Gatti & Misfatti
Una battaglia per spostare il Giro

di Cristiano Gatti

Scampati al terribile maggio del Giro d’Ita­lia, con il muschio sotto le ascelle e l’artrite de­formante in tutte le articolazioni, due cose mi sembrano assodate: abbiamo completato la costruzione del nuovo campione, Nibali, dobbiamo an­cora completare la costruzione del Giro perfetto. Su questo secondo aspetto, c’è ancora molto fa lavorare. Soprat­tutto, su un aspetto fondamentale: il calendario.

Ci siamo capiti. L’ul­ti­mo maggio passerà alla storia chiaramente come eccezionale e magari irripetibile, però ciò non to­glie che un Giro così anticipato, ai primi del mese, sia inevitabilmente destinato a finire sotto schiaffo da parte del meteo. L’hanno detto e scritto in tutte le salse: non esistono più le mezze stagioni. Non esistono certo per il Giro. Co­sì, non possiamo più cadere dalle nuvole: in quel periodo, le nuvole stazionano stabilmente sull’Italia e ci riversano di tutto. Pioggia, neve, gelo. La corsa ne esce a dir po­co condizionata, per non dire completamente stravolta. Il percorso finisce per contare relativamente, lo stesso spessore dei big in gara finisce per variare: fa più danni la grandine, emergono soltanto gli uomini yeti.
Inutile nasconderci che la collocazione così anticipata del Giro è dannosa. Si arriva persino ai punti più clamorosi delle montagne can­cellate, anche e soprattutto delle montagne più prestigiose, i nomi che rendono la cor­sa rosa nobile e aristocratica. Quando i francesi fanno tanto i fenomeni per il successo del Tour, a me piacerebbe chiedere per un paio d’anni il cambio di calendario: la loro corsa a maggio, il Giro a luglio. E vorrei vedere. Vorrei proprio vedere il Giro che passa lungo le nostre spiagge o sui nostri passi alpini a scuole chiuse, a vacanze avviate, a località tu­ristiche piene, e con un gran sole a scaldare l’anima del pubblico. Vorrei proprio vedere, poi, chi ha la corsa più bel­la e più seguita…

Questo discorso, però, è solo un’amenità pa­triottica di genere fan­tasy. È chiaro che mai e poi mai il Tour mollerebbe luglio. Mi sembra pure giusto. Diverso però il discorso meno radicale, molto più realistico, di restituire al Giro una collocazione un po’ meno polare: in definitiva, sarebbe decisivo anche solo uno slittamento ver­so l’antico calendario, spostando la corsa di una o due settimane. Perfetto sarebbe ri­posizionarla nella seconda par­te di maggio e nei primissimi giorni di giugno.

Allora sì che molte co­se cambierebbero. Non si partirebbe più con l’incubo della terza settimana, con il terrore che il maltempo della tarda primavera possa sconvolgere percorsi e spettacolo. Certo un temporale o una spruzzata di ne­ve possono sempre capitare nel modo più eccentrico, ma un conto è il caso sporadico, un altro è l’era glaciale dell’ultimo Giro.

Purtroppo, il Giro è anche vittima di se stesso. Alcuni anni fa, alla revisione dei calendari, con l’altro colpo di genio del mondiale a ottobre che non corre più nessuno, i vertici della corsa rosa accettarono senza battere ciglio l’anticipo del Giro. Accettarono persino la concomitanza con il Giro della California, se è solo per quello. Non dico che avrebbero potuto imporre tranquillamente il proprio interesse: di­co soltanto che avrebbero do­vuto battersi sanguinosamente per difendere il proprio pa­trimonio. Certo si può fare ancora, perché niente è im­mu­tabile. Si tratta di prendere atto di questa emergenza - emersa in modo eclatante all’ultimo Giro - e ripartire a livello politico con una richiesta precisa. Non avremo il pe­so del Tour, ma non siamo neppure la sagra del radicchio, dopo tutto. Spero proprio che Acquarone e Vegni, ai tavoli giusti, comincino a picchiare qualche pugno.

In caso contrario, me­glio rassegnarci. Par­ten­do ai primi di maggio, ci portiamo dietro la ma­ledizione. Inutile però lamentarci. Dobbiamo sapere che più del percorso, più delle montagne mitiche, più dei campioni ingaggiati, più di tutto conterà e deciderà il meteo. Però poi voglio vedere quanti big avranno ancora vo­glia di venire al famigerato Giro On Ice.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
È uno di quei record dei quali avrebbe voluto fare volentieri a meno. Eddy Merckx, ancora una volta in ospedale, ancora una volta dovrà essere sottoposto ad un'operazione all'anca destra. «Dato che provavo molto dolore - spiega oggi il corridore...


Mathieu van der Poel si sta preparando per l’Inferno del Nord e sa che domenica dovrà affrontare nuovamente Tadej Pogacar. «Siamo i favoriti? Non penso che sia così. Ci sono anche altri favoriti che si scontreranno sul pavé». L’olandese si...


Le pietre della Parigi-Roubaix sono sei milioni, vengono custodite con cura e sono beni culturali vincolati, ma anche il pavé più famoso al mondo ha i suoi tormenti. Non si tratta di manutenzione o altro, ma di ladri che di...


«Drali è un’azienda moderna che vuole essere competitiva in un settore di aziende organizzate». Con queste parole pronunciate al microfono di tuttobiciweb Gianluca Pozzi, amministratore delegato di Drali, definisce chiaramente l’obiettivo della società che dirige. Nella sede di via Palmieri...


Dopo la tradizionale puntata di ieri, Radiocorsa - la rubrica di ciclismo della Rai - questa settimana raddoppia: venerdì 10 aprile alle 20.50 c’è il Radiocorsa Speciale Roubaix, per rivivere il meglio dell’Inferno del Nord, anche con le voci di...


Parla lombardo, anzi meglio dire bresciano, la prima classifica stagionale dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Mapei Sport riservato alla categoria Donne Allieve. Al comando c'è infatti Nina Marinini della Biesse Carrera Zambelli che guida davanti a Emma Cocca della Sport Club Brescia...


Il Team Solution Tech–NIPPO–Rali centra un risultato straordinario ai Campionati Centroamericani a cronometro, imponendosi con Franklin Archibold e completando una tripletta eccezionale grazie a Roberto Gonzalez e Carlos Samudio, rispettivamente secondo e terzo. Nella prova di circa 30 km, da...


Finalmente è scattata la stagione per tutte le categorie ed entra nel vivo anche la corsa all'Oscar tuttoBICI Gran Premio Androni Giocattoli riservato alla categoria Donne Esordienti. La prima maglia virtuale di leader spetta alla veneta Carlotta Casarotti (Officine Alberti...


Mapei, leader mondiale nella produzione di prodotti chimici per l’edilizia e realtà da sempre vicina al mondo del ciclismo, annuncia la propria partnership con la A.S.D. Franco Ballerini in occasione della prima edizione de "La Franco Ballerini", tre giorni di ciclismo...


Alla vigilia della Roubaix e con uno sguardo al Giro, Pasturana, piccolo comune alessandrino che è legato a filo doppio con il ciclismo, ospita una serata con Francesco Moser. Appuntamento venerdì 10 alle ore 21 presso sala comunale Europa, ingresso...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024