Editoriale
GRUPPO DI GRUPPI. Franco Ballerini, che rispetto ad Antonio Fusi appare certamente più portato alle relazioni esterne (diciamo più semplicemente alle relazioni), molto più avvezzo al dialogo, alla comunicazione, a ingoiare anche qualche rospo, ha però commesso l’errore di tutti i suoi predecessori, compreso Martini: fare la squadra nazionale con il manuale Cencelli. Costituire, cioè, un gruppo azzurro con la logica del gradimento e del rispetto degli equilibri, soprattutto quello dei gruppi sportivi. Una squadra nazionale non ispirata ad un unico grande obiettivo, vincere, ma costruita con una sola grande preoccupazione, non fare torti a nessuno.
A Lisbona, è sotto gli occhi di tutti, ci siamo presentati con tre punte dichiarate più tre capitani «ombra»: in totale sei. Francesco Casagrande, Davide Rebellin e Paolo Bettini, più Michele Bartoli, Danilo Di Luca e Gilberto Simoni. A questi andavano aggiunti due ragazzi cresciuti con le stimmate e le ambizioni dei leader, come Figueras e Basso, chiamati per l’occasione a ricoprire ruoli di gregariato. Solo Franco Ballerini, al quale va certamente concessa la possibilità di riprovarci, pensava e sperava che finalmente questo gruppo si sarebbe rivelato una squadra. Così non è stato. Anzi.
Non aggrappiamoci alle scellerate progressioni di Paolo Lanfranchi. Il bergamasco protagonista dell’azione più incredibile del mondiale portoghese, non può pagare le colpe di una tattica leggera per non dire allegra. Vogliamo forse parlare dell’azione di Bettini che si riporta su Di Luca e Vicioso? Questa vi è sembrata un’azione utile alla causa azzurra? Secondo noi, no. E poi è mai possibile che di sei capitani - o presunti tali - solo Bettini abbia deciso di servirsi della radiolina? Non era forse meglio, a quel punto, non darla a nessuno? Sì sì, proprio una bella squadra unita e compatta: che però ha scientemente deciso di non ascoltare nessuno.
E allora? Allora basta con il favorino a questo e il favorino a quello: è necessario che Ballerini faccia scelte anche impopolari, ma che le faccia. Siamo anche convinti che in Portogallo il cittì abbia finto di non capire. Abbia voluto valutare male il circuto iridato. Come può battezzare un tracciato del genere come durissimo? Un errore marchiano, troppo grave per essere vero. Franco Ballerini ha cavalcato la storiella del tracciato iperselettivo proprio per giustificare le sue scelte. Un tracciato duro, poteva andare benissimo sia ai passisti-veloci ma soprattutto ai passisti-scalatori.
La strada da percorrere è quindi quella dei blocchi: due, massimo tre. Blocco Mapei, blocco Fassa e via scegliendo. Bisogna rischiare di perderlo il mondiale per sperare di poterlo vincere. Un giorno.
Ballerini è quindi chiamato a crearsi qualche nemico, altrimenti, se la logica è quella di accontentare tutti per scontentare molti, beh diamo la nazionale in mano a Bruno Reverberi. È presidente dei gruppi sportivi: chi meglio di lui?

«PUNTI» DI DIVISIONE. Cinquecento milioni di premio. Diviso per undici (il campione del mondo lascia tutto): 45 milioni a testa. Quarantacinque milioni se a dividersi la torta fossero solo e soltanto i corridori, ma così non è. C’è anche tutto il personale, una decina di persone. Alla fine - tirate bene tutte le somme - restano nelle tasche di ciascuno poco più di venti milioni a testa.
Bene, questa è pura matematica, i conti della serva, per dirla senza tanti giri di parole. Ma dietro a tanti ragionamenti spesso e volentieri si celano questioni molto più banali ed elementari: proprio come l’aritmetica. Alleanze trasversali, giochi di potere, equilibrismi di ogni tipo: tutte sciocchezze. E se invece a giocare brutti scherzi alla causa azzurra fossero stati solo e soltanto banali giochi d’interesse personale?
Ci avete mai pensato che un settimo posto al Mondiale può dare maggiori benefici di un eventuale premio vittoria? Prendiamo Giuliano Figueras, settimo a Lisbona. Se avesse tirato la volata a Bettini, si sarebbe spartito il premio vittoria: una ventina di milioni, appunto. Guardando a casa sua, invece, ha ottenuto un settimo posto che gli è fruttato 128 punti UCI. Grosso modo una sessantina di milioni di lire. Quanto il ritocchino contrattuale per il 2002. Magia dei punti UCI, che tutto muovono e tutto condizionano: è matematico.
Ed ecco che ci risiamo, penserete. Ma cosa volete: per noi questo è uno dei grandi problemi del ciclismo e non intendiamo abbassare la guardia proprio adesso. I punti sono un danno enorme. Parliamo di alleanze trasversali, senza accorgerci che spesso e volentieri ognuno corre molto più semplicemente per se stesso, perché ha molta più convenienza. Andrei Tchmil, che corre da una vita e lo fa in modo esemplare, pensa però solo e soltanto alla propria causa. E credete che i nostri corridori siano tanto diversi? Meglio un buon piazzamento di prestigio (il 12° di Lanfranchi vale 50 punti) che l’incertezza di una vittoria e ancor più di un premio vittoria che forse non ci sarà neppure (dobbiamo forse ricordarvi che la Federazione non ha il becco di un quattrino?).
Spesso ci troviamo a rimpiangere corridori alla Amadori, alla Perini, alla Ghirotto o alla Cassani, senza pensare che questi sono nati e si sono formati in un ciclismo diverso, quello del gregariato puro. Oggi qualsiasi ragazzo cresce con ambizioni proprie e interessi personali. Difficile pensare di poter fare una nazionale, che poi in corsa si dimostri anche Squadra.
Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Remco Evenepoel ha vinto la cronometro della Vuelta Comunitat Valenciana, ma non è diventato il leader della classifica generale. Il vento troppo forte ha obbligato gli organizzatori a neutralizzare la tappa e così Biniam Girmay è rimasto in maglia gialla....


Il nuovo e moderno Velodromo di Konya (Turchia) è stato il palcoscenico dei Campionati Europei Elite su pista UEC, uno degli appuntamenti di riferimento del calendario dell’Union Européenne de Cyclisme. Una struttura all’avanguardia, caratterizzata da una pista estremamente veloce, che...


L'Unione Ciclistica Internazionale annuncia che il Tribunale Antidoping dell'UCI ha emesso una sentenza contro la ciclista colombiana Martha Bayona Pineda, 30 anni, plurimedagliata su pista a livello mondiale nelle specialità veloci. Il Tribunale ha dichiarato la ciclista colpevole di violazione...


Questa mattina vi avevamo anticipato che il vento avrebbe potuto condizionare la seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana ma, per salvaguardare la sicurezza degli atleti in gara, gli organizzatori e le autorità spagnole hanno dovuto prendere importanti decisioni...


Finale da fiato sospeso nella seconda tappa dell’Etoile de Bessèges, disputata sulla distanza di 162, 8 km da Saint Gilles a Domessargues. Lo svizzero Tendon è stato infatti ripreso a 50 metri dalla conclusione di una frazione tiratissima. E per...


Alla fine degli incontri di curling, che aprono le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, alle 21.45 torna su Raisport la rubrica Radiocorsa.  Protagonisti Edoardo Affini per parlare delle condizioni di forma del suo compagno di squadra in Visma, Jonas Vingegaard, Stefano...


Anche l’ultima giornata di gare all’Europeo Pista di Konya regala gioia all’Italia. Elisa Balsamo e Federica Venturelli hanno conquistato infatti la medaglia di bronzo nella madison.  Corsa dominata dalle belghe Kopecky e Bossuyt, unica coppia capace di guadagnare un giro...


Lorena Wiebes si impone nella tappa inaugurale della UAE Women Tour, porta a sette le vittorie in carriera nella corsa emiratina e conquista la maglia di leader. Alla conclusione dei 111 chilometri in programma oggi da Al Mirfa a Madinat Zayed,...


Sono stati numerosi i personaggi del mondo ciclistico a vestire i panni dei tedofori in queste lunghe settimane di viaggio della fiaccola olimpica. Il primo è stato Filippo Ganna addirittura ad Atene e ieri sera a chiudere idealmente la serie...


A sedici anni dalla prematura scomparsa di Franco Ballerini al Rally Ronde di Larciano, l’A.S.D. Franco Ballerini, guidata dai figli Gianmarco e Matteo, continua a  onorare la figura dell’indimenticato campione e commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo. L’incidente lasciò una...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024