Tokyo2020, il sogno olimpico

di Paolo Broggi

Con un anno di ritardo, ma ci siamo. I Giochi Olim­pi­ci di Tokyo2020 (la denominazione ufficiale non è cambiata nonostante il rinvio) sono ormai alle porte: tra mille restrizioni e altrettante difficoltà dovute alla pandemia che in divesre parti del mondo continua a farsi sentire, il 23 luglio si svolgerà la cerimonia inaugurale della rassegna olimpica ed il giorno dopo saranno subito emozioni forti per il ciclismo.
Poche ore dopo esserci emozionati per Elia Viviani portabandiera con Jessica Rossi, infatti, ci sarà la prova su strada in linea nella quale l’Italia schiererà in rigoroso ordine alfabetico Alberto Bettiol, Damiano Caruso, Giulio Ciccone, Gianni Moscon e Vincenzo Nibali.
Così il c.t. Davide Cassani alla conferenza stampa di presentazioni ei cnvocati: «Le sensazioni sono buone ma ri­cordiamoci che dovremo confrontarci con campioni che hanno vinto grandi classiche, mentre noi abbiamo relativamente poche vittorie nei nostri palmarés. A Rio 2016 non andammo a me­daglia per una sfortunata caduta, adesso non siamo i favoriti ma possiamo fare molto bene. Il capitano? Non l’ho ancora deciso, lo stabiliremo insieme alla squadra direttamente a To­kyo».
E ancora: «Bettiol l’ho convocato perché, pur avendo vinto poche corse, lo considero un vincente, ha vinto un Fiandre e si è sempre comportato mol­to bene ai Mondiali. E al Giro di quest’anno ho rivisto il Bettiol di quel Fiandre. Caruso lo abbiamo “scoperto” tutti quanti quest’anno, ma fu convocato anche a Rio cinque anni fa, uno straordinario uomo squadra, che da gregario ha saputo trasformarsi in capitano, un leader vero che corre all'attacco fino alla fine. Ciccone mi ispira fiducia, sa prepararasi molto bene per eventi importanti come questo, e per due terzi del Giro è stato il migliore de­gli italiani. Nibali? Se n’è parlato e straparlato, a me fa piacere il continuo rapporto che ho coi miei ragazzi e tra questi c’è sempre anche lui. Ci siamo ritrovati a fine Giro e gli ho spiegato che non volevo portarlo per il cognome che porta, ma perché è tra i 5 corridori che possono maggiormente dire la loro in una gara dura come quella di Tokyo. Mi ha dato le risposte che cercavo e so che sarà come sempre all'altezza della situazione, ed è quello con più esperienza in assoluto rispetto agli altri azzurri. E se non riuscirà a vincere, potrà insegnare ai compagni come fare».
In campo femminile, la campionessa italiana Elisa Longo Borghini sarà la capitana delle azzurre e poi - dopo le gare di fuoristrada che potrebbero regalarci una sorpresa - sarà la volta della pista. Viviani nell’omnium, ancora Elia nel madison con Consonni e il quartetto sono carte importanti per puntare alla medaglia. E anche in campo femminile con il quartetto e soprattuto con la coppia Balsamo-Paternoster nel madison possiamo sognare.
STRADA MASCHILE (c.t. Davide Cassani): Alberto Bettiol, Damiano Caruso, Giulio Ciccone, Gianni Moscon e Vincenzo Nibali. Crono: Filippo Ganna e Alberto Bettiol.
STRADA FEMMINILE  (c.t. Edo­ar­do Salvoldi): Elisa Longo Borghini (correrà anche la crono) e Soraya Paladin. Gli altri due posti in ballo tra tre atlete: Marta Cavalli in dubbio per motivi di salute, Marta Bastianelli e Tatiana Guderzo.
PISTA MASCHILE (c.t. Marco Villa): Elia Viviani (campione in carica e portabandiera, farà l'omnium e la Madison), Filippo Ganna, Simone Consonni (farà la Madison con Viviani), Francesco Lamon, Jonathan Milan. Riserve: Michele Scartezzini e Liam Bertazzo.
PISTA FEMMINILE (c.t. Edoardo Salvoldi): Martina Alzini, Elisa Balsamo (Madison), Rachele Barbieri, Vittoria Guazzini, Martina Fidanza, Letizia Paternoster (Madison).
MOUNTAIN BIKE (c.t. Mirko Ce­lestino): Gerhard Kerschbaumer, Luca Braidot, Nadir Colledani, Eva Lechner.
BMX  (c.t. Tommaso Lupi): Giacomo Fantoni.
PARALIMPIADI  (c.t. Mario Va­len­tini): Pierpaolo Addesi, Fabio Anobile, Paolo Cecchett, Luca Mazzon, Diego Colombari, Fabrizio Cornegliani, Gior­gio Farroni, Federico Mestroni (wild card), Michele Pittacolo, Andrea Tar­lao, Katia Aere, Eleonora Melem Fran­cesca Porcellato e Ana Maria Vitelaru.

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