Rapporti&Relazioni
I terrils, simboli di vita e di ciclismo

di Gian Paolo Ormezzano

Ho avuto la fortuna di girare quasi tutto il mondo, e le più delle volte spesato dunque con serenità economica utile per meglio valutare i paesaggi e le genti. Dotato di buona memoria, sono ancora in grado, così al­meno mi certificano gli altri, di ri­cordare e di raccontare le cose più belle (o più brutte) che ho visto. Fortunato anche nell’essere provvisto di capacità fortissima di non prendermi mai sul serio, mi posso permettere il lusso di rispondere in maniera apparentemente ridicola, o almeno provocatoria, an­che a chi mi chiede - e accade spes­so - di allineare per lui, in una classifica tanto intrigante quanto assurda, le cose belle o comunque stupefacenti che ho visto: dove si intende soprattutto natura bella e belle opere dell’uomo.

Quando rispondo collocando in uno dei primissimi posti (variano nel tempo lo spessore, la tonalità, la specificità dei ricordi e varia anche il tipo di loro ancoraggio col mutare di certi miei sentimenti, varia dunque - sia pure per spostamenti non rilevanti - anche la classifica) i “terrils” del­la Parigi-Roubaix, quei rovistatori della mia povera testa mi guardano come un matto, che sappiano o no cosa è un “terril”: e specialmente se sanno che ho visto la Grande Muraglia in Cina e le balene della Baja California messicana, la Sfinge e la barriera corallina d’Au­stralia, la cappella di Matisse in Provenza e il Salto Angel, la ca­scata col maggior dislivello del mon­do in Venezuela. E insomma ho della materia prima bella e buo­na per non dire fesserie.

Il fatto è - vorrei, dovrei subito spiegare, ma non lo faccio, quasi per tenermi tutto dentro, tutto per me il segreto, il mi­stero - che i “terrils” sono per me il ciclismo anzi sono il superciclismo della Parigi-Roubaix. E il fatto che proprio scrivendo il no­me di quei cosi mi percorre per un attimo il dubbio, se siano “terrils” o “terriles”, dice della loro importanza, considerando che avrei dei dubbi ben più vasti e solenni ed esistenziali da spupazzarmi (a proposito: irrisolvibile il quesito, la parola essendo di gergo e dunque non ospitata dai normali vocabolari, tengo “terrils” se non altro ri­sparmiando una “e”, e da qui in avanti, fattala molto mia, non la virgoletto più, intanto che uso la “s” per il plurale alla francese).

I terrils sono collinette coniche già brutte per conto loro e per di più inserite in uno dei posti più brutti del mondo, cioè la zona mineraria della Francia del Nord: carbone, aria grigia piena di polvere, cielo sempre scuro e gonfio di pioggia, case tristi di mattoni rossi, piattume di pianura non cer­to bionda di grano o multicolore di fiori (è le plat pays cantato anzi lacrimato da Jacques Brel), la co­pia perfetta del Belgio minerario, fiammingo e anche vallone, col qua­le a pochi chilometri scorre il confine. Il terril nasce artificialmente: ci sono dei vagoncini che portano le scorie di carbone su un pendio artificiale in salita, una specie di arco con rotaie, al vertice la­sciano cadere quel terriccio scuro, scendono e vanno a ripescare altre scorie. Lentamente sotto il traliccio cresce la collinetta, nel senso che le scorie riempiono tutto e si alzano. Quando la collinetta è alta, diciamo sui 50 metri, il vagoncino con il suo impianto di risalita viene spostato altrove, a far nascere un altro terril. Sul terril finito intanto il vento ha portato semi, e cresce l’erba, ovviamente verde scuro.
I terrils sono per me il ciclismo più barbaro e affascinante che ci sia, quello della Parigi-Roubaix, dell’enfer du Nord­, le collinette di scorie di carbone sono la scenografia davvero infernale per la fatica più sporca, più ferina del ciclismo. E più drammatica, specie al­lorché si aggiunge il pavé, che rom­pe le ossa e le tattiche. Si ve­dono (meno) dei terrils anche nella Freccia Vallone e nella Liegi-Ba­stogne-Liegi, oltre che in Belgio, ma quelli più tipici e frequenti stanno nelle Fiandre francesi (anche se sempre c’è da qualche parte l’equivoco, e dice “corsa franco-belga” della Roubaix, che non fa un centimetro di Belgio pur arrivando a scorrergli al fianco). I terrils sono l’emblema di una terra dura, e se i bambini vanno a giocare sulla collinetta rischiano abiti ancora più sporchi del solito ed an­che frane talora mortifere.

I terrils, non più alzati ora che il carbone è minerale quasi desueto, umiliano gli occhi prima ancora che il pavé umilii i muscoli, i tendini, le giunture. Siccome c’è gen­te che da quelle parti felicemente vive e che proprio non pensa di trasferirsi al sole della Provenza, si deve pensare ad un fascino sottile di quella terra, che peraltro il ciclismo ci fa conoscere soltanto di primavera (l’inverno deve essere tremendo di venti freddi e aghi di neve). E mi viene bene anzi mi vie­ne giusto pensare agli abitatori del­la zona dei terrils come ai ciclisti, che amano il loro sport duro, sporco, esposto a tanti venti non solo atmosferici, capace di ferire anche brutalmente, eppure mai pensano, neanche per scherzo, che era meglio se si dedicavano al golf. E chiedo scusa agli dei dello sport se, quando rientravo da Roubaix a Parigi, ai tempi in cui non c’era l’autostrada, ringraziavo il buio perché dall’auto non vedevo i terrils: che erano e sono templi alzati dall’uomo per la memoria dell’uomo, e il ciclista resta (ultimo?) uo­mo nello sport moderno taroccato dal progresso e dalle sue diavolerie.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Sono stati ufficializzati i partenti della Milano-Torino presented by Crédit Agricole che compie 150 anni con una start list di grande livello che vedrà al via da Rho tanti nomi importanti e adatti ad un finale duro, con la doppia...


Quella di domani sarà, per alcuni corridori, una giornata più particolare e diversa dalle altre. Sebbene infatti la stagione sia già iniziata da due mesi, per diversi atleti tra meno di 24 ore, chi alla Nokere Koerse e chi...


Se si parla di gravel occorre essere pronti a prendere in considerazione le diverse sfaccettature di questa bellissima specialità che oggi spopola più che mai. C’è l’agguerritissimo fast gravel, c’è un gravel più equilibrato in cui le prestazioni si cercano...


Le vittorie entrano tutte nel palmares, ma ce ne sono alcune che pesano più di altre. Successi che arrivano nel momento giusto, capaci di cambiare la percezione di un corridore, non solo agli occhi degli altri, ma anche rispetto a...


Sarà una formazione stellare quella con cui l’UAE Team Emirates-XRG proverà a centrare il bersaglio grosso alla Milano-Sanremo di sabato. Al via della Classicissima, infatti, la compagine emiratina schiererà al fianco del campione del Mondo nonché leader designato Tadej...


Giro Sport Design annuncia oggi il lancio delle Imperial™ All-Season (AS), scarpe da ciclismo su strada ad alte prestazioni di nuova generazione progettate per garantire efficienza, comfort e protezione di livello agonistico nelle condizioni climatiche più fredde e umide. La nuova...


Ci siamo,  l’innovativa ed unica tecnologia tridimensionale introdotta da Prologo compie un passo avanti con OctoTouch 3D, il bar tape di ultima generazione che non solo regala comfort e grip in una quantità davvero impressionante, ma gioca anche un ruolo chiave nell’assorbimento...


Ducati, insieme a Diamant (Gruppo Zecchetto), annuncia l’ingresso di Alessandro Petacchi, ex campione di ciclismo professionistico, all’interno del progetto Cycling con il ruolo di Tester, PR, Field & Marketing Specialist per il settore. Nel cuore di questa collaborazione c’è un...


Il francese MatYs Grisel ha vinto allo sprint la terza tappa del Tour de Taiwan, disputata sulla distanza di 146 km con partenza e arrivo a Kaohsiung. Il portacolori della Lotto-Intermarché ha preceduto il connazionale Hennequin della Euskaltel-Euskadi e il...


“I giorni indimenticabili nella vita di un uomo sono cinque o sei – scriveva Ennio Flaiano -, gli altri fanno volume”. Qui i giorni indimenticabili sono addirittura una trentina. Neanche troppi quando si tratta di un corridore, neanche tanti quando...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024