ARRIETA, EULALIO, VINGEGAARD: UNA TAPPA DA PROIETTARE NELLE SCUOLE DI CICLISMO

di Pier Augusto Stagi

Igor ARRIETA. 10 e lode. Volete capire il ciclismo, la retorica di uno sport che è sostanza? Riguardate con calma sul “device” e sulla piattaforma che preferite questa tappa. Andatevela a rivedere, fatela vedere alle ragazzine e ai ragazzini che sognano di vincere in bicicletta: vi troverete di tutto. Gli errori da non fare, tanti. La voglia di non arrendersi, di non mollare, di crederci fino in fondo, fino alla fine anche quando tutto sembra ormai perso. È l’essenza del ciclismo, che diventa scuola di vita – e scusatemi per il luogo comune, ma in certi casi anche le frasi fatte hanno un senso -. Igor Arrieta non è un drago in discesa, va giù a spazzaneve, con la bici di traverso, il sedere che non riesce a controbilanciare un corpo che è pietrificato per la paura ed è manifesto di incapacità. Tiene duro, Igor, fino alla fine. Vince in rimonta, regalando alla Uae la seconda vittoria consecutiva di tappa, dopo un inizio terribile, con la perdita di tre compagni di squadra uno più forte dell’altro. Tappa “brutal”, dicono gli spagnoli. Tappa sublime, diciamo noi che di questo sport ci nutriamo da una vita. Poesia.

Afonso EULALIO. 10. Il portoghese della Bahrain – Victorious è protagonista immenso di questa giornata da tregenda, al pari di Igor Arrieta. Meno male che oggi entrambi hanno il loro meritato premio: a Igor la tappa, a Afonso la maglia rosa. Forse il portoghese potrebbe nel finale alzare un po’ il piede, per aspettare il compagno di avventura, che non lo priverebbe certamente della rosa, ma invece tira dritto a tutta. La corsa è corsa, dicono i corridori: oggi la corsa la fanno questi due ragazzi e a sistemare le cose ci pensa il Dio del ciclismo, che oggi è il più lucido di tutti. Giusto.

Thomas SILVA. 9. Ieri la figura del pollo, oggi si rimette le ali dell’aquila reale e torna a vagare là in cima, dove osano solo quelli come lui. Tosto.

Lorenzo MILESI. 7. Passista tostissimo, di livello assoluto. Il 24enne ragazzo della Movistar conferma la sua cifra di corridore. Non lesina pedalate, non le conta: le sue pesano. Applausi.

Christian SCARONI. 7. Ormai il suo livello è questo: sa fare solo corse di livello. Giù il cappello.

Gianmarco GAROFOLI. 7. Altro ragazzo italico che cresce e si mostra al mondo. Cresce nella cantera della Soudal Quick-Step di Davide Bramati: garanzia.

Andrea RACCAGNI NOVIERO. 7. Il 22enne ragazzino ligure non teme di mostrarsi, non ha paura a osare. Ha personalità, talento, voglia di emergere: anche noi abbiamo carne al fuoco. Guarda caso fa sempre parte della nidiata dei Soudal: è un ragazzo del Brama. Speranza.

Martin MARCELLUSI. 6,5. Il ragazzo della Bardiani CSF 7 Saber è sempre lì a lottare e oggi si espone fin dall’inizio, ottenendo un decimo posto di assoluta sostanza: altro che squadrette senza arte ne parte. Altro che riempibuchi. Questi creano talenti (Ciccone, Pellizzari, Pinarello, ieri Colbrelli e Pozzovivo). Da preservare.

Giulio CICCONE. 1. Sogna per un solo giorno. Una maglia e niente più. L’aveva detto: la squadra è per Gee e Milan. Lui, il Cicco, è qui per le tappe. Oggi lo mandano al tappeto: suo malgrado.

Jonas VINGEGAARD. 8. Non si scompone, sembra non bagnarsi neanche. Sempre ben coperto, dalla testa ai piedi, comprese le mani. Si copre prima della discesa, non come molti che oggi dimostrano di essere semplicemente sconclusionati – e voglio essere buono -. Lui anche in questo fa scuola: fate vedere nelle scuole di ciclismo come si corre, come si fa.

Mathys RONDEL. 8. Vetro vetro delle mie brame chi è il più duro del reame?… Il transalpino della Tudor finisce per andare a sbattere contro il lunotto posteriore dell’ammiraglia Uae e dimostra chiaramente di essere più infrangibile del vetro. Battute a parte: gente speciali i corridori… Altro che falli di simulazione. Eroici.

Luca PALETTI. 6. Il ragazzo della Bardiani CSF 7 Saber scalpita, ha voglia di dare battaglia. Prima del via si scalda e quando Stefano Allocchio, direttore di corsa del Giro, abbassa la bandierina a scacchi, parte a razzo. Nessuno lo segue. Lo guardano perplessi. Lui, altrettanto perplesso, si volta e si accorge che nessuno ha fatto un plissé. Si rialza: sarà per la prossima volta, sempre che qualcuno abbia la voglia di andare via con lui.

LOTTO Intermarché. 17. Dopo aver perso Arnaud De Lie, oggi non riparte Milan Menten e lungo la strada si ferma anche Joshua Giddings. Come la Uae Emirates la Lotto resta in corsa con cinque corridori. Si fermano anche Tim De Jong della Pic-nic e Samuele Battistella della EF Education Easypost. Contabilità generale: 14 i ritirati fin qui.

 

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