LA UAE NON SI ABBATTE E LI BATTE TUTTI, CICCONE È QUI PER LE TAPPE MA INTANTO...

di Pier Augusto Stagi

Jhonatan NARVAEZ. 10 e lode. Matxin ce l’aveva detto questa mattina: «Non dobbiamo perderci d’animo, abbiamo l’obbligo di trasformare le negatività in opportunità». Detto, fatto. Jan Christen prova il colpo da finisseur a 1500 metri dal traguardo, prova il colpo a sorpresa: se va, bene, altrimenti ci pensa Jhonatan. Lui, l’ecuadoriano, si fa trovare puntuale con la storia: per lui terza vittoria di tappa, dopo aver vestito nel 2024 anche la maglia rosa. Vittoria di squadra, per tutta la squadra, per i tre ragazzi andati a casa, per un team bersagliato dalla sfortuna da inizio anno, ma non abituato a piangersi addosso, abituato a vincere: l’unico modo per consolarsi.

Orlus AULAR. 9. Il voto per lui, il voto per la squadra che è stata spettacolare, dall’inizio alla fine. Prova a portarsi a casa una vittoria che sarebbe stato il giusto riconoscimento per sè stesso e per tutto il team. Si porta a casa il posto d’onore, con tantissimo onore.

Giulio CICCONE. 8. Attento e scaltro. Non butta via pedalate e non getta nemmeno alle ortiche un’occasione più che ghiotta. La foratura di Gee manda in subbuglio il team, ma la squadra non perde la testa e il Cicco nemmeno. È qui per le tappe, ma intanto si porta in albergo la prima maglia rosa della sua carriera.

Jan CHRISTEN. 8. Prova a far saltare il banco con un colpo a sorpresa che gli potrebbe valere tappa e maglia. Non arriva nulla, ma intanto la maglia è lì, a soli 4”.

Ben TURNER. 8. Si dona a Bernal e poi prova anche a farsi il regalo da solo: ma non si può pretendere la luna, anche se oggi per Egan è stato ben più di un satellite.

Alessandro PINARELLO. 7. Il 22enne veneto resta con i grandi e fa una volata all’altezza dei grandi.

Lenner VAN EETVELT. 5,5. Il belga è veloce, ma oggi arriva probabilmente con la lingua a penzoloni.

Diego ULISSI. 6,5. A 36 anni fa vedere di sgambettare ancora benino. Eterno.

Florian STORK. 5,5. Ha l’occasione per giocarsela, se la gioca malissimo.

Matteo SOBRERO. 8. Aiuta Gee a rientrare, aiuta Ciccone a fare la volata. Aiuta come un pazzo: immenso!

Giulio PELLIZZARI. 7. Fa la volata Red Bull KM e si prende 4”, i 6 finiscono a Christen. Terzo Ciccone (2”). Fa corsa attenta e d’avanguardia. Fa anche la volata, per provare a prendersi ancora qualcosa. Prova a battagliare con generosa creatività. Dicono: spreca troppo. Se è per questo anche Vingegaard. Quindi, lasciamoli fare…

Derek GEE. 7. È lì con i migliori, ma con lui c’è ancora la malasorte. Dopo essere finito per le terre nella seconda frazione, oggi viene rallentato da una foratura. Viene fermato Matteo Sobrero, per agevolargli il rientro: scampato pericolo. Speriamo per lui sia finita.

Egan BERNAL. 4. Va in ebollizione sul Colle Tunno. Aiutato da Ben Turner, porta a casa la pelle.

Einer RUBIO. 8. La Movistar sul Colle Tunno fa quello che vuole. I ragazzi di Sciandri e White sono la vera carica di dinamite all’interno del gruppo. Einer nel finale tira alla morte, come se non ci fosse un domani. Oggi, intanto, fa quello che vuole in nome e per conto di.

Thomas SILVA. 5. Tappa breve, come la sua esperienza in rosa. Basta il Cozzo Tunno (14 km: 5,9% - 11%), per saltare per aria. Cola a picco la maglia rosa uruguagia. Una resa incondizionata, senza se e senza ma. Al Giro non ebbe fortuna nemmeno un campione di razza che di cognome faceva Thomas, per chi di nome si fa chiamare così, non va certo meglio.

Martin MARCELLUSI. 8. Il 26enne laziale della Bardiani CSF 7 Saber è scaltro a prendere subito i tempi giusti per evadere dal gruppo. Via con Darren Rafferty (EF Education Easypost), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), Warren Barguil (Picnic PostNL), Mattia Bais (Polti VisitMalta) e Johan Jacobs (Groupama FDJ United). Tappa all’attacco, visto che la frazione è per attaccanti.

Wilko KELDERMAN. 17. Non si può dire che all’olandese sia andata meglio. Anche per lui è mancato un po’ di fondoschiena, anche perché dopo la grattugiata di sabato scorso qualcosa sull’asfalto deve aver pur lasciato. Centimetri quadrati di pelle lasciati per strada, lascia la corsa prima che questa riprenda il cammino. Mancanza di fondoschiena: in tutti i sensi.

Kaden GROVES. 17. Il velocista australiano della Alpecin, partito dalla Bulgaria con il numero 1, è il primo oggi a fermarsi. Fine delle trasmissioni, fine della sofferenza. Caduto nella tappa inaugurale di venerdì, per lui tre giorni di sofferenza. Era uno dei pezzi da novanta di questo Giro, che abbiamo appena intravisto.

Arnaud DE LIE. 17. Anche il belga si deve arrendere. Arriva al Giro già vittima di una gastroenterite e alla fine deve alzare bandiera bianca. Niente da fare per il corridore della Lotto; i ciclisti avranno anche la forza di smaltire i malanni pedalando, ma se la musica non cambia velocemente, cammin facendo cambia solo la fisiognomica. Per la cronaca: quattro tappe, già dieci i ritirati. Il 5% non è poco.

 

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