Gatti & Misfatti
E Vegni mandò a quel Paese Nibali

di Cristiano Gatti

Bravo Nibali, ha fatto bene Nibali. Non poteva fare al­trimenti Nibali. Ci sono scelte che non sono scelte: sono inevitabili conseguenze di scelte già fatte da altri, prima, molto prima. E allora cosa stiamo a raccontarci: non è Nibali che snobba il Giro, non è Nibali che volta le spalle all’Italia. Di­ciamola tutta, porca miseria: è il Gi­ro, è l’Italia che voltano le spalle a Nibali. Chiunque, sano di mente, avrebbe fatto uguale, al posto suo. Con un Giro così, cervello in fuga verso il Tour. E ve­diamo di finirla con i piagnistei provinciali, con le indignazioni ridicole, con i pistolotti na­zionalisti: se e quando il Giro vorrà ancora Nibali, veda come minimo di non piazzargli tra le ruote una cronometro di 60 chilometri. A quel punto, soltanto in quel caso, Nibali potrà essere accusato di tradimento. Ma fino ad oggi, stante così la strategia del Gi­ro, non resta che dire una cosa sola a Nibali: bravo, hai fatto la cosa giusta. In Francia, a quel Paese, ti ci ha mandato Ve­gni. Liberissimo lui di fare una cronometro di duecento chilometri. Ma liberissimo Nibali di girare alla larga.

Eviterei a questo punto di partire con le tirate idealiste su questo ciclismo mo­derno che si spende con il braccino, che sceglie un solo obiettivo stagionale e che si sottrae alla vista dei ti­fosi. Non è un’accusa che si possa rivolgere a Nibali, proprio a Nibali: se c’è un campione dell’era moderna che non ha mai fatto programmi con il braccino, questi è proprio il sor Vincenzo. Volendo proprio ve­de­re, se mai, gli si può rivolgere l’accusa contraria, cioè di essersi concesso troppe volte con eccessiva generosità. E voglio vedere chi può negarlo. Poi ci si capisce: so­gno an­ch’io, e mica da quest’anno, da sempre, che i grandi campioni corrano le grandi corse. Tutte. E all’obiezione (fondatissima) che non si può pretendere corrano Giro, Tour e Vuelta, ri­bat­to che si può ovviare con il criterio della rotazione: sempre due grandi giri, obbligatori, mai gli stessi. Un anno Giro e Tour, un anno Tour e Vuelta, un anno Giro e Vuelta. Di tutte le riforme partorite dai nostri genialoidi Uci, mai una che prendesse in esame questa soluzione. Non capisco perché. Mai lo capirò.

Nel frattempo, bisogna prendere atto della concreta realtà attuale: ciascuno è libero di fare ciò che vuole. Allora liberissimi tutti di scegliere ciò che è più intelligente e più consono ai proprio desideri, alle proprie caratteristiche, ai propri limiti. Tor­nan­do a Nibali: alla sola idea - contrastata dal suo team - di tentare Giro e Tour, Vegni&C. hanno subito re­plicato con la cronometro di sessanta chilometri. Così, tanto per invogliarlo al massimo. Per convincerlo. Una cronometro che neppure i mo­nomaniacali francesi della crono osano più riproporre. Quelli, al contrario, l’hanno rinnegata, tagliando brutalmente i chilometri contro il tempo. Mentre loro si adattano al buonsenso e alla logica, arriviamo noi italiani con la cronometro mo­struosa. Chi ci capisce è bravo. Non possiamo però pretendere che a ca­pire sia proprio Nibali. Difatti, nel­la serata degli Oscar di tuttoBICI, lui e il saggio Martinelli non hanno avuto problemi (e ipocrisie) nell’esprimere il proprio sacrosanto parere: “Il Giro non è male, ma proprio non capisco quella cronometro”. Proprio non la capiscono loro, pro­prio non la capisco io, ma ov­viamente conta zero. Ve­gni&C. hanno deciso, inviolabile il loro diritto di scegliere: il Giro calerà la mannaia della crono e chi s’è visto s’è visto. Chi vuole viene e si adegua, chi non gradisce stia pure a casa e amici come prima.

Nel pieno rispetto dell’autonomia e della libertà di ciascuno, andiamo dunque al 2015 con questa situazione: Nibali al Tour, il Giro con Aru e Contador. Già mi vengono i brividi all’idea di quanto lo spagnolo infliggerà al nostro valoroso ragazzo, ma è inutile portarsi troppo avanti con il pessimismo. Piuttosto, adesso come adesso, mi sembra doveroso riproporre ancora una volta a Vegni&C. la domanda di sempre: siamo proprio sicuri che smussare e snaturare il Giro, rinnegando lo slogan della corsa più dura del mon­do, renda in termini di big al via? Già l’anno scorso i risultati si sono rivelati deludenti. Nel 2015 pure. Continuiamo comunque così, con i brodini né carne né pesce, senz’anima e senza personalità, imperterriti fino alla fine?

Con i se e i ma non si va da nes­suna parte, eppure i dub­bi aiutano a ragionare. E allora in chiusura butto lì un se gelido e sinistro: se Con­ta­dor, colpito da vaso di gerani in te­sta, non avesse deciso in via estem­poranea di tentare nel 2015 il raddoppio, se cioè avesse deciso di fare come tutti gli altri big e scegliere solo il Tour, che razza di Giro d’Italia andremmo a vederci in maggio? A meno che, a meno che. A meno che Ve­gni&C. non abbiano piazzato la mega-crono proprio per convincere Contador. Secondo me è quello il vaso di gerani che l’ha fatto impazzire di colpo.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Si chiude a 26 anni e dopo cinque stagioni nel World Tour la carriera professionistica di Kevin Colleoni. Il bergamasco, figlio d'arte (sua madre, Imelda Chiappa, è stata medaglia d'argento ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 e bronzo mondiale) e...


Presente tra il pubblico della (ri)presentazione ufficiale della Coppa Italia delle Regioni alla fiera BIT di Milano-Rho, Alessandro Guerciotti, sotto gli occhi di papà Paolo e dopo il sentito ringraziamento del presidente della Lega Ciclismo Professionistico Roberto Pella, non è...


Scandito dalla voce stentorea di Sandro Brambilla ed eseguito dal pubblico di addetti ai lavori e appassionati presente allo stand T50 del padiglione 11 della Fiera di Rho, uno scrosciante applauso per i vincitori dell'edizione 2025 Christian Scaroni ed Elisa...


A cinque giorni dal via ufficiale di Madinat Zayed Majlis, l’UAE Team Emirates-XRG è la prima squadra a svelare integralmente il suo roster per l’UAE Tour 2026, gara a tappe che, dal 16 al 22 febbraio prossimi, sarà valida...


La stagione di Jasper Philipsen partirà il 18 febbraio con la Volta ao Algarve, ma saranno la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix le corse dove il belga cercherà di puntare alla vittoria. Il fiammingo della Alpecin - Premier Tech sarà al...


È stato uno Scaroni piglia tutto in Oman, tappa regina a Green Mountain, maglia a punti, classifica a squadre ma soprattutto vittoria finale, un trionfo totale in cui mancava soltanto l’inno italiano per completare l’opera, Cristian ci ha creduto dal...


Giornata di festa totale per l’XDS-Astana che, dopo l’uno-due al Tour of Oman con Christian Scaroni e Cristián Rodríguez, ha visto occupare con due suoi esponenti anche i gradini più alti del podio della prova in linea dei Campionati...


Brutta caduta per Luca Laguardia durante un allenamento nella zona tra Pazzano e Tolve. Il corridore dilettante under 23 di Potenza, in forza alla formazione abruzzese dell’Aran Cucine-Vejus e in passato campione regionale juniores FCI Basilicata, stava affrontando un tratto...


Christian Scaroni mette il sigillo sulla quinta e ultima tappa del 15° Tour of Oman, la Nizwa - Jabal Al Akhdhar (Green Mountain) di 155, 9 km e conquista la vittoria finale nella corsa omanita. Sulle pendenze di Green Mountain...


Il più classico dei cerchi che si chiudono. Dopo dieci anni Fausto Masnada è tornato in quella che allora era una Continental italiana di nome Colpack e oggi è una Professional "ungherese" di nome MBH Bank CSB Telecom Fort. Unico...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024