poco, di una manciata di secondi. È la storia che parla per il 28enne austriaco della Decathon: un 5° e un 8° posto al Tour. Un 8° alla Vuelta. È la prima volta che prova a fare classifica al Giro: è lì, nel giro. Tenace.

Jay HINDLEY. 9. Fa da tutor a Giulio, ma fa davvero di tutto. Porta la croce e la bandiera Red Bull. Aiuta Giulio a partire e lo aiuta a non scomparire. Se lo porta dietro, se lo mette nel marsupio e lo porta su. In vetta prende gli abbuoni del terzo posto. Un contentino per non lasciarli a O’Connor. Provvidenziale.

Giulio PELLIZZARI. 7. Si prova, senza paura. Chiaro che avrebbe potuto non andare fuori giri, ma a 22 anni è giusto anche testarsi, provare a tenere il passo di un fuoriclasse come Vingegaard. Fa il suo, con grande determinazione, con un sacco di coraggio. È lì nelle zone alte: il podio non è lontano. Lui non si nasconde, lui dice: «Ho sbagliato a seguirlo, ma penso d’aver imparato la lezione». Severo.

Ben O’CONNOR. 6,5. Il 30enne australiano della Jayco AlUla è uomo tenace e d’esperienza. Ha tutte le carte in regola per puntare alto e oggi dimostra di avere le carte in regola per farlo. Finisce nella morsa dei Red Bull, ma il Giro è appena iniziato.

Mathys RONDEL. 6,5. Il 22enne transalpino della Tudor conferma di essere uno dei migliori ragazzi in questo inizio di Giro. Anche oggi è lì e pensiamo che da quelle parti, in quelle zone, ci resterà per un po’. Leggero.

Giulio CICCONE. 6,5. Ha voglia di dimostrare a se stesso e non solo che è capace di restare nelle zone nobili della classifica. Soprattutto vuole far vedere che Derek Gee non ha tanto più di lui. Al momento sembra un separato in casa Lidl-Trek, però deve anche prendere atto che a questo Giro è arrivato con altri compiti, con altri obiettivi: tappe e maglia azzurra dei Gpm. Tormentato.

Derek GEE. 5,5. È la punta designata, il regolarista per i grandi Giri, visto che in carriera vanta già un 4° posto al Giro e un 9° al Tour. Oggi non è brillantissimo, paga dazio quasi subito. Tappa di rincorsa, per uno che è abituato a rincorrere.

Michael STORER. 6,5. Matteo Tosatto porta nella top-ten anche il 29enne australiano. Corridore che fa della resistenza la sua cifra distintiva. Fa corsa parallela con il giovane Rondel: intanto sono la coppia d’oro della Tudor. Puntualissimi.

Thymen ARENSMAN. 5. Il 26enne olandese della Netcompany Ineos è la seconda punta del team britannico. Oggi dimostra chiaramente di essere la prima, anche se davanti a sé ha un po’ troppi corridori. Inseguitore.

Afonso EULALIO. 6. Il 24enne portoghese della Bahrain si gestisce alla perfezione: alza il piede quando il ritmo si alza, e aspetta Damiano Caruso che lo tiene a galla come una zattera: indistruttibile.

Enric MAS. 4. “Nomen omen”, oltre che un presagio è un destino: mas, mai, per chi è di idioma spagnolo. Anche se Mas preferisce situazioni massive. Ama stare con il grosso del gruppo: dietro

Egan BERNAL. 4. Cozzo Tunno doveva essere solo un brutto segnale, il Blockhaus è un brutto vedere: questo è Bernal.

Jonathan MILAN. 7. Al gigante di Buja tocca fare gli straordinari. Dopo l’imbottigliamento sul traguardo di Napoli, il granatiere della Lidl-Trek va alla ricerca di punti preziosi in chiave maglia ciclamino. Via nella fuga di giornata, suo il traguardo volante di Venafro prima del dolce ritorno in gruppo, lasciandosi portare dal vento, come un aliante.

Nickolas ZUKOWSKY. 7. Il 27enne canadese della Pinarello Q36.5 è il meglio piazzato in classifica di quelli che si avvantaggiano sul gruppo maglia rosa. Un ritardo da Eulalio di 22'13": in pratica Nickolas non impensierisce nessuno. Con lui, come a scortarlo, Jardi Christiaan Van Der Lee (Ef Education Easy Post), Jonathan Milan (Lidl Trek), Tim Naberman (Team Picnic PostNL) e Diego Pablo Sevilla (Polti Visit Malta). Per tutto il giorno sfidano il vento e la pioggia: non come dirlo.

Filippo GANNA. 4. Nel loro lavoro Filippo, Simone e Jonny sono da tempo eccellenze. È da qualche anno che sono nella storia dello sport e dell’olimpismo, anche se forse per loro era sufficiente l’oro di Tokyo, l’attestato più alto per uno sportivo. Questa mattina, però, è arrivato anche un riconoscimento accademico, quello dell’Università ISFOA Unitelematica Internazionale Svizzera - rappresentata dal suo Magnifico Rettore Stefano Masullo, che ha attribuito la laurea ai nostri tre cavalieri d’oro, che sono anche commendatori della Repubblica e collari d’Oro Coni. Nota a margine: ne manca uno, Francesco Lamon. Il voto non è un voto, ma un richiamo, una postilla, un monito: erano in quattro. Anche Lamon è uno dei “ragazzi” d’oro di Tokyo e per questo Commendatore della Repubblica e collare d’oro Coni. La laurea gli arriverà per corrispondenza? Chiedo per un amico. 

 

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