Editoriale

di Pier Augusto Siagi

A LUCI SPENTE. Squadre ultra attrezzate, cariche di sapere e scienza: manca solo un po’ di buonsenso, quello che ha accompagnato fin qui il nostro beneamato sport. Tecnici che si dimenticano di dare una mantellina al proprio corridore: vi ricordate il povero Steven Kruijswijk che cade lungo la discesa del colle dell’Agnello? Era il 2016, non vent’anni fa. Non gliela danno in cima alla salita e tantomeno quando lo sventurato corridore olandese finisce in un cumulo di neve. No, lo rimettono in sella e in una giornata da tregenda, ad oltre 2.500 metri di altitudine, lo lasciano lì tremebondo che consuma il suo dramma a fiordipelle. Quest’anno, nella tappa di Como, lo sloveno Primoz Roglic è costretto a cambiare al volo la propria bicicletta perché l’ammiraglia al seguito si è fermata a 20 chilometri dal traguardo: il diesse ha un’urgenza fisiologica da espletare, al diavolo tutto! Poi c’è il povero Dumoulin, che sul Colle delle Finestre con Froome che lo precede in cima al Gpm con soli 40” di distacco, riceve dall’ammiraglia l’ordine di aspettare Pinot e compagnia. Per la serie: dove vuoi andare da solo dietro a quello là, meglio in compagnia. Per la cronaca, che è poi diventata storia, in fondo alla discesa Froome accumula un vantaggio superiore al minuto e mezzo.
Quest’anno l’ennesimo intoppo per il povero Tom. Vittima di una brutta caduta nella tappa di Frascati al Giro, l’olandese dopo un breve recupero e un’adeguata convalescenza, si ripresenta al Delfinato in vista del Tour, ma deve abbandonare, sempre per problemi al ginocchio.  Un ritiro precauzionale, per ultimare in altura la preparazione, ma già che c’è il corridore della Sunweb viene sottoposto ad una piccola operazione, per rimuovere «quello che sembrava inizialmente un pezzo di metallo, ma che infine si è rivelato un piccolo frammento di ghiaia», la spiegazione di Camiel Aldershof, il medico della squadra tedesca. Un piccolo frammento di ghiaia, tenuto lì per più di un mese. Insomma, team sempre più in mano a luminari, che viaggiano a luci spente.
 
ASSISTETELI.. Le biciclette elettriche sono chiaramente un’opportunità, per chi le utilizza e per chi le produce e vende. È stata per il secondo anno un’opportunità anche per Rcs Sport, che ha messo in scena la seconda edizione del Giro E. Doveva essere la fiera delle possibilità, è diventata un’occasione di vanità. Non per tutti, ma per molti. Doveva essere una vetrina, un modo per pedalare in amicizia, affiancando tanti aficionados del ciclismo. Pedalate assistite, per assistere a panorami mozzafiato, in un abbraccio corale, morale e totale. Non è stato così, per alcuni. I soliti, per la verità. I soliti noti, alcuni ex professionisti di cui non faccio il nome per il bene della loro storia, che sono stati cordialmente mandati a quel paese per aver ingaggiato sfide imbarazzanti, come sulle strade da Vinci a Fucecchio, dove l’idea della partecipazione totale e corale doveva essere il principio ispiratore. Partiti da Vinci, alcuni di questi geni hanno preso questa iniziativa con un imperativo categorico: vincere! L’errore è stato anche di chi ha pensato questo Giro E, e ha proposto classifiche e maglie. Insomma, l’idea è buona, la messa in opera e il risultato un po’ meno. Il Giro E deve essere l’occasione per promuovere la pedalata assistita, nient’altro che un nuovo modo di intendere la mobilità, non l’occasione per esaltare frustrazioni agonistiche mai sopite e appagate. Non è bello assistere a certi spettacoli in nome della pedalata assistita. Un consiglio agli amici di Rcs Sport: lasciateli a casa. Certi soggetti è meglio affidarli direttamente a qualche centro: assistito.

ALL’AVANGUARDIA. Il Giro dei colombiani deve rendere felici anche noi italiani. Giro duro? Sì, certo, ma giusto così. Dopo i russi Sivakov 2017 e Vlasov 2018, ecco il colombiano Andres Camilo Ardila. Il podio è cosa loro, e con tutta quella salita non poteva essere altrimenti. Ma Alessandro Covi è lì, alle spalle di altri due colombiani come Rubio Reyes e Alba. Covi è quarto a 6’54”, e il varesino della Colpack ha solo vent’anni. Un anno fa era stato il miglior azzurro, con il suo ottavo posto. Cresce il ragazzo, e con lui la scuola tricolore per la gioia del CT Davide Cassani, l’uomo che ha riportato il Giro Baby, grazie a preziosi collaboratori e amici come Marco Selleri e Marco Pavarini alla Nuova Ciclistica Placci. L’Italia conquista due tappe con Mazzucco e Venchiarutti e inserisce altri due ventenni nei dieci: Filippo Conca, quinto e Filippo Zana, decimo. Cassani è stato chiaro, come sempre del resto: questa corsa doveva alzare l’asticella. E i team di casa nostra con i loro ragazzi, questa asticella l’hanno chiaramente innalzata. Cinque regioni, 31 squadre, di cui 14 straniere provenienti da 11 nazioni: un Giro sempre meglio organizzato e sempre più grande e internazionale. Una corsa che ha il dovere di testare e, per certi versi, ricomporre e riordinare le nostre ambizioni. Troppo spesso nel ciclismo di casa nostra fatto sull’uscio, consideriamo campione chi non ha nemmeno le stimmate del corridore. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il ciclismo colombiano è una superpotenza, noi miseri tapini siamo però lì dietro, nelle vicinanze. È vero, il podio non c’è, ma basta girarsi per accorgersi che non siamo messi poi così male. Alle nostre spalle c’è il mondo e un futuro che ci vede, se non davanti, perlomeno all’avanguardia.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
È stato presentato questa sera presso la Sala Polivalente “Il Progresso” di Larciano il percorso ufficiale 2025 del 47° Gran Premio Industria & Artigianato, classica di prestigio del calendario internazionale UCI ProSeries, in programma domenica 7 settembre 2025. Una gara...


Jasper PHILIPSEN. 10 e lode. È un gatto, ma è soprattutto un fantasmino: non lo vedi, ma alla fine sbuca da tutte le parti. Da disaster a magister, chiamatelo come volete, forse è il caso di chiamarlo semplicemente con il...


Non sarà in formissima, ma Jasper Philipsen ha la potenza e la testa del fuoriclasse delle volate: l'uomo di punta dell'Alpecin Deceuninck, dopo il successo inaugurale di Novara, cala il bis nell'ottava tappa della Vuelta a España, la Monzon Templario -...


Giacomo Rosato si conferma scalatore di razza vincendo per il secondo anno di fila la della Vittorio Veneto-Cansiglio per la categoria juniores giunta alla 64sima edizione. Il trevigiano del Team F.lli Giorgi, che porta e sei le vittorie stagionali e...


Luca Cretti ottiene la vittoria nella53sima edizione del Gran Premio Industria, Commercio ed Artigianato Carnaghese per elite e under 23 che oggi è andato in scena a Carnago in provincia di Varese. Il bergamasco della MBHBank Ballan CSB Colpack è...


Sotto il cielo plumbeo di Plouay brilla ancora Mischa Bredewold. L'olandese della SD Worx Protime conquista il terzo successo consecutivo alla Classic Lorient Agglomération anticipando allo sprint le connazionali Marianne Vos e Eline Jansen con Eleonora Gasparrini subito a ridosso del podio. Prestazione magistrale...


Parla austriaco con Anatol Friedl il 27simo Trofeo comune di Vertova-22simo Memorial Pietro Merelli internazionale per la categoria juniores che anticipa di ventiquattro ore il Trofeo Emilio Paganessi in programma domani. Il promettente corridore del Team GRENKE Auto Eder, campione...


La vittoria di Giacomo Rosato alla Vittorio Veneto-Cansiglio ha fatto da eco al succeso in Polonia di Igor Jakub Mitoraj. Il 17enne polacco del Team F.lli Giorgi si è infatti aggiudicato la classica Górskie Mistrzostwa Polski valida per l'assegnazione del titolo...


Rogantino per sempre e oggi un po' di più. Simone Roganti un anno fa lasciava questo mondo a soli 21 anni per un maledetto malore. Manca ogni giorno ai suoi familiari e amici, che oggi per provare a sentire meno la...


Tutto pronto per il doppio appuntamento di domani, con la VF Group Bardiani-CSF Faizanè che schiererà 12 corridori nelle due corse di Plouay. Si comincia con la Bretagne Classic, prova di categoria World Tour: il percorso di quest’anno...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024